A “TV7” la sfida Usa-Iran, le strategie di Trump e il ruolo della Cina

Maggio 2, 2026 - 00:00
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A “TV7” la sfida Usa-Iran, le strategie di Trump e il ruolo della Cina

Sempre in bilico, tra minacce di guerra e tentativi diplomatici, la sfida Usa-Iran è in realtà in una fase di stallo: con lo Stretto di Hormuz di fatto ancora chiuso, è il mondo intero a pagarne il prezzo in termini economici. Questo il tema di apertura di “TV7” , in onda venerdì 1 maggio alle 23.45 su Rai 1. Il contro blocco di Hormuz, crocevia degli scambi globali, applicato dagli Usa, non esclude che vi possano essere nuove e ancor più devastanti mosse belliche americane. Come Trump in persona scrive su Truth, promettendo di scatenare una “tempesta”, ritenendo scaduto il tempo dato all’Iran. Ma da Teheran rispondono con lo stesso tono, alle minacce di potenti e nuovi raid anche sulle infrastrutture civili; o all’ipotesi – sul tavolo della Casa Bianca – dell’occupazione di una parte dello Stretto. Gli apparati di difesa sono mobilitati, dicono i Pasdaran, manifestando come il regime abbia scelto di andare avanti con la sfida, anche se costosa. Difenderemo il nucleare come patrimonio nazionale, dice Khamenei. Come andrà a finire? L’analisi della politologa Ezgi Uzun Teker dell’Università Yeditepe di Istanbul: la prospettiva è che l’impasse duri. E il tempo gioca dalla parte del regime iraniano, non poi così spaccato nella strategia da adottare.   
Dopo nove settimane di conflitto Usa-Iran come definire i piani della Casa Bianca e la strategia di Trump? A “TV7” Elliott Abrams, inviato di Donald Trump per l’Iran e il Venezuela nel suo primo mandato da Presidente. Abrams è stato a fianco di altri due presidenti americani, Ronald Reagan e George W. Bush, nelle fasi più controverse della politica estera americana degli ultimi 40 anni. Un altro esperto di risoluzioni di conflitti, l’avvocato Robert Malley l’architetto dell’accordo sul nucleare iraniano siglato da Obama nel 2015, aveva sostenuto a Tv7 la linea del dialogo con Teheran. Per Elliot Abrams è invece necessario esercitare sull’Iran la massima pressione: “questa guerra ha dimostrato che gli Stati Uniti in fondo non hanno bisogno del petrolio del Medio Oriente, è la Cina a doversi preoccupare. E riguardo alla crisi energetica, Abrams sostiene che per Trump l’Europa è meno importante che impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare. E come valuta la risposta del secret service all’ultimo attentato al Presidente Usa?” Ha funzionato – dice- ma se fosse stato un commando?”. 
Ancora a “TV7” Il presidente pakistano e quello cinese: Asif Ali Zardari a Pechino accolto con tutti gli onori da Xi Jinping. C’è la Cina dietro il tentativo di mediazione pakistana tra Iran e Stati Uniti. Il Dragone tesse la sua tela, ma il suo attivismo fa meno rumore, è sempre attento a non farsi coinvolgere direttamente in un conflitto. Perché la Cina fa affari con tutti, con l’Iran come con le monarchie del golfo. Ma qual è l’impatto della guerra sull’economia cinese? Ed è così vero che per Pechino questo conflitto – che drena risorse preziose per gli Stati Uniti – è un vantaggio strategico?
 Dalla mancanza di lavoro al caro affitti, in Italia i giovani faticano molto ad uscire di casa. A ribadirlo è l’ultimo rapporto dell’Ocse: quattro ragazzi su cinque, l’80% degli under 30, vive a casa dei genitori. Una percentuale che supera di gran lunga la media europea. E tra le nazioni sviluppate, siamo dietro soltanto alla Corea del Sud. A Tv7 le storie ‘ad ostacoli’ dei giovani, tra insicurezza lavorativa e bisogno di autonomia. Gli escamotage, l’aiuto dei genitori, la fatica di chi cerca di farsi spazio nel mondo del lavoro. L’analisi di Sonia Bartolini, Sociologia del lavoro all’Università di Torino.
