In Ucraina anche la moda è una forma di resistenza

La partecipazione di Oleksandra Sakhaudinova alla finale del contest della Ukrainian Fashion Week rischiava di saltare all’ultimo. I suoi outfit sarebbero dovuti arrivare con una consegna di Nova Poshta, principale servizio postale ucraino, proprio nei giorni in cui gli attacchi russi colpivano insistentemente la logistica. Poi per fortuna ha miracolosamente recuperato tutto il giorno stesso della sfilata, e la designer ha potuto presentare i cinque look preparati per la finale.
Il 6 settembre, al Mystetskyi Arsenal di Kyjiv, quei capi le hanno consegnato il Grand Prix della XXVII edizione di “Look into the Future” (Guarda nel futuro), il concorso nazionale per giovani designer della Ukrainian Fashion Week. Un passaggio importante per una generazione di stiliste che costruisce un percorso professionale durante la guerra.
Oleksandra ha ventinove anni e, dopo l’invasione russa su larga scala, ha vissuto per tre anni in Italia. Il suo ritorno alla scena creativa di Kyjiv e la vittoria nel concorso si collocano all’intersezione fra l’emigrazione forzata e la scelta di continuare a fare arte nel proprio Paese. «Se decidi di vivere in Ucraina, devi assumerti la responsabilità delle conseguenze che porta la vita in un Paese che sta resistendo all’invasione», ha detto mentre sperava che la sua collezione si fosse salvata dagli attacchi a Nova Poshta. «Ultimamente colpiscono Kyjiv senza sosta, non c’è un inizio né una fine».
Il contest, ricorda l’organizzatrice Anna Ustenko, è stato sospeso per due anni dopo l’inizio della guerra di aggressione. La sua ripresa è un segnale importante per un settore che, come molti altri in Ucraina, prova a difendere la sua continuità. «Il concorso riunisce i giovani talenti della moda ucraina e dà loro la possibilità di presentarsi ai media come nuova generazione di creativi», spiega Ustenko. Dodici finalisti, età media intorno ai trent’anni, in passerella con cinque outfit ciascuno. Il tema scelto per quest’anno, “New Forms of Reality” (Nuove forme di realtà), parla dell’incertezza del presente, della necessità di trovare nuovi linguaggi per trovare un posto in questa circostanza difficile.
La finale ha concluso la settimana della moda ucraina in un contesto dove alcune sfilate sono state spostate nei rifugi sotto terra. La moda dunque non solo come spazio artistico ma una vera e propria pratica di persistenza: «Resistiamo attraverso il potere creativo», sintetizza Ustenko.
Il progetto vincitore di Sakhaudinova, porta il titolo “Reclaiming the Light” per «riaccendere la luce sull’arte di Malevich», cui la collezione si ispira.
Kazymyr Malevyč fu tra i pionieri della corrente artistica del Suprematismo, il movimento d’avanguardia che portò la pittura verso forme geometriche essenziali e non figurative: quadrati, croci, cerchi, campi di colore. Nato a Kyiv nel 1879, Malevyč è stato a lungo “espropriato” dalla cultura ucraina e inglobato nella storia dell’arte dell’Impero Russo prima e dell’Unione Sovietica poi. “Reclaiming the Light” non è soltanto un omaggio agli avanguardisti ucraini dunque, è prima di tutto un manifesto di consapevolezza identitaria, come discendenti.
La vittoria di Oleksandra alla Ukrainian Fashion Week non cancella l’incertezza in cui lei e la sua generazione lavorano. Rende però visibile una scelta: continuare a produrre arte, rivendicare i propri riferimenti culturali e, in questo modo, resistere.
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