Approvata all’unanimità dai leader mondiali una dichiarazione Onu sugli impegni per contrastare l’innalzamento del livello del mare

25 Settembre 2026 - 16:45
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Approvata all’unanimità dai leader mondiali una dichiarazione Onu sugli impegni per contrastare l’innalzamento del livello del mare

I leader mondiali hanno approvato all’unanimità la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’innalzamento del livello del mare nel corso di una sessione ad hoc dell’Assemblea generale nella quale è stato sottolineato che «non si tratta di una minaccia lontana, ma di un fenomeno che sta avvenendo ora e che accelera». Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha avvertito che l’avanzata delle acque sta già minacciando il futuro delle comunità costiere di tutto il mondo e rimarcato il fatto che nel 2024 il livello globale dei mari è aumentato di quasi sei millimetri – il più grande aumento annuale mai registrato. Sebbene questo aumento sia misurato in millimetri, «il suo prezzo si misura in milioni di vite distrutte, comunità sradicate e futuri rubati», ha detto (per non parlare del fatto che giusto pochi giorni fa è stato pubblicato uno studio da cui emerge che dagli anni 70 Groenlandia e Antartide hanno perso 11 trilioni di tonnellate di ghiaccio, provocando l’innalzamento dei mari di oltre 3 centimetri). 

Condividendo sfide e raccomandazioni, i capi di Stato e gli ambasciatori hanno illustrato le strategie adottate dai propri paesi per cercare di adattarsi all’innalzamento del livello dei mari, che rappresenta una minaccia esistenziale per molti piccoli Stati insulari in via di sviluppo.

Senza drastici tagli alle emissioni, il livello del mare potrebbe aumentare di un metro entro la fine del secolo. Attualmente, circa 770 milioni di persone vivono a meno di cinque metri sopra la linea di alta marea.

L’innalzamento del livello delle acque minaccia le abitazioni, i sistemi alimentari, le infrastrutture e persino l’integrità territoriale di alcune nazioni, ha ricordato Guterres. Tuttavia, sono proprio coloro che hanno contribuito meno al cambiamento climatico a trovarsi di fronte al pericolo maggiore, ha detto Guterres, esortando ad agire su tre fronti: ridurre le emissioni, proteggere le comunità e colmare le lacune giuridiche. Per invertire questa tendenza, il segretario generale dell’Onu ha affermato che le emissioni globali devono raggiungere immediatamente il picco e diminuire del 60% entro il 2035, mentre i finanziamenti per l’adattamento devono triplicare.

Khalilur Rahman, presidente dell’81ª sessione dell’Assemblea generale Onu, ha reso l’allarme particolarmente tangibile. A New York, ha detto, si prevede che il livello del mare aumenti fino a 1,3 metri entro la fine del secolo e di molto di più se i ghiacci antartici si sciogliessero rapidamente. Ciò basterebbe a trasformare la sala dell’Assemblea in «una gigantesca piscina per bambini», ha affermato.

Il primo ministro Francisco Carvalho di Capo Verde, il cui Paese ha co-facilitato i negoziati sulla dichiarazione poi approvata, ha affermato che questo via libera consensuale dimostra che il multilateralismo funziona ancora. L’innalzamento del livello del mare, ha detto, non è «né una minaccia lontana né una preoccupazione teorica» per il suo Paese. Per i piccoli Stati insulari, si tratta di preservare una «identità storica e culturale profondamente radicata nella terra e nel mare», ha affermato, aggiungendo che la dichiarazione lo riconosce come una questione di giustizia, diritti umani e pace.

Il commissario europeo Costas Kadis ha fatto riferimento all’OceanEye International Alliance, lanciata dalla Commissione europea e dal Canada per rafforzare l’osservazione degli oceani.

Con 31 membri, l’alleanza ha ottenuto impegni per un totale di 250 milioni di dollari. I finanziamenti, ha affermato Kadis, devono inoltre essere prevedibili, accessibili e in linea con le esigenze delle comunità a rischio.

Al termine della riunione, durata un’intera giornata, gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno concordato di tornare sull’argomento, con una dichiarazione che chiede l’organizzazione di un’ulteriore riunione ad alto livello prima della fine dell’84ª sessione dell’Assemblea generale.

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