 Nella pagina di cronaca, la tragedia del Monte Faito a Napoli avvenuta il 17 aprile 2025. La fune traente della funivia si spezza mentre la cabina sta salendo: nello schianto contro un pilone e la caduta al suolo dell’abitacolo perdono la vita quattro persone, tra cui due turisti britannici. Tra le cause della tragedia viene ipotizzato il forte vento che soffiava quel giorno a 100 km all’ora e il mancato funzionamento dei freni di emergenza. Nonostante l’impianto fosse stato revisionato e riaperto da pochi giorni, l’incidente ha sollevato forti dubbi sulla sicurezza. A Tv7 parla l’unico sopravvissuto, Thaeb Suliman, il ragazzo arabo israeliano di 23 anni. A poco più di un anno di distanza, l’inchiesta conta 26 indagati. 
Spazio poi al caos jihadista in Mali: dal 25 aprile jihadisti del JNIM, organizzazione militare e terrorista, e i ribelli tuareg hanno colpito simultaneamente in almeno sei città, dagli avamposti del nord fino alle porte di Bamako. Il ministro della Difesa è stato ucciso nell’esplosione della sua abitazione e il gruppo annuncia il blocco totale della Capitale. Sono gli attacchi più gravi da un decennio. Non è una crisi solo maliana. La minaccia jihadista attraversa tutta l’Alleanza degli Stati del Sahel – Mali, Niger, Burkina Faso – e non si ferma nonostante le giunte militari, il ritiro dei francesi, l’arrivo dei russi. Un mese fa, a Ouagadougou, il presidente del Burkina Faso Ibrahim Traoré diceva alla Rai: “Controlliamo il nostro territorio. E continueremo a farlo. Chiunque pensi che molleremo si sbaglia”. Gli eventi di questi giorni raccontano una storia diversa.
Ciò che resta di Chernobyl. A TV7 un reportage dalla zona della centrale ucraina a 40 anni dal più grave incidente della storia dell’energia nucleare. Il disastro che scatenò il panico in Europa e non solo. 162 centri abitati dovettero essere evacuati a causa dell’elevato livello di radiazioni. Oggi nell’area tutto è rimasto com’era: palazzi abbandonati, banchi di scuola vuoti, parchi gioco ‘fantasma’. Sono tornati però a ‘ripopolare’ quelle zone animali selvatici e vegetazione.
Milano meta dei super ricchi. Sono le tensioni nel Golfo a spingere personaggi facoltosi verso l’Italia, ma soprattutto verso il capoluogo lombardo. Ad attirarli non è solo un’elevata qualità della vita e la lontananza dagli scenari di guerra, ma anche un regime fiscale particolarmente vantaggioso. Non arrivano qui solo dagli Emirati, ma anche dall’Inghilterra, dalla Francia e dall’Asia, i super milionari. Così buyers e investitori esteri diventano protagonisti di compravendite di pregio e molti detentori di cospicui patrimoni sono pronti a cambiare residenza. 
 L’ edizione 2026 degli Internazionali d’Italia, segna il 50° anniversario della storica vittoria di Adriano Panatta il 30 maggio del 1976. Il trionfo contro Guillermo Vilas lo consacra come unico tennista italiano della storia ad aggiudicarsi anche il Roland Garros e nello stesso anno contribuisce in modo determinante alla prima storica vittoria della nazionale italiana in Coppa Davis in Cile. A Tv7 Adriano Panatta, romano ormai trapiantato a Treviso, 76 anni a luglio, racconta il suo tennis, quello oramai di un’epoca lontana e quello di oggi, di Jannik Sinner.
 È uno dei concerti gratuiti più grandi d’Europa, una macchina organizzativa che muove centinaia di migliaia di persone e ogni anno porta in Piazza San Giovanni a Roma tanta musica, ma anche temi di grande rilevanza sociale. Tv7 dietro le quinte del concertone del Primo Maggio. Non solo spettacolo corale, ma anche grande riflessione sul mondo del lavoro. “Il lavoro dignitoso è la chiave del futuro”: questo lo slogan scelto dai Sindacati. Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale. 
Infine, per “Come Eravamo” da Tv7 del 1969 “Primo Maggio”. Ecco i cortei del Primo Maggio nel 1969. I comizi dei rappresentanti sindacali, sul palco nelle piazze delle grandi città. Migliaia di bandiere che sventolano per ricordare i diritti dei lavoratori ma, soprattutto, per chiedere migliori garanzie, contratti equi e stipendi più idonei per far fonte al caro vita. 

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