La Germania presenta la roadmap per l’addio ai fossili e riafferma il target di neutralità climatica al 2045

25 Settembre 2026 - 16:45
0
La Germania presenta la roadmap per l’addio ai fossili e riafferma il target di neutralità climatica al 2045

Il governo tedesco ha approvato una tabella di marcia per abbandonare l’uso di petrolio, carbone e gas nei settori dell’energia, dell’industria, dell’edilizia e dei trasporti, riaffermando l’obiettivo vincolante di raggiungere la neutralità climatica entro il 2045. La Germania diventa così il terzo Paese, dopo Francia e Paesi Bassi, a presentare un piano nazionale di questo tipo per abbandonare i combustibili fossili. Il documento definisce il quadro politico e le principali linee d’azione con cui Berlino intende attuare la transizione energetica. Come evidenziato all’interno del testo approvato, «questa tabella di marcia definisce il quadro politico e le strategie chiave che la Germania perseguirà nei vari settori per raggiungere il suo obiettivo di neutralità climatica e quindi effettuare la transizione per abbandonare l'uso dei combustibili fossili non oltre il 2045».

L’iniziativa, come sottolinea il sito specializzato Clean energy wire è stata accolta in gran parte favorevolmente dalle organizzazioni della società civile per il segnale politico lanciato a livello globale. La mossa del governo Merz aumenta infatti la pressione diplomatica sugli altri Paesi affinché presentino i propri piani per l'uscita dai fossili, specialmente in vista della conferenza Onu sul clima che si svolgerà a novembre in Turchia (con l’Australia a ricoprire l’incarico di presidenza per il programma di questa Cop31). A tal proposito, Petter Lydén, responsabile della politica climatica internazionale presso l’Ong Germanwatch, ha commentato: «Ci aspettiamo che ora anche altri Paesi presentino le loro tabelle di marcia». Tuttavia, nonostante questi passi simbolici e gli sforzi promossi in sede multilaterale insieme a una sessantina di governi, il percorso negoziale formale in ambito Onu sull’uscita dalle fonti fossili prosegue a rilento.

Sul fronte interno, non mancano però le associazioni ambientaliste che hanno espresso dure critiche al governo Merz, evidenziando un netto divario tra le ambizioni internazionali del Paese e le sue effettive politiche domestiche. Al piano presentato viene contestato il fatto di limitarsi a ribadire obiettivi già stabiliti senza introdurre misure più coraggiose, mentre il consumo energetico nazionale rimane ancora pesantemente dipendente dalle fonti fossili: basti pensare che nel 2025 petrolio, carbone e gas coprivano oltre tre quarti dei consumi primari. Ecco perché Fentje Jacobsen, co-responsabile del dipartimento clima ed energia del Wwf Germania, ha dichiarato: «Questo evidenzia ancora una volta la palese discrepanza tra la posizione internazionale della Germania e le sue azioni interne».

Per il ministero dell’Ambiente tedesco, la riduzione delle emissioni, che sono state originate per oltre l’83% nel 2024 dalla combustione di fossili, rappresenta un passo fondamentale per la transizione energetica e la decarbonizzazione. La transizione verso l’elettrificazione e le rinnovabili permetterà una maggiore efficienza energetica, ha sottolineato, affrancando la Germania da un’ingente dipendenza dalle importazioni estere, costate circa 76 miliardi di euro solo nel 2024. Il ministro dell’Ambiente Carsten Schneider ha sottolineato i vantaggi economici della strategia: «I soldi che prima spendevamo per importare petrolio e gas saranno, in futuro, sempre più incanalati verso la creazione di valore locale».

Ma, vista di nuovo dal fronte dell’associazionismo climatico, nonostante i proclami, diverse decisioni adottate dalla coalizione di governo guidata dal cancelliere Merz sembrano contrastare con l’uscita graduale dai fossili. L’esecutivo sostiene nuove estrazioni di gas, sussidi statali per centrali elettriche a gas e l'indebolimento dei vincoli sul riscaldamento o sui limiti di emissione delle auto, generando incertezze anche sulle norme d'accesso alla rete per le rinnovabili. In merito a tali contraddizioni, sempre Jacobsen del Wwf Germania ha rimarcato: «Chi desidera rimanere credibile sulla scena internazionale e perseguire anche in patria politiche che servano gli interessi dei cittadini deve finalmente promuovere un cambiamento sostenibile, anziché aggrapparsi a vecchie dipendenze dai combustibili fossili».

In ogni caso, il processo di transizione sul mercato è già avviato: l’uscita dal carbone resta pianificata al più tardi entro il 2038, mentre l’elettrificazione dei trasporti dovrebbe portare a 7 milioni di veicoli elettrici sulle strade entro il 2030. Più complessa appare la dismissione del gas nell’industria pesante e nel riscaldamento, così come resta aperta la questione sul reale azzeramento di ogni idrocarburo entro il 2045, data la previsione di ricorrere a tecnologie di cattura del carbonio (carbon capture technology, Ccs) per centrare l’obiettivo della neutralità climatica entro i prossimi 19 anni.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User