Calviño: “Rispetto al 2022 l’UE è più forte nel gestire il caro-energia”
Bruxelles – “Rispetto al 2022 siamo in una posizione più forte per gestire gli shock esterni e globali“. La presidente della Banca centrale europea, Nadia Calviño, invita alla calma. Di fronte alla guerra in Iran e agli aumenti dei prezzi dell’energia cerca di sgombrare il campo da paure, timori e ondate di panico. La situazione è seria, certo, ma rispetto al caro-bollette innescato dalla guerra della Russia in Ucraina oggi “c’è più diversificazione energetica, ci sono più rinnovabili“, e dunque come Unione europea “siamo in una posizione migliore”. Un messaggio che la numero uno della BEI porta al tavolo dei ministri economici dei 27 riuniti in consiglio Ecofin, oggi (10 marzo), dove si parla dei rischi per la tenuta dell’economia.
L’impennata dei prezzi del petrolio e del gas seguita al conflitto innescato dalle operazioni militari di Stati Uniti e Israele in Iran agita l’Europa, tra lo spettro della stagflazione e timori per il tessuto produttivo, ed è per questo che Calviño porta una ventata di ottimismo in un contesto UE fitto di preoccupazione. Cerca di dare fiducia, a mercati e imprese, investitori e risparmiatori. A tutti annuncia che la BEI “mobiliterà 75 miliardi di euro nel settore delle tecnologie pulite per essere certi di avere le giuste infrastrutture” energetiche ‘green’ che servono per rispondere allo schock dei combustibili fossili.
La consapevolezza dei mezzi europei viene ribadita anche dal ministro delle Finanze irlandese, Simon Harris, che puntella il messaggio espresso dalla presidente della BEI: “Il mercato UE è più diversificato rispetto al 2022“, scandisce, convinto della necessità di continuare lungo questa strada. “Dobbiamo procedere verso l’indipendenza energetica”, sottolinea. In questo modo l’UE potrà essere in grado di rispondere gli shock e passare indenne al caro-energia. Ad ogni modo “monitoriamo costantemente e attentamente”, tiene a sottolineare il ministro del governo di Dublino, favorevole all’idea di usare le scorte del greggio dei Paesi del G7 per calmierare i prezzi.
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