Il summit nucleare a 15 anni dal disastro di Fukushima, Sortir du nucléaire: «Innanzitutto l'indecenza della data scelta»

Mar 11, 2026 - 21:30
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Il summit nucleare a 15 anni dal disastro di Fukushima, Sortir du nucléaire: «Innanzitutto l'indecenza della data scelta»

Nemmeno uno sfegatato fan del nucleare come il presidente francese Emmanuel Macron ha potuto nascondere un v certo imbarazzo quando ieri ha aperto il World Nuclear Energy Summit proprio alla vigilia dell'11 marzo, 15esimo anniversario del disastro nucleare di Fukushima Daiiki. Macron – che probabilmente allora era tra coloro che ritenevano quella centrale la più sicura del mondo – ieri ha cercato addirittura di vederci uno sviluppo positivo: «Il disastro è stato seguito da un significativo miglioramento della sicurezza delle centrali nucleari in funzione e in costruzione in tutto il mondo, in particolare in Francia. Questo impegno deve proseguire nel tempo».

In realtà la tragedia nucleare di Fukushima – che dura ancora – è ormai considerata come una sfortunata parentesi che chiude quella apertasi a Chernobyl nel 1986 è, come ha scritto il presidente francese, il vertice nucleare disturbato dagli attivisti di Greenpeace France ha rappresentato «Un'opportunità per avviare discussioni volte a garantire finanziamenti a lungo termine e coinvolgere investitori pubblici e privati. Insieme ai suoi partner, la Francia mira a porre fine a tutte le esclusioni infondate che ostacolano il finanziamento di progetti nucleari e a mobilitare istituzioni finanziarie internazionali e fondi privati a suo favore. In Europa, in particolare, continueremo a sostenere, insieme agli Stati membri dell'Alleanza Nucleare Europea, il principio di non discriminazione nei finanziamenti, sia nazionali che europei».

Per la coalizione antinucleare francese Réseau "Sortir du nucléaire" c’è stata da parte del governo francese e dell’International atomic energy agency (Iaea) che hanno co-organizzato l’evento «Innanzitutto l'indecenza della data scelta: un vertice sull'energia nucleare civile alla vigilia della commemorazione del disastro di Fukushima, il secondo incidente nucleare più grave dopo quello di Chernobyl, a questo bisognava pensare».

E se il Nuclear Energy Summit ha promosso «La visione di un sistema nucleare civile affidabile, sicuro e pacifico», per Sortir du nucléaire «Questo è assurdo, dato l'impatto dei disastri nucleari su tutti gli esseri viventi. Le centrali nucleari stanno invecchiando e quindi sono sempre più pericolose. È indecente e irresponsabile parlare di energia nucleare sicura o di energia del futuro alla luce dei disastri passati, dei ripetuti incidenti e della vulnerabilità sempre sottovalutata ai cambiamenti climatici (come a Gravelines, dove la centrale rischia di vedere le fondamenta sommerse)».

E poi c’è quel che succede nel mondo, a cominciare dall’Ucraina (il Paese di Chernobyl) e dall’Iran, dove al centro delle “ragioni” che hanno portato due potenze nucleari – Usa e Israele - ad attaccare l’Iran c’è la volontà che Teheran non sviluppi il suo nucleare pacifico perché – come è successo anche nella stessa Francia – si potrebbe trasformare in nucleare militare.
Réseau "Sortir du nucléaire" denuncia che «Facendo riferimento all'energia "pacifica" in un contesto in cui la ripresa dell'energia nucleare civile coincide con quella dell'energia nucleare militare, i portavoce del governo stanno commettendo un gioco di prestigio estremamente disonesto. L'energia nucleare civile e quella militare non sono mai state separate. È indecente fare riferimento agli "usi pacifici dell'atomo" nel contesto di una guerra internazionale e della ripresa dei programmi nucleari militari. Gli impianti nucleari non sono immuni ai pericoli che guerre e bombardamenti rappresentano per i cittadini: a Zaporizhia, la centrale nucleare è occupata illegalmente da quattro anni, dall'inizio dell'invasione globale del Paese da parte della Russia. Gli attacchi all'Iran sollevano il timore che una situazione simile possa ripetersi. Mentre in Francia viene messa in discussione la rinnovata attenzione del Presidente Macron per l'energia nucleare, il Presidente afferma: "Per essere liberi, bisogna essere temuti". Tuttavia, le testate francesi che equipaggiano i sottomarini "deterrenti" sono circa 30 volte più potenti delle bombe utilizzate a Hiroshima e Nagasaki. Bombe di tale potenza possono probabilmente colpire solo i civili. Quindi, da chi vuole essere temuto il Presidente Macron?».

I NO-Nuke francesi concludono: «In un momento in cui centinaia di famiglie piangono ancora i loro cari scomparsi 15 anni fa in Giappone, e in cui interi Paesi vivono da mesi sotto la minaccia di attacchi nucleari, il World Nuclear Energy Summit è indecente e anacronistico. Promuovere una fonte energetica così costosa, militarizzata, centralizzata, capitalista e pericolosa è scandaloso, quando esistono soluzioni sostenibili, locali e sicure. Smettiamola di fare i signori della guerra e fermiamo lo sviluppo di arsenali nucleari che prima o poi decimeranno la popolazione civile. Per un futuro veramente sicuro e pacifico per tutti i popoli e tutte le generazioni, investiamo nelle energie rinnovabili!»

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia