Carcere e lavoro, Genova prova a fare rete: imprese e istituzioni per il reinserimento dei detenuti

Genova. Creare una rete che coinvolga categorie datoriali, enti e associazioni, riaprire il provveditorato regionale a Genova e creare una struttura di accoglienza pere le detenute madri per facilitare l’incontro con le famiglie. Sono le principali proposte avanzate nel corso del appuntamento della Consulta Carcere-Città, l’organismo voluto dall’amministrazione comunale per costruire un ponte tra la realtà penitenziaria e città.
La consulta si è riunita in mattinata al Matitone e si è concentrata sul tema del lavoro inteso come strumento fondamentale di riabilitazione, dignità e sicurezza sociale. L’incontro, coordinato dall’assessore al lavoro Emilio Robotti e dall’assessora al Welfare Cristina Lodi, ha toccato temi come diritti civili e anagrafe, salute, collocazione abitativa, tutela minori e donne e sicurezza e città. Hanno partecipato anche le direttrici degli istituti di pena genovesi, rappresentati della Regione, le organizzazioni sindacali, il Terzo Settore, le cooperative sociali, la Camera Penale, il CNEL e l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE).
Al centro del dibattito, la necessità di mettere a sistema le risorse esistenti per potenziare l’attivazione dell’Articolo 21 dell’Ordinamento Penitenziario, la norma che permette ai detenuti di uscire dal carcere durante il giorno per prestare attività lavorativa o partecipare a corsi di formazione, favorendo un reinserimento graduale e monitorato.
Nel corso della riunione è stato proposto anche di attivare un dialogo con il Porto di Genova e di riattivare i contatti con le aziende municipalizzate affinché diventino partner attivi nei progetti di pubblica utilità.
“Il nostro compito è raccogliere le vostre indicazioni per trasformarle in azioni concrete entro la fine di questo ciclo di tavoli a novembre – ha sottolineato l’assessora Lodi – La sindaca ha molto a cuore l’attivazione degli Articoli 21 attraverso la macchina comunale, rilanciando i lavori socialmente utili per la manutenzione e il decoro delle aree cimiteriali. È un’esperienza che in passato ha dato ottimi frutti e che intendiamo ripetere, coordinandoci con gli istituti di pena con cui abbiamo già avviato approfondimenti tecnici”.
«La Consulta ha il pregio di far dialogare simultaneamente soggetti che spesso operano in modo isolato- ha aggiunto l’assessore Robotti – Sul tema del lavoro, il nostro obiettivo è passare dal confronto generale a progetti individuali e concreti. Nonostante i numeri siano contenuti, la sfida è integrare gli strumenti del welfare con le politiche attive del lavoro, agendo come collante tra Regione, Terzo Settore e realtà datoriali. Dobbiamo pensare ‘in gruppo’ per restituire alla comunità risultati tangibili che partano dal carcere e arrivino al post-pena”.
Il calendario della Consulta prevede nuovi incontri tematici cadenzati fino all’autunno, con l’obiettivo di redigere un documento programmatico che definisca il nuovo assetto delle politiche di inclusione per la città di Genova.
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