Quando l’agriturismo incontra la cucina d’autore

Mar 11, 2026 - 04:00
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Quando l’agriturismo incontra la cucina d’autore

C’è una parola che negli ultimi anni ha perso contorni precisi: agriturismo. Per molti resta sinonimo di tavolate rustiche, piatti abbondanti e un’estetica volutamente semplice. In realtà, in diverse parti d’Italia questa formula sta cambiando pelle. Un esempio interessante arriva dal Piemonte, nella campagna novarese, dove La Capuccina di Cureggio propone un modello che amplia il significato stesso di ospitalità rurale.

La struttura occupa una dimora storica immersa in una tenuta agricola con orti, frutteto e campi coltivati. Il progetto combina ristorante, camere e attività agricola in un unico sistema, dove il paesaggio non è soltanto sfondo ma parte integrante dell’esperienza. La tenuta conta nove camere pensate per un soggiorno lento, a pochi chilometri dal Lago d’Orta e dal Lago Maggiore. E fin qui sembrerebbe la descrizione di molti agriturismi italiani. Ma qui, la differenza nasce in cucina.

@SavorDuo

Alla guida del ristorante c’è lo chef Alessio Bordenca, cuoco giovane ma con tante esperienze in ristoranti di alta cucina internazionale e italiana: il suo percorso professionale passa da brigate importanti come quelle di Gordon Ramsay e Anne-Sophie Pic, oltre che dal ristorante Andrea Aprea a Milano. 

Alessio Bordenca

Questo retroterra si riflette nel modo in cui vengono trattati ingredienti e menu. L’orto della tenuta, circa duemila metri quadrati, fornisce gran parte delle verdure e delle erbe aromatiche utilizzate nei piatti. Accanto all’orto c’è un frutteto e una filiera agricola che alimenta la cucina con prodotti coltivati direttamente in azienda. E anche qui il filone agriturismo sembra un classico. Il punto interessante non è però la presenza dell’orto, elemento tipico dell’agriturismo. È il modo in cui questi ingredienti vengono interpretati. Le materie prime agricole non vengono semplicemente servite in versione domestica o tradizionale, ma diventano la base per una cucina contemporanea, costruita su tecnica, precisione e ricerca estetica. I percorsi degustazione raccontano il territorio con una grammatica gastronomica più vicina alla ristorazione d’autore che alla trattoria di campagna, pur restando solidamente ancorati al luogo e riuscendo a interpretarlo con grande coerenza. 

In questo senso La Capuccina rappresenta una possibile evoluzione del modello agrituristico, in cui la filiera agricola resta il fondamento del progetto, ma il risultato a tavola non è più soltanto rassicurante o familiare. È elegante, goloso, talvolta sorprendente. La stessa cosa fa il servizio, puntuale e raffinato, giovane e dinamico, accogliente e competente. 

Anche il contesto architettonico contribuisce a questa trasformazione. Gli ambienti conservano l’anima rurale della cascina, ma con un linguaggio estetico contemporaneo, luminoso e minimale. Il risultato è un equilibrio tra calore campestre e raffinatezza, una sorta di “country chic” che si ritrova sia nelle sale del ristorante sia nelle camere destinate agli ospiti. 

Questo cambio di paradigma racconta qualcosa di più ampio: negli anni Ottanta l’agriturismo nasceva come risposta economica per le aziende agricole, un modo per integrare il reddito attraverso l’ospitalità e per dare ristoro a un pubblico con poche conoscenze ma con il desiderio di tornare alla terra. Oggi, in alcune realtà, diventa invece un laboratorio gastronomico. La terra resta il punto di partenza, ma la cucina si permette una libertà creativa che un tempo sarebbe stata impensabile in questo contesto. Il risultato è un luogo ibrido: non è un ristorante fine dining isolato dalla natura, ma neppure un agriturismo nel senso più tradizionale del termine. È piuttosto un rifugio contemporaneo per chi cerca campagna, silenzio e una cucina capace di trasformare gli ingredienti della terra in qualcosa di più sofisticato, e dimostra come anche il consumatore si sia evoluto nel tempo. Forse è proprio qui che si intravede il futuro dell’agriturismo italiano: non più soltanto memoria rurale, ma un nuovo spazio gastronomico dove la terra continua a parlare, ma con un linguaggio diverso.

@SavorDuo

La Capuccina
Via Cappuccina, 7
28060 Cureggio (NO)
https://www.lacapuccina.it/

Per tutte le foto: credits SavorDuo

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