L'ex arbitro Gavillucci sul caso Rocchi: "Non sono stupito. Meccanismo che ricorda quello di Calciopoli"

Aprile 27, 2026 - 16:30
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L'ex arbitro Gavillucci sul caso Rocchi: "Non sono stupito. Meccanismo che ricorda quello di Calciopoli"

L'ex arbitro Claudio Gavillucci parla a La Stampa del caos scoppiato con protagonista il designatore Gianluca Rocchi

L'inchiesta della Procura di Milano sul designatore degli arbitri di serie A Gianluca Rocchi continua a tenere banco e tra i tanti che sono intervenuti sulla questione, tra dirigenti ed ex arbitri, c'è anche l'ex fischietto Claudio Gavillucci. Il direttore di gara che sospese nel 2018 sospese Sampdoria-Napoli per cori razzisti a Koulibaly e neanche due mesi dopo venne fatto fuori dalla commissione nazionale arbitri per “motivate valutazioni tecniche".


Per Gavillucci, il caos scoppiato ricorda il meccanismo di Calciopoli: "Questo meccanismo, al di là della bontà delle persone coinvolte, disegna un sistema che non risulta essere trasparente e indipendente. Il meccanismo ricorda quello per cui nel 2006 scoppiò Calciopoli. L'autonomia dell'Aia deve essere rispettata". Queste le altre dichiarazioni rilasciate nell'intervista a La Stampa:


NON C'E' STUPORE

"Perché non sono stupito dalla vicenda? Perché questo è un sistema che non garantisce piena autonomia tecnica alla classe arbitrale. Ne ho parlato molte volte, l'ho denunciato anche nel mio libro. Basti pensare all'elezione del presidente Figc, deve passare dall'appoggio di tutte le componenti federali composte dai club che poi devono essere diretti ovviamente dagli arbitri. Non è quindi una questione di individui, è l'intero sistema che dovrebbe essere messo sotto processo. Oltre a questo, anche e soprattutto quello della giustizia sportiva. La possibilità di farlo c'è stata più volte ma in Italia ogni cambiamento sembra debba servire a fare in modo che niente poi cambi per davvero".

IL SISTEMA

"Come in tutti gli ambienti non basta la bravura, serve anche altro. Ma se parliamo di sensazioni, posso dire che alla lunga con questo sistema prima o poi un cortocircuito sarebbe dovuto arrivare. In termini di indipendenza dell'Aia, tecnica ed economica, purtroppo negli ultimi anni si sono fatti tanti passi indietro".

ARBITRI GRADITI ALLE SQUADRE?

"Al di là dei club coinvolti, se fossero accertate sarebbero queste le cose veramente gravi. Ma faccio un passo indietro e posso dire che da anni mi lascia perplesso il fatto che per esempio il presidente federale potesse chiamare direttamente il designatore Rocchi davanti a errori tecnici degli arbitri, anche se gravi: il presidente Figc non dovrebbe mai parlare con il designatore, semmai con il suo omologo presidente dell'Aia. Invece era una situazione diventata prassi. Questo mi preoccupa".

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Redazione Redazione Eventi e News