A Tripoli seminario sulle relazioni tra Italia e Libia: focus su economia e cooperazione

Aprile 27, 2026 - 15:00
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A Tripoli seminario sulle relazioni tra Italia e Libia: focus su economia e cooperazione

È in corso oggi a Tripoli un seminario tra Libia e Italia dedicato allo stato e alle prospettive delle relazioni bilaterali, promosso su richiesta della parte libica e in particolare del Governo di unità nazionale (Gun) guidato da Abdulhamid Dabaiba. L’iniziativa, ospitata presso l’hotel Marriott della capitale e organizzata dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale libico, è stata aperta dall’ambasciatore d’Italia in Libia Gianluca Alberini e si configura come un momento di confronto strutturato tra istituzioni e operatori dei due Paesi per fare il punto sul partenariato bilaterale in senso ampio, con un’impostazione di natura tecnica e non politica.

Il workshop, intitolato “Le relazioni libico-italiane verso un modello di cooperazione globale e sostenibile”, si articola in tre sessioni tematiche che coprono l’intero spettro del rapporto tra i due Paesi, dalla dimensione storica e giuridica fino alle prospettive economiche e commerciali. La prima sessione è dedicata all’evoluzione delle relazioni italo-libiche e al quadro normativo di riferimento, con un’analisi che ripercorre le principali tappe del rapporto bilaterale: dal periodo monarchico agli sviluppi successivi alla Dichiarazione libico-italiana del 1998, fino al Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione del 2008 e alle trasformazioni intervenute dopo il 2011, nella fase di transizione libica. Il panel affronta inoltre il tema degli accordi giuridici conclusi tra i due Paesi e delle commissioni tecniche congiunte, con un focus sui risultati conseguiti e sulle prospettive di aggiornamento del quadro regolatorio.

La seconda sessione è incentrata sullo stato dell’arte della cooperazione bilaterale e sulle opportunità future, con particolare attenzione ai settori economici strategici. Tra i temi trattati figurano l’energia – con riferimento sia al comparto petrolifero sia allo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili –, l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche, le risorse marine e le questioni ambientali. Il panel analizza inoltre le politiche di promozione degli investimenti, il sostegno alle esportazioni e le iniziative di cooperazione culturale e formativa, inclusi i programmi nei settori dell’istruzione, della formazione tecnica e professionale e dell’istruzione superiore. In questo quadro si inserisce anche il ruolo delle attività di cooperazione allo sviluppo e delle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale, considerate leve complementari del partenariato bilaterale.

La terza sessione è dedicata in modo specifico alla dimensione economica e commerciale e alle opportunità di collaborazione tra il settore privato e il tessuto imprenditoriale dei due Paesi. Il panel prevede un focus sul clima degli investimenti in Libia, sulle principali criticità e sulle potenzialità di sviluppo, nonché sulla presentazione di modelli di progetti congiunti e partnership industriali. Tra i temi affrontati figurano anche la diversificazione dell’economia libica e la promozione delle esportazioni verso il mercato italiano, in un’ottica di rafforzamento dell’integrazione economica bilaterale.

Per la parte italiana partecipano, tra gli altri, la direttrice dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) di Tunisi, Isabella Lucaferri, l’addetto culturale dell’ambasciata d’Italia a Tripoli, Salvatore Schirmo, la direttrice dell’Ice di Tripoli, Simona Autuori, il presidente della Camera di commercio italo-libica, Nicola Colicchi, e la direttrice di Confindustria Assafrica e Mediterraneo, Patrizia Mauro. Per la parte libica sono presenti l’ex ministro degli Esteri Mohamed Taher Siyala, il presidente della Camera di commercio di Tripoli e rappresentante dell’Unione delle camere di commercio libiche, Anwer Abouseta, insieme a esponenti accademici e a funzionari e direttori di dipartimento dei ministeri competenti, in rappresentanza dei principali ambiti della cooperazione bilaterale.

Secondo il programma della giornata, i lavori prevedono interventi tecnici, momenti di confronto tra le delegazioni e una fase conclusiva dedicata alla formulazione di raccomandazioni operative. L’obiettivo dichiarato è quello di esaminare in modo sistematico i principali momenti storici delle relazioni italo-libiche, ricostruire il quadro giuridico e istituzionale che regola i rapporti tra i due Paesi e, soprattutto, aggiornare la mappa delle priorità condivise. In questo senso, il workshop punta a individuare ambiti concreti di cooperazione, facilitare il coordinamento tra le amministrazioni competenti e tradurre il dialogo bilaterale in iniziative operative, con particolare attenzione al coinvolgimento del settore privato e alla rimozione degli ostacoli che ancora limitano gli investimenti.

A margine del workshop è prevista una visita al Museo nazionale di Tripoli, ospitato nel complesso storico del Castello rosso, nel centro della capitale. La recente riapertura del sito, attesa da anni, segna il ritorno alla fruizione pubblica di una delle principali istituzioni culturali del Paese, rimasta chiusa per oltre un decennio a causa dei danni provocati dai conflitti e delle difficoltà di gestione. Il Governo di unità nazionale libico presenta l’iniziativa come un passaggio simbolico nel percorso di stabilizzazione e rilancio del settore culturale, ma anche come uno strumento di proiezione internazionale e di rilancio dell’immagine di Tripoli come capitale nuovamente accessibile e operativa.

Il workshop si inserisce in una fase di rinnovata attenzione italiana al dossier libico, che coinvolge sia Tripoli sia Bengasi, ma risponde anche all’esigenza del Governo di unità nazionale di rafforzare il proprio profilo internazionale rilanciando il partenariato con Roma. In un contesto segnato dalla competizione tra attori esterni e dalla persistente frammentazione interna, l’iniziativa – pur di natura tecnica – assume quindi una valenza politica: da un lato, consolidare il rapporto con l’Italia come partner economico e istituzionale di riferimento; dall’altro, presentarsi come interlocutore affidabile e operativo, capace di attrarre investimenti e riattivare forme concrete di cooperazione.

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