Salute, associazioni: UE chiarisca su sospetti di interferenze nella consultazione sulla tassazione del tabacco o la credibilità è a rischio

Mar 6, 2026 - 23:00
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Salute, associazioni: UE chiarisca su sospetti di interferenze nella consultazione sulla tassazione del tabacco o la credibilità è a rischio

Bruxelles – Troppi commenti a favore dell’industria del tabacco. Tanto che la Commissione europea sospetta che ci sia stato un tentativo coordinato di distorcere il risultato finale della consultazione pubblica sulla revisione della tassazione sul tabacco lanciata da Palazzo Berlaymont. È quanto riportato da Politico, a fine gennaio, secondo cui, durante un seminario condotto da una ONG sui problemi della nicotina, David Boublil, del dipartimento fiscale della Commissione, ha dichiarato che l’esecutivo UE ha “esaminato i contributi presentati nella consultazione pubblica” e ha “riscontrato alcuni elementi che indicavano, in effetti, che alcuni contributi erano stati probabilmente presentati in modo coordinato e non necessariamente rappresentativi di opinioni individuali”. Ma per alcune associazioni ed eurodeputati, Bruxelles è chiamata a fare chiarezza su un allarme simile che, più in generale, tocca la purezza degli strumenti di consultazione pubblica utilizzati dall’Unione per affinare i suoi strumenti legislativi.

A commentare la notizia con Eunews, tra gli altri, è stato Marco Falcone, vicecapo delegazione di Forza Italia e relatore per il PPE del dossier sulla proposta di revisione della tassazione sul tabacco in commissione per gli Affari economici e monetari (ECON). “Non mi sento di dire molto se non che la stessa Commissione farà le sue valutazioni e adotterà le sue decisioni. Mi permetto, però, una battuta. E cioè che, nel caso fosse confermata, la mossa non ha giocato granché a favore dell’industria, data la maggioranza di opinioni critiche rispetto al settore”, ha sottolineato Falcone. Rispetto invece al progetto UE sulla tassazione, secondo l’eurodeputato di Forza Italia, “la riforma del commissario Hoekstra sulla tassazione del tabacco, come evidenziato da più parti, è molto restrittiva”. In questo contesto, “io e altri colleghi in Parlamento stiamo lavorando per un approccio più pragmatico. Ciò non significa, ovviamente, preferire il fumo alla tutela della salute, ci mancherebbe. Anzi, vogliamo evitare che aumenti indiscriminati favoriscano il mercato nero e prodotti non controllati”, ha spiegato. “Preferiamo, invece, una riforma che sia rispondente alla realtà dei fattori di rischio di ciascun prodotto, e che non sia influenzata da un approccio ideologico” perché “la riforma serve, è vero – perché le tariffe vanno aggiornate -, ma questo lavoro può e deve essere fatto, secondo me, con uno spirito di realtà, senza usare una logica punitiva che non aiuta nessuno”, ha precisato.

Anche per l’eurodeputato spagnolo del gruppo S&D, Cesar Luena, relatore ombra per i socialisti del progetto UE di tassazione sul tabacco nella commissione per l’ambiente, il clima e la sicurezza alimentare (ENVI), ogni domanda sulla consultazione pubblica dovrebbe essere indirizzata alla Commissione stessa. In questo contesto, però, “rispetto l’articolo 5.3 della Convenzione quadro dell’OMS per la lotta al tabacco, che impone alle parti di proteggere le politiche di salute pubblica dagli interessi commerciali e personali dell’industria del tabacco”. Una misura che “impone ai governi di limitare le interazioni con l’industria, garantire la trasparenza ed evitare conflitti di interesse, poiché la lobby del tabacco lavora attivamente per influenzare le politiche”. Dunque, la posizione di Luena sulla proposta di revisione della tassazione è opposta a quella di Falcone: “Sostegno la proposta della Commissione Europea per la sua ambizione” e perché la norma “necessita di essere aggiornata”. Per il socialista spagnolo, “l’obiettivo è garantire che la revisione sia pertinente, efficace, rispondente alle esigenze attuali e a prova di futuro”.

Le associazioni

Dalle associazioni e dalle realtà che hanno preso parte alla consultazione pubblica, l’allarme è quello di un rischio di delegittimazione degli strumenti di consultazione pubblica dell’UE. “Screditare ampiamente i contributi a una consultazione pubblica crea l’impressione che, quando la mobilitazione dei cittadini è significativa e non è in linea con determinate aspettative istituzionali, la sua legittimità venga messa in discussione”, ha commentato Fernando Fernández Bueno, portavoce della Piattaforma per la Riduzione del Danno da Tabacco e chirurgo oncologico presso l’Ospedale Gómez Ulla di Madrid. “Qualora esistano contributi fraudolenti o irregolarità tecniche, queste dovrebbero essere esaminate con la massima trasparenza e spiegate chiaramente”, perché, altrimenti, “mettere in discussione la totalità dei contributi senza una presentazione dettagliata delle prove può minare la fiducia nel processo di consultazione stesso”, ha osservato ancora. Più in generale, poi, la Piattaforma valuta con preoccupazione il progetto UE sulla tassazione del tabacco e del processo di consultazione pubblica: da un lato, “siamo consapevoli che qualsiasi riforma fiscale riguardante i prodotti del tabacco debba dare priorità alla salute pubblica”, dall’altro, “però, deve anche basarsi su un’analisi equilibrata delle prove scientifiche e sul rispetto della pluralità di opinioni”.

