A Villa Cagnola il primo Festival della fragilità
L'icona del FestivalPer la prima volta un «Festival della fragilità». A organizzarlo presso Villa Cagnola a Gazzada-Schianno (Va), il 14 e 15 marzo, è il Comitato culturale dell’Istituto superiore di studi religiosi Paolo VI, in collaborazione con UniCagnola. L’idea è venuta al nuovo responsabile culturale e spirituale di Villa Cagnola, don Giampiero Guidetti, prete-psicologo, e alla sua sensibilità. Attraverso due giornate di riflessione (l’intero sabato e il pomeriggio di domenica) con un ricco parterre di relatori, il Festival intende diffondere e far crescere sensibilità e consapevolezza sul tema della fragilità. «Lo scopo è di trasformare la fragilità da peso, da condizione di debolezza delle persone, a occasione di riscatto e di inserimento nella società in modo attivo e propositivo – spiega Paola Tadiello, moderatrice il sabato mattina -. La fragilità deve diventare uno stato di vita in cui ognuno trova il proprio spazio e un posto significativo nel mondo».

Il coinvolgimento degli studenti
I lavori inizieranno alle 9.30, con gli interventi di Roberto Gramiccia (scrittore, medico e critico d’arte); Alberto Pellai (medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore all’Università degli studi di Milano) e Massimo Conconi (artista varesino). Il filo rosso che accompagna le riflessioni è il binomio fragilità e arte grazie ad Anna Gamardella, insegnante di arte al liceo artistico “Angelo Frattini” di Varese, «che ha coinvolto i ragazzi delle classi quarte che frequentano il corso audiovisivo e multimediale». Gli studenti, oltre a preparare locandine e comunicati stampa, hanno realizzato per i partecipanti alcuni percorsi nelle sale immersive. «I giovani si sono messi in gioco con entusiasmo – assicura Tadiello -, diventando protagonisti di questo evento. È importante per noi passare loro il messaggio che la fragilità è una risorsa per le persone fragili, ma anche per la società».
«Gli studenti del liceo presenteranno un’opera artistica moto bella – continua la moderatrice -, una mano con le crepe, le quali non impediscono alla mano di essere una mano. Stare dentro la fragilità aiuta a trovare sentieri che conducono a nuove possibilità di creatività e responsabilità sia della persona che in quel momento ha uno stato di fragilità, sia della società che deve prendersene cura».
Gli interventi dell’Arcivescovo e di don Santoro
Sabato pomeriggio, alla ripresa dei lavori, l’arcivescovo Mario Delpini farà un breve saluto, poi lascerà la parola a don Mauro Santoro, responsabile della Consulta diocesana «Comunità cristiana e disabilità», che parlerà di fragilità e spiritualità. Seguiranno gli interventi della stessa Anna Gamardella e di Lamberto Giannini, direttore artistico e regista della compagnia teatrale “Mayor van frinzius”, che racconterà l’esperienza di contaminazione antropologica. La visita a una sala immersiva e un aperitivo alle 18 concluderanno la prima giornata.
La testimonianza di PizzAut
Domenica 15 marzo si riprende alle 16 con l’ultima sala immersiva realizzata dagli studenti e la testimonianza di Nico Acampora, fondatore di Pizzaut, il ristorante pizzeria in cui lavorano giovani autistici all’insegna dell’inclusione. All’esterno sarà parcheggiato un camion di 7 metri predisposto a pizzeria ambulante, dove sarà possibile gustare la classica specialità napoletana.
Al Festival saranno presenti diverse autorità cittadine e monsignor Giuseppe Vegezzi, Vescovo ausiliare e presidente di Villa Cagnola, ma l’invito è aperto a tutti coloro che sono interessati al tema della disabilità o che si occupano di persone fragili: operatori sociali e di Residenze sanitarie assistenziali e insegnanti che avranno riconosciuti crediti formativi.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.
Programma completo e info: www.villacagnola.com/eventi.
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