UE, Italia sotto procedure d’infrazione su plastica monouso e direttiva ‘Case Green’

Mar 12, 2026 - 00:30
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UE, Italia sotto procedure d’infrazione su plastica monouso e direttiva ‘Case Green’

Bruxelles – Italia e sostenibilità, un binomio difficile. Il governo Meloni resta incagliato nella  plastica monouso e nelle ‘Case Green’, i due campi su cui la Commissione europea ha deciso di far partire e di portare avanti due procedure d’infrazione contro il Paese. Nel primo caso, Bruxelles aveva già aperto la pratica nel 2024 e ora chiede all’Italia di conformarsi alla direttiva sulla plastica monouso e alle norme procedurali dell’Unione Europea in materia di trasparenza nel mercato interno. Nel secondo, l’esecutivo comunitario avvia oggi (11 marzo) la procedura, alzando il cartellino giallo a Roma e ad altre 18 capitali perché non hanno ancora presentato le bozze dei piani nazionali di ristrutturazione edilizia previsti dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici.

In particolare, la Commissione ha deciso di avviare procedure di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora – ovvero il primo passaggio, quello di apertura – a Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Svezia “in quanto non hanno presentato alla Commissione la bozza del Piano nazionale di ristrutturazione edilizia (NBRP) entro la scadenza del 31 dicembre 2025″. Per Bruxelles, tali documenti “sono uno strumento essenziale e strategico per gli Stati membri per trasformare il loro parco immobiliare in un bene ad alte prestazioni, efficiente dal punto di vista energetico e decarbonizzato entro il 2050″.

In pratica, “questi piani sono fondamentali per migliorare la prestazione energetica degli edifici e quindi contribuire a ridurre le bollette energetiche” e “la presentazione tempestiva delle bozze di piano consente alla Commissione di valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che i piani definitivi siano completi, attuabili e in linea con gli obiettivi climatici ed energetici nazionali e dell’UE aggiornati”. Ora l’esecutivo UE chiede agli Stati membri interessati di presentare le loro bozze di piano entro due mesi per evitare di procedere oltre con l’azione disciplinare.

Per quanto riguarda la direttiva sulla plastica monouso la Commissione contesta all’Italia di “non aver recepito integralmente e correttamente” la normativa e di “aver violato gli obblighi previsti sulla trasparenza del mercato unico, avendo adottato la legislazione di recepimento della direttiva sulla plastica monouso prima della scadenza del periodo di status quo di tre mesi stabilito da tale direttiva”.

L’obiettivo delle regole sulla plastica è prevenire e ridurre l’impatto di questi prodotti sull’ambiente e sulla salute umana, nonché a promuovere la transizione verso un’economia circolare. Cosa impossibile in Italia, a cui si contesta la mancata introduzione di una soglia minima per quanto riguarda la definizione di ‘plastica’, l’esenzione dei prodotti in plastica biodegradabile da determinate disposizioni e la limitazione della responsabilità dei produttori per la copertura dei costi di raccolta dei rifiuti. Si rischia così di “compromettere l’approccio preventivo della direttiva e di portare potenzialmente a un aumento del rilascio di frammenti di plastica persistenti e microplastiche nell’ambiente”. Da la scelta di mettere pressione sul governo di Roma, che ha due mesi di tempo per evitare di essere deferita alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia