Aumento costi per agricoltori, in Agrifish chieste azioni rapide
Roma, 27 apr. (askanews) – L’aumento dei costi associati alla produzione, al trasporto, allo stoccaggio e alla distribuzione degli alimenti e soprattutto l’aumento del costo dei combustibili, dei fertilizzanti, dell’elettricità e di altri fattori produttivi agricoli legati all’energia stanno gravando sul settore primario e i ministri dell’Agricoltura europei, riuniti oggi in Agrifish, hanno invitato la Commissione a intervenire rapidamente e a fornire sia un sollievo immediato e certezze agli agricoltori, sia soluzioni strutturali a medio termine, che sostengano l’autonomia strategica dell’UE in materia di fertilizzanti.
Sono state chieste anche modifiche alle norme UE per rimuovere gli ostacoli a un maggiore utilizzo di fertilizzanti organici e biogas/biometano, aiuti finanziari, misure di mercato per determinati settori e misure commerciali che nonompromettere le priorità geopolitiche dell’Unione.
Ancora, i ministri hanno discusso del giusto equilibrio tra un quadro normativo comune a livello UE e la flessibilità, in particolare per quanto riguarda la degressività e la limitazione dei pagamenti e hanno accolto con favore il fatto che la discussione sulla definizione di agricoltore si terrà nell’ambito del Consiglio Agrifish, sottolineando l’importanza del ricambio generazionale, che non dovrebbe essere promosso a scapito degli agricoltori che raggiungono l’età pensionabile. Per quanto riguarda la Politica Agricola Comune dopo il 2027, hanno discusso di come la PAC, in combinazione con altri strumenti di finanziamento, possa incentivare meglio la prevenzione e la gestione del rischio di incendi boschivi e migliorare la resilienza del paesaggio, sottolineando che l’attenzione dovrebbe concentrarsi sulla prevenzione degli incendi boschivi. Per questo, il futuro quadro finanziario deve garantire che la PAC continui a fornire sostegno finanziario per la gestione attiva del paesaggio e la gestione forestale sostenibile. Un sostegno che dovrebbe bilanciare le misure di ripristino della natura con la rimozione della biomassa combustibile, le misure di ritenzione idrica, la creazione di fasce tampone e la stabilizzazione dei suoli. Hanno inoltre sottolineato che la prevenzione degli incendi boschivi deve basarsi sulle condizioni regionali e locali, che variano considerevolmente tra gli Stati membri, e che questi ultimi dovrebbero avere la flessibilità di adattare le misure alle proprie specificità nazionali e regionali.
Questa discussione si è svolta nel contesto della comunicazione della Commissione sulla gestione integrata del rischio di incendi boschivi, che affronta l’intero ciclo di gestione del rischio, dalla prevenzione, alla preparazione e alla risposta fino al recupero, coprendo le dimensioni ecologiche, economiche, sociali e culturali. Solo nel 2025, sono andati in fumo in Ue oltre un milione di ettari, un’area più grande di Cipro. Gli incendi non sono più limitati all’Europa meridionale, ma colpiscono anche le regioni centrali, settentrionali e orientali. Il loro impatto è di vasta portata e comprende la perdita di vite umane, danni agli ecosistemi, perdita di biodiversità, riduzione della qualità dell’aria e conseguenze significative per l’agricoltura, la silvicoltura e le infrastrutture. Si stima che i danni economici annuali si aggirino intorno ai 2,5 miliardi di euro.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0