Anche UNITAB Europa – l’unione europea dei produttori di tabacco, attiva dal 1952 – si dice preoccupata per il progetto di revisione della direttiva fiscale sul tabacco proposta dalla Commissione europea. “Non si tratta soltanto di un tema fiscale: è una scelta politica che incide direttamente su una filiera agricola europea”, ha precisato il presidente Gennarino Masiello. “Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un approccio sempre più orientato verso misure restrittive che, pur dichiarando obiettivi legittimi e condivisibili come la tutela della salute pubblica, rischiano di trascurare completamente l’impatto socio-economico sulle aree e l’occupazione agricola. Il tabacco greggio, infatti, in diversi Paesi europei rappresenta una coltura strategica per la sopravvivenza di intere comunità rurali, spesso situate in aree svantaggiate dove le alternative produttive non sono facilmente realizzabili”, ha precisato. UNITAB auspica dunque “un approccio più equilibrato, che riconosca il ruolo dell’agricoltura europea e valorizzi il dialogo reale con chi lavora quotidianamente sul campo”. Rispetto alla consultazione e agli allarmi dell’esecutivo UE, “riteniamo che questo tipo di osservazioni rischi di generare un equivoco pericoloso sul funzionamento stesso dei processi democratici europei”, ha affermato. “Molti contributi sono stati elaborati attraverso reti associative, cooperative o organizzazioni professionali, ed è normale che queste strutture forniscano supporto tecnico e coordinamento: il valore democratico di una consultazione pubblica sta proprio nella possibilità di esprimere anche posizioni organizzate e collettive”, ma “se si mette in discussione questo principio, si rischia di delegittimare la partecipazione civica quando non produce risultati in linea con le aspettative istituzionali. Noi crediamo invece che la Commissione dovrebbe interpretare la pluralità di contributi come un segnale di attenzione e coinvolgimento, non come un problema”, ha sottolineato. E ha ricordato che UNITAB ha avuto “un confronto molto costruttivo” con Falcone e ritiene “fondamentale mantenere aperto un dialogo continuo con il Parlamento europeo” il cui ruolo “è essenziale in questa fase per garantire che le proposte legislative siano valutate anche alla luce delle conseguenze concrete sui territori e sulle filiere produttive”, ha concluso.

Infine, TAPA EMEA (Transported Asset Protection Association), principale associazione del settore della sicurezza e della resilienza della supply chain nella regione Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA). “Non spetta a noi esprimere un giudizio sulla revisione della Direttiva sulle accise sui prodotti del tabacco. Ciò che consideriamo estremamente importante è garantire una piattaforma in cui la società abbia una reale opportunità di esprimere le proprie preoccupazioni”, ha specificato. E lancia un allarme: “Vale la pena sottolineare che ogni volta che abbiamo assistito ad aumenti fiscali indiscriminati, slegati dalle reali condizioni sociali, abbiamo anche assistito a una crescita significativa delle attività illecite, della contraffazione e del contrabbando”. Rispetto alla consultazione, invece, “non siamo in grado di stabilire se le accuse della Commissione siano fondate o meno”, ma “di fronte ad accuse di tale gravità, la Commissione dovrebbe avere il dovere di presentare prove chiare e convincenti: in caso contrario, si corre il rischio di delegittimare ampiamente un esercizio democratico a cui molti cittadini, associazioni e aziende hanno partecipato legittimamente e in buona fede”. TAPA ha rivendicato di aver partecipato alla consultazione e di aver dato un contributo “con l’obiettivo di garantire l’integrità e la resilienza delle catene di approvvigionamento globali e di promuovere la collaborazione con tutte le parti interessate per salvaguardare la sicurezza della circolazione delle merci per le imprese e i consumatori”. Per questo motivo, “ci aspettiamo che la Commissione consideri le nostre preoccupazioni e proposte su un piano di parità con tutti gli altri contributi presentati alla consultazione pubblica aperta”.

Abbiamo richiesto un contributo anche alla piattaforma la Smoke Free Partnership che, però, ha spiegato di essere ancora in una fase di analisi della questione e si è resa disponibile per commenti nel prossimo futuro.

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