Corteo di Genova Antifascista per celebrare l’insurrezione partigiana: “Il vento del Nord soffia ancora”

Aprile 25, 2026 - 00:00
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Corteo di Genova Antifascista per celebrare l’insurrezione partigiana: “Il vento del Nord soffia ancora”
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Genova. Come ogni anno, alla vigilia del 25 aprile, la galassia antagonista genovese organizza, coordinata da Genova Antifascista, il tradizionale corteo per ricordare come “la Resistenza non è iniziata l’8 settembre del 1943 e non è finita il 25 aprile 1945, ma continua e continuerà nelle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici” di oggi.

Come di consueto il concentramento della manifestazione sarà alle ore 18 in piazza Alimonda – richiamata nel volantino piazza Carlo Giuliani – da cui partirà il corteo che, dopo aver sfilato per le vie della Foce (e nei pressi della sede di Casapound), muoverà verso il centro cittadino, sfilando sotto Ponte Monumentale per arrivare a De Ferrari.

“Il Vento del Nord soffia ancora, così come a cavallo della liberazione quel vento invase i quartieri e i monti dove si combatté la resistenza, frutto di quel malcontento che fece nascondere a tanti partigiani le armi buone per consegnare i ferri vecchi – si legge nel manifesto dell’iniziativa – L’amnistia del ‘46 vide la scarcerazione di tanti fascisti e l’equiparazione, nei tribunali e fuori, dei partigiani che combatterono per la libertà con chi difese invece l’Italia fascista. Quel vento del Nord portò poi alla ripresa delle armi in tanti posti, come Santa Libera, come le volanti rosse, a quella resistenza che ancora continua da allora. L’Antifascismo è l’Anticorpo che la classe operaia ha sviluppato contro i bastoni dei padroni, quegli stessi padroni che si sono serviti delle camicie nere per reprimere gli scioperi del biennio rosso. Quello stesso anticorpo scorre oggi nella classe lavoratrice genovese, lo stesso anticorpo che non ha piegato la testa di fronte alla guerra, che ha bloccato le armi nel nostro porto, che incrocia le braccia di fronte alle multinazionali che vedono negli operai genovesi carne da macello per i loro profitti”.

“Oggi torna la guerra – proseguono gli antagonisti – La sentiamo e la vediamo tutti i giorni, la viviamo sui posti di lavoro e nelle scuole. Quello che succede in giro per il mondo ha un risvolto diretto nella nostra città. È stata la guerra a portare, l’8 settembre del ’43, la leva obbligatoria e la pena di morte per gli oppositori. Da lì ha preso forza la resistenza armata contro il fascismo e il nazismo. Resistenza che veniva già dall’esperienza spagnola contro il fascismo franchista, dalla gloriosa resistenza partigiana in URSS, in Jugoslavia, in Francia. Tanti partigiani hanno combattuto prima altrove per poi spostarsi a combattere qui sui nostri monti. Perciò essere antifascisti è essere Internazionalisti. Significa schierarsi contro questa guerra che serve soltanto ai padroni nostri per riorganizzare la loro egemonia in giro per il mondo. Stare con i popoli che lottano come in Donbass, in Palestina, a Cuba e dovunque i popoli tentino di liberarsi dal bastone dei padroni”.

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Redazione Redazione Eventi e News