Ripescaggio Italia ai Mondiali, altra mazzata sulle speranze azzurre
Il cambiamento nel rapporto tra italiani e calcio emerge anche dal dibattito sul possibile ripescaggio della Nazionale ai Mondiali, ipotesi che ciclicamente torna a circolare. Di recente, i ministri Abodi e Giorgetti, insieme al presidente del Coni, hanno escluso questa possibilità. Una posizione che sembra riflettere l’opinione pubblica, almeno secondo un sondaggio Izi. I numeri sono netti: circa il 70% degli italiani è contrario a un eventuale ripescaggio al posto dell’Iran, mentre solo il 30% si dice favorevole.
Nel dettaglio, su 1.024 persone intervistate il 23 aprile, il 40% ritiene che l’Italia non meriti la qualificazione e che sarebbe poco dignitoso partecipare così; un altro 30% vede l’eventuale esclusione dell’Iran come una scelta politica da non sostenere. Tra chi è favorevole, il 16,2% considera il ripescaggio un riconoscimento alla storia sportiva azzurra, mentre il 14,3% lo accetterebbe pur senza meriti, sottolineando la lunga assenza dai Mondiali.
Il sentiment dell’opinione pubblica trova eco nelle parole di alcune delle voci più autorevoli del panorama mediatico e istituzionale italiano. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è stato lapidario: “La trovo una cosa vergognosa. Io mi vergognerei”, mentre il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha dichiarato di sentirsi “offeso” all’idea, sottolineando che “la partecipazione a un Mondiale va meritata”. Sulla stessa lunghezza d’onda il giornalista Enrico Mentana, che ha parlato di prospettiva “squallida e ingiusta, e offensiva per la nostra storia sportiva”. Una voce parzialmente fuori dal coro è quella dell’ex presidente della FIGC Giancarlo Abete, che pur esprimendo “grandi perplessità” sul piano normativo, ha lasciato uno spiraglio aperto: “Da tifosi non si può che sperare”.
La contrarietà al ripescaggio trova conferma anche in un secondo sondaggio, quello condotto dalla Gazzetta dello Sport su oltre 27mila votanti: l’opzione “No, il Mondiale andava conquistato sul campo” ha stravinto con il 78,3% dei voti, contro il 21,7% favorevole. Una convergenza di dati che restituisce un quadro inequivocabile sulla percezione degli italiani rispetto a un’eventuale partecipazione non guadagnata sul campo.
Sul piano internazionale, la proposta di sostituire l’Iran con gli Azzurri era stata avanzata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente americano Donald Trump in Italia, e aveva trovato una sponda inaspettata nelle stanze della FIFA. Secondo le dichiarazioni rilasciate lo scorso 10 marzo da Rene Meulensteen, vice commissario tecnico dell’Iraq, la Federazione mondiale starebbe valutando da tempo questa ipotesi: “Ci sono anche voci secondo cui, se la FIFA dovesse prendere la decisione finale, potrebbe spingere la squadra con il ranking FIFA più alto a sostituire l’Iran, ovvero l’Italia”. Il regolamento FIFA, all’articolo 6.7, lascia comunque aperto qualsiasi scenario, stabilendo che “la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario”.
Tra le ipotesi sul tavolo figura anche un mini-torneo intercontinentale che coinvolgerebbe Italia e Danimarca tra le europee, oltre a rappresentanti asiatiche come Emirati Arabi Uniti e Oman, con in palio un unico posto per il Mondiale. Una soluzione che ha già scatenato la protesta della Bolivia, rimasta fuori dopo l’eliminazione per mano dell’Iraq, con la federazione di La Paz pronta a una contestazione ufficiale in sede FIFA qualora venisse esclusa da un eventuale torneo di ripescaggio. La FIFA dovrà sciogliere la riserva entro i primi di maggio.
Nel frattempo, dall’Iran continuano ad arrivare segnali di una volontà di partecipare alla rassegna iridata. La Nazionale iraniana ha in programma un’amichevole di preparazione contro la Macedonia del Nord, da disputare in Turchia, dove la squadra è prevista in partenza il 20 maggio per l’ultimo stage prima del trasferimento negli Stati Uniti. Il ministro dello Sport iraniano Ahmad Donyamali ha ribadito che “se la sicurezza dei giocatori della nazionale negli Stati Uniti sarà garantita, partiremo per il Mondiale”, precisando che la decisione finale spetterà alle autorità governative insieme al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. L’Ambasciata iraniana in Italia, dal canto suo, ha risposto con fermezza alle voci di ripescaggio: “Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici. Il tentativo di escludere l’Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la ‘bancarotta morale’ degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco”.
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