Ripescaggio Italia ai Mondiali, l’uomo di Trump rilancia: “Al 50% Azzurri ai Mondiali”
“C’è il 50% di possibilità, forse anche di più, che l’Italia venga ripescata per i Mondiali”: con queste parole Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente americano Donald Trump per le partnership globali dell’amministrazione Usa, ha ribadito di credere ancora nella possibilità che la Nazionale venga scelta per competere al posto dell’Iran nella Coppa del Mondo 2026, in virtù delle tensioni geopolitiche proprio fra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica.
Zampolli, parlando alla trasmissione radiofonica “La Politica nel Pallone” su GR Parlamento, ha spiegato che incontrerà il presidente della FIFA Gianni Infantino al Gran Premio di Miami di F1 (in programma il prossimo weekend) e parlerà della questione: “Gli dirò che un Mondiale senza l’Italia non ha senso di esistere, l’ultima decisione spetterà a lui. Trump? Non gli ho parlato direttamente di questo ma non si è espresso negativamente: se l’Iran dovesse rinunciare, tutto potrebbe succedere”.
Non è la prima volta che Zampolli si espone pubblicamente sul tema. Nei giorni scorsi, infatti, aveva già confermato personalmente il pressing sulla Federazione internazionale: “Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali. Sono italiano, sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l’inclusione”.
Secondo i media internazionali, l’iniziativa rappresenterebbe anche uno “sforzo per riparare i legami fra Trump e la premier Giorgia Meloni” dopo i recenti attacchi del presidente degli Stati Uniti al Papa. Non è peraltro la prima volta che emerge una proposta simile: già nel 2022, in occasione dei Mondiali in Qatar, l’ambasciatore statunitense aveva scritto a Infantino chiedendo proprio l’esclusione dell’Iran e l’inserimento dell’Italia.
A rinfocolare le polemiche nelle ultime ore è stata, inoltre, una notizia riportata da “For The Win”, portale sportivo di USA Today: all’esterno dello stadio Lumen Field di Seattle, che dovrebbe ospitare l’ultima partita del Gruppo G tra Egitto ed Iran il prossimo 26 giugno, compare la bandiera italiana e non quella dell’Iran.
Nell’installazione che accoglie i tifosi con le bandiere di tutte le nazionali che giocheranno a Seattle, quella dell’Iran è completamente assente, mentre ci sono quelle di Belgio, Egitto, Stati Uniti, Australia, Qatar e appunto il Tricolore italiano, con tanto di “Benvenuti”, nonostante gli Azzurri non siano riusciti a qualificarsi per il terzo Mondiale di fila. Le foto sui social hanno subito scatenato la discussione, e tanti tifosi hanno preso di mira gli organizzatori.
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