Inchiesta arbitri: Rocchi e Gervasoni potrebbero non presentarsi negli uffici della Procura di Milano il 30 aprile

Aprile 27, 2026 - 16:30
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Inchiesta arbitri: Rocchi e Gervasoni potrebbero non presentarsi negli uffici della Procura di Milano il 30 aprile

Il designatore arbitrale e il supervisore VAR, entrambi indagati, valutano di non rispondere alla convocazione della Procura di Milano.

Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni potrebbero non presentarsi giovedì prossimo negli uffici della Procura di Milano.


Il Corriere dello Sport in edicola oggi fa il punto sugli ultimi sviluppi relativi all'inchiesta che ha travolto il mondo arbitrale.


Particolare attenzione alla condotta che decideranno di adottare il designatore e il supervisore VAR, entrambi indagati.

ROCCHI E GERVASONI NON SI PRESENTANO IN PROCURA?

Secondo il CorSport, Rocchi e Gervasoni potrebbero non presentarsi giovedì prossimo (30 aprile) negli uffici della Procura di Milano per rispondere all'invito a comparire firmato dal pm titolare dell'inchiesta, Maurizio Ascione.


Per entrambi, il focus è lo stesso: un'inchiesta anomala, una convocazione "al bui" visto che non ci sono riferimenti circa l'ipotesi di reato - frode sportiva - contestata.


Nel dettaglio, non ci sono le altre persone con le quali Rocchi e Gervasoni avrebbero concorso per la frode sportiva.

LE PAROLE DEGLI AVVOCATI

L'ipotesi è al vaglio dei legali dei due, Antonio D'Avirro per Rocchi e Michele Ducci per Gervasoni.


D'Avirro ha spiegato domenica: "C'è il riferimento al 110 del Codice Penale, ma l'unico soggetto è Rocchi". Gli ha fatto eco Ducci: "E' un invito a comparire al buio e quindi dobbiamo ancora valutare la strategia difensiva".

LE ANOMALIE CONTESTATE

Come sottolineato da D'Avirro, si tratta di "un'inchiesta anomala, complessa". Formalmente i termini per l'inchiesta sarebbero scaduti ieri, domenica 26 aprile, ma il pm Ascione ha chiesto la proproga al gip (art. 406 codice di procedura penale) ed è scontato che verrà concessa.


I termini dell'indagine vanno rispettati perché, di regola, scatta l'inutilizzabilità degli atti investigativi compiuti dopo la scadenza del termine, (comma 3 dell’art. 407 del c.p.p). Per rimanere nelle regole e nella forma - che spesso è sostanza -, dunque, ogni atto compiuto fuori dalla scadenza dei termini non avrebbe fondamento, almeno fino alla concessione della proroga.


Poiché gli imputati hanno cinque giorni di tempo per presentare memorie, cinque giorni dal 26 maggio porterebbero la scadenza al primo maggio. Il 30 al momento dunque sarebbe tutto nullo. D'Avirro taglia corto ("Solo una questione formale"), ma come sottolinea Il Corriere dello Sport è un fatto.


Tra le ipotesi avanzate anche che un'indagine parallela della Guardia di Finanza sui rimborsi degli arbitri, con audizioni anche dell’autista (noto a tutti, anche agli ex internazionali) che di solito "serve" gli arbitri Milano-Lissone, possa essere entrata nell’inchiesta.

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Redazione Redazione Eventi e News