Bilancio 2027 dell’UE: per il Parlamento le priorità sono coesione, difesa, competitività e costi del NextGeneration
Bruxelles – Competitività, infrastrutture digitali ed energetiche, Politica di Coesione, crisi abitativa e l’aumento del costo della vita, sicurezza delle frontiere esterne e difesa comune. Secondo la commissione per i Bilanci del Parlamento europeo sono queste le priorità per l’esercizio 2027, l’ultimo anno dell’attuale Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027. La relazione, adottata dai membri della commissione con 20 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astensioni, delinea una strategia volta a bilanciare la crescita economica con la stabilità geopolitica in un contesto di risorse limitate in quanto rimangono solo pochi fondi per affrontare le sfide emergenti in quello che sarà il bilancio annuale definitivo nell’ambito dell’attuale bilancio a lungo termine 2021-2027.
Tra le richieste della commissione parlamentare figura il rafforzamento della politica di coesione, considerata un motore essenziale per la competitività e lo sviluppo delle infrastrutture digitali ed energetiche. Gli eurodeputati sollecitano inoltre interventi mirati per contrastare l’aumento del costo della vita e la crisi abitativa, proponendo un maggiore utilizzo del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+). Allo stesso modo, gli eurodeputati chedono finanziamenti per la difesa comune e per la protezione delle frontiere esterne, con particolare attenzione agli Stati membri confinanti con Ucraina, Russia e Bielorussia. Per quanto riguarda il contesto geopolitico, sostengono la necessità di un’azione esterna più incisiva dell’UE e di maggiori finanziamenti per lo sviluppo e l’assistenza umanitaria.
Sul fronte della sostenibilità, la relazione riafferma l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, sottolineando la necessità di colmare un deficit annuale di investimenti energetici stimato in 660 miliardi di euro. Parallelamente, viene chiesto un sostegno adeguato per i settori dell’agricoltura e della pesca.
Una delle principali preoccupazioni riguarda però i costi di finanziamento del NextGenerationEU. Secondo le proiezioni, gli interessi passivi potrebbero raddoppiare nel 2027, passando dai 4,98 miliardi previsti a circa 10 miliardi di euro. “Nell’ultimo anno di questo ciclo di bilancio, dobbiamo investire in posti di lavoro di qualità, alloggi a prezzi accessibili, innovazione e servizi pubblici efficienti, sostenere gli Stati membri della frontiera orientale e ripensare il modo in cui spendiamo i fondi dell’UE per ottenere risultati concreti per i cittadini”, sostiene il relatore generale Nils Ušakovs ribadendo l’importanza di garantire che tali costi non penalizzino i programmi d’investimento dell’Unione
Il Consiglio dell’UE, nelle sue conclusioni di febbraio, ha richiamato alla necessità di un bilancio “realistico”. Pur confermando il sostegno all’Ucraina “per tutto il tempo necessario”, gli Stati membri pongono l’accento sulla disciplina finanziaria e sul monitoraggio degli impegni residui. Si richiede inoltre una gestione prudente delle spese amministrative e una maggiore trasparenza sulle entrate.
In un recente bollettino economico, la Banca Centrale Europea ha prefigurato un ritorno al rigore di bilancio. Con la conclusione degli stimoli legati al PNRR, l’orientamento delle politiche fiscali nell’area euro è destinato a diventare restrittivo nel biennio 2027-2028. Questo scenario, motivato dalla necessità di stabilizzare il rapporto debito/PIL, potrebbe imporre agli Stati membri scelte difficili tra contenimento della spesa e mantenimento dei servizi pubblici.
I prossimi passi nella definizione del bilancio del 2027 prevedono un voto in sessione plenaria tra il 9 e il 12 marzo. La Commissione dovrebbe presentare la sua proposta di bilancio per il 2027 in estate, che dovrà essere concordato tra Consiglio e Parlamento entro la fine di quest’anno per entrare in vigore nel 2027.
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