Repubblica - Italia fuori dai Mondiali, un rimpianto da 1,5 miliardi di euro: tutti i numeri, quasi 4mila posti di lavoro sfumati

Aprile 27, 2026 - 16:30
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Repubblica - Italia fuori dai Mondiali, un rimpianto da 1,5 miliardi di euro: tutti i numeri, quasi 4mila posti di lavoro sfumati

La terza mancata qualificazione di fila alla rassegna iridata non è solo un danno morale e di immagine per il calcio italiano, ma un enorme rimpianto anche a livello economico: tutti i numeri.

L'Italia fuori dai Mondiali è un danno che va oltre il piano sportivo e simbolico: è un danno economico, un rimpianto da 1,5 miliardi di euro che avrà effetti concreti sull'economia e sul benessere collettivo.


E' un momento delicatissimo per il calcio italiano. Le lacrime dei calciatori azzurri dopo la sconfitta ai rigori in Bosnia sono ancora negli occhi di tutti, così come la delusione dei tanti bambini che non hanno mai visto la Nazionale in una rassegna iridata.


Nel frattempo il movimento è stato travolto dal terremoto politico ai vertici della Figc e ora dall'inchiesta che coinvolge il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva.


Repubblica ha fornito un'analisi approfondita dando uno sguardo ai dati di OpenEconomics. Alla base dello studio c'è il calcolo dello shock della domanda: 222 milioni di euro di spesa interna non realizzata, legata a consumi in bar e ristoranti, scommesse, premi Fifa e merchandising.

EFFETTI SU PIL E REDDITI, QUASI 4.000 POSTI DI LAVORO SFUMATI

Applicando il moltiplicatore Social Accounting Matrix, che misura gli effetti di una spesa o di una spesa mancata in una determinata economia, lo shock della domanda porterà un danno per il Pil di 321 milioni di euro: si tratta, evidenzia Repubblica, di ricchezza che non viene prodotta sotto forma di beni e servizi finali.


Un altro danno riguarda l'occupazione: secondo la ricerca, si stima che siano 3.679 i posti di lavoro a tempo pieno - o equivalenti in termini di ore di servizio - non generati. Rientrano in questo discorso ad esempio camerieri stagionali che sarebbero stati chiamati per le serate di partita nei bar, addetti alle agenzie di viaggio per lavorare a pacchetti last minute, venditori di nuovi televisori, responsabili alla vendita del merchandising.


Non meno importante l'impatto sulle famiglie: perderanno 313 milioni di euro di redditi, mentre lo Stato registrerà un mancato gettito fiscale di 89 milioni, tra imposte dirette e indirette.

MANCATI PREMI MONDIALI

La mancata qualificazione ai Mondiali, l'Italia non partecipa dall'edizione brasiliana del 2014 (saltati Russia 2018, Qatar 2022 e ora Canada, Stati Uniti e Messico 2026), comporta anche la perdita dei premi elargiti dalla FIFA, che quest'anno sarebbero stati più ricchi visto che il numero di nazionali partecipanti è stato alzato a 48 e gli sponsor hanno risposto come mai in passato.


La Fifa distribuirà alle federazioni 727 milioni di dollari complessivi, una cifra che secondo il Guardian potrebbe anche essere uleriormente ritoccata verso l'alto, e già decisamente superiore rispetto ai 440 milioni dei Mondiali in Qatar.

DANNI SUL LUNGO PERIODO

Il danno, evidenzia Repubblica, non sono solo per l'immediato ma vanno visti sul lungo periodo.


La ricerca di OpenEconomics, basata sui dati Istat, mostra come l'esclusione ormai sistematica dalla rassegna iridata indebolisca progressivamente il "brand Italia" calcistico ed eroda il ruolo della Nazionale come volano commerciale per il sistema italiano.

DANNI SUL TESSUTO SOCIALE

L'assenza degli Azzurri ai Mondiali, conclude Repubblica, incide anche sul tessuto sociale.


La stima dei benefici sociali non realizzati ammonta a 1,5 miliardi di euro. Nel dettaglio, 266 milioni riguardano il cosiddetto "valore edonico", ovvero l'utilità del tempo libero legato alla visione delle partite come la pubblicità in tv o le consumazioni nei bar per la visione collettiva; altri 180 milioni derivano dalla mancata coesione sociale generata dalla fruizione collettiva degli eventi, come le spese di trasporto per andare a casa di amici o i doni di ospitalità.


Sono 715 i milioni invece legati alla "legacy nazionale": senso di appartenenza, reputazione e visibilità internazionale, che si traducono in attrattività turistica e promozione delle eccellenze del Paese anche al di fuori dello sport.


Per la pratica sportiva infine un danno da 375 milioni di euro, che tende a crescere in presenza di grandi eventi con effetti positivi su salute e benessere. Un esempio recente di questo fenomeno è costuito dalle vittorie di Jannik Sinner e dall'effetto che hanno avuto sulla pratica del tennis in Italia.

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Redazione Redazione Eventi e News