È l’ora di voler bene alla Terra: è online la nuova puntata del podcast “La Settimana di Greenreport”

«È stata la settimana della Giornata mondiale della Terra, partiamo da qui – dice Maurizio Izzo aprendo la nuova puntata del podcast “La Settimana di Greenreport” – Sono rituali, celebrazioni ma se anche solo per un giorno richiamano alla necessità di pensare a un bene che stiamo rischiando di perdere allora va bene lo stesso. Quando poi il bene è la Terra anche di più. Abbiamo onorato la giornata con diversi articoli – prosegue il direttore responsabile del nostro giornale – ma mi piace ricordare la scelta di Erasmo d’Angelis che ci ha ricordato lo stupore degli astronauti dell’apollo 8 quando in quel lontano dicembre del 1968 videro e fotografarono la terra da una distanza e un’angolazione che fino ad allora ci erano sconosciute». Rileggiamo quella conversazione:
- Anders: «Oddio, guarda quell’immagine laggiù! C’è la Terra che sorge. Wow, quant’è bella!»
- Borman: «Ehi, non riprenderla, non è nel programma»
- Anders: «Hai della pellicola a colori, Jim? Dammi un rullino a colori, veloce, ti dispiace?»
- Lovell: «Oh, gente, è magnifica!»
- Anders: «Sbrigati!»
- Lovell: «Bill, l’ho inquadrata, è molto nitida qui!»
- Lovell: «Presa?»
- Anders: «Sì»
- Lovell: «Fanne tante, fanne tante! Qua, dalla a me!…Oh, che foto bellissima…»
Queste erano le voci dallo spazio. E ora torniamo ad occuparci di chi uccide la nostra amata Terra, l’avvelena con guerre e distruzioni. Sotto tiro di guerrafondai senza scrupoli.
A proposito di veleni, prosegue Izzo nella rassegna delle principali notizie pubblicate dal nostro giornale nell’ultima settimana, il 26 aprile è anche l’anniversario della strage di Chernobyl. La catastrofe la ricorda Ermete Realacci sulle nostre pagine. L'Italia nei giorni successivi alla catastrofe, ricorda Realacci, fu in prima fila con una mobilitazione civile e fu la superpotenza della solidarietà. I dati più attendibili su quanto accaduto sono quelli che ci vengono dalla Bielorussia: il 70% della contaminazione interessò infatti quella regione, allora dell'Unione Sovietica e i dati ucraini sono resi più opachi dal fatto che era la regione che ospitava la centrale. Dal 1986 al 2018 sono stati ospitati in tutto il mondo 930.000 bambini bielorussi. Di questi 457.000, quasi la metà, in Italia. È stato un movimento popolare ed istituzionale importante che ha coinvolto decine di migliaia di famiglie, parrocchie, associazioni, istituzioni locali. La sola Legambiente, unica associazione ambientalista attiva su questo fronte perché di stampo più umanistico, ne ha accolti 25.000.
Segnalazione successiva che trovate nella puntata del podcast di oggi: nonostante il governo italiano voglia tornare al carbone, per fortuna il mondo va in altra direzione. Come al solito ci vengono incontro i numeri, questi sono della VII edizione del Global Electricity Review pubblicata dal think tank Ember. Vi si legge che «le rinnovabili hanno raggiunto quota 34% della generazione globale di elettricità nel 2025, superando la quota del carbone per la prima volta in 100 anni, trainata in basso dalla discesa della generazione da fonti fossili sia in Cina sia in India».
E se non va bene il carbone, non va bene nemmeno il nucleare a cui il governo sta pensando con il cosiddetto nucleare sostenibile, prosegue Izzo nella selezione di articoli. Salvatore Ruggiero, docente universitario in Finlandia, ci racconta del dibattito che si sta svolgendo in quel paese, un paese con una solida tradizione nucleare. Uno studio ha confrontato uno scenario in cui la capacità nucleare viene triplicata entro il 2050 con uno scenario basato quasi interamente sulle rinnovabili. Il risultato è netto: lo scenario che prevede una forte crescita del nucleare comporta costi annualizzati superiori del 71-84% rispetto a quello basato sulle rinnovabili; inoltre peserebbe sui contribuenti finlandesi per una quota pari al 2,3% del Pil nel 2050. Insomma, chiosa Izzo, nemmeno conviene a chi ce l’ha già.
E si chiude con la buona notizia della settimana, che questa volta viene da Livorno, dove è stato presentato un progetto per avviare la decarbonizzazione dei porti del Mediterraneo. L’Autorità di sistema portuale del Tirreno settentrionale coordina il progetto europeo GreenMedPorts che unisce 7 Paesi dalle due sponde del Mare Nostrum, per rendere la transizione ecologica una strategia di sviluppo industriale oltre che di tutela ambientale.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0


