Verso l’8 marzo, Bruxelles presenta la Strategia per la Parità di genere 2026-2030
Bruxelles – Mancano pochi giorni alla Giornata Internazionale della Donna e l’Unione Europea prova – almeno sulla carta – a dimostrarsi sensibile al tema dell’uguaglianza di genere. La commissaria UE per la Parità, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, e la commissaria per le Competenze, l’Istruzione, la Cultura, il Lavoro e i Diritti Sociali, Roxana Mînzatu hanno presentato oggi (5 marzo) la nuova Strategia per la Parità di Genere per il quinquennio 2026-2030. Il provvedimento dell’esecutivo di Bruxelles mira ad affrontare il tema dell’uguaglianza di genere “in ogni aspetto della vita” e a gestire con più efficacia la violenza contro le donne, con particolare attenzione “alle minacce moderne come la cyberviolenza e rischi legati all’AI”.
Partendo proprio da quest’ultimo punto, in conferenza stampa Lahbib ha ricordato come “una recente rilevazione dell’Agenzia dell’UE per i Diritti Fondamentali ha evidenziato come una donna europea su tre sia stata vittima di qualche forma di violenza di genere, mentre secondo Eurostat si contano 18 femminicidi alla settimana in tutti i Paesi europei“. La violenza digitale, in particolare, richiede misure urgenti: “Le ragazze sono colpite in maniera nettamente maggioritaria, con il 99 per cento delle immagini pornografiche modificate tramite AI che ritraggono donne”, ha sottolineato ancora la politica belga. Per questo, la Strategia prevede misure “per contrastare deepfake e deepnudes sessualmente espliciti e migliorare la protezione delle donne online tramite un regolamento strutturato con le grandi piattaforme social e basato sulle tutele previste dal Digital Services Act“. Di grande rilevanza è anche il tema della definizione di stupro come qualunque atto sessuale privo del “consenso libero e attuale” di entrambe le parti. Per Lahbib, è necessario che “tutti gli Stati UE si dotino di leggi nazionali in tal senso”.
La commissaria per la Parità ha poi voluto sottolineare la principale novità della nuova Strategia rispetto a quella per il quinquennio 2020-2025: “Per la prima volta, il tema della salute femminile viene trattato come un’area politica specifica”. Tra le iniziative proposte, figurano un progetto UE-OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) “per migliorare la qualità e l’accessibilità delle cure sanitarie per le donne”, nuove misure per affrontare le carenze di ricerca medica, diagnosi e trattamenti sensibili al genere collaborando con l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e una revisione dei trial clinici “affinché riflettano la diversità della popolazione, con particolare riferimento a donne e gruppi vulnerabili”. Lahbib ha annunciato anche l’avvio di un nuovo progetto, denominato “SHIELD“, per migliorare l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva delle donne. “Abbiamo sentito forte e chiaro l’appello dell’iniziativa ‘My Voice, My Choice’ per un aborto sicuro”, ha scandito la politica belga nonostante le polemiche emerse dopo la ‘non risposta‘ fornita dalla Commissione il 26 febbraio scorso.
La Strategia della Commissione dedica ampio spazio anche alla dimensione economica dell’uguaglianza di genere. “La cristallizzazione delle disuguaglianze uomo-donna ha un costo economico: i dati di Eurofound dimostrano che cui il gender gap salariale costa all’UE 390 miliardi di euro l’anno“”, ha avvertito la commissaria Mînzatu. Raggiungendo la piena uguaglianza, invece, “il PIL pro-capite del continente potrebbe crescere del 9,6 per cento e verrebbero creati 10 milioni di posti di lavoro in più entro il 2050″, ha aggiunto la politica rumena. La Strategia si propone quindi di “supportare concretamente gli Stati membri nella completa applicazione della Direttiva sulla trasparenza salariale e di quella sull’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società”. Si prevede inoltre il lancio di un Piano d’Azione per incentivare la presenza femminile nei settori STEM e nell’ambito finanziario.
Anche la rappresentanza politica è una delle aree di intervento principali del documento presentato oggi. Secondo un recente report del servizio di ricerca del Parlamento UE, la quota di eurodeputate è scesa al 38,5 per cento dopo le elezioni del 2024 (nel 2019 aveva raggiunto il ‘picco’ del 41 per cento) e – come ha ricordato la commissaria Lahbib – “in base a uno studio di UN Women, ci vorrebbero ancora 130 anni per raggiungere la piena uguaglianza tra uomini e donne nei ruoli di potere apicali“. Inoltre, “anche quando le donne conquistano il potere, spesso diventano bersaglio di odio e violenza“. Per questo, Lahbib ha annunciato che la Commissione redarrà una raccomandazione sulla sicurezza personale in politica, “al fine di proteggere le candidate e le elette dalle minacce online e offline“.
“Mentre altri tornano indietro, l’UE avanza, proteggendo i diritti conquistati, rilanciando i progressi e affrontando le resistenze con coraggio e chiarezza”, ha chiosato Lahbib, augurando a tutti un felice 8 marzo.
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