Antisemitismo, via libera del Senato al disegno di legge

Mar 4, 2026 - 16:30
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Antisemitismo, via libera del Senato al disegno di legge

L’Aula del Senato ha approvato il ddl Antisemitismo con 105 voti favorevoli, 24 ‘no’ e 21 astenuti. Il testo passa ora alla Camera dei deputati.

Delrio: “Ok da alcuni dem a ddl Antisemitismo non per dissenso ma per rompere silenzio”

Alcuni senatori del Partito democratico votano sì al provvedimento non tanto in contestazione, in dissociazione dal nostro partito, ma perché crediamo che questo provvedimento rompa un silenzio, un silenzio della cultura democratica, come è stato detto, una timidezza della cultura democratica, del Paese, che non ha discusso abbastanza di questa emergenza, di questo problema”. Così il senatore Graziano Delrio parlando in Aula prima del voto sul ddl Antisemitismo.

Un provvedimento che, aggiunge Delrio, “crediamo abbia posto le condizioni per un’assunzione di responsabilità. Alcuni di noi ritengono che sia meglio fare un piccolo passo avanti che aspettare tempi migliori, e quindi per questo, per questa assunzione di responsabilità, che è stata chiesta dalla senatrice Liliana Segre, e dalla presidente Livia Ottolenghi dell’Uci, che è l’unica titolata a rappresentare le comunità ebraiche in Italia per legge, noi crediamo che sia giusto oggi dare fiducia a questo testo che è un testo che dà speranza, a tutte le persone, anche ai giovani, che stanno soffrendo una condizione difficile, e che oggi possono dire che il Parlamento al di là del voto che ognuno esprime è al loro fianco per combattere questa piaga della nostra democrazia”.

M5S: “Votiamo no al ddl Antisemitismo, battaglia troppo seria per farne clava politica”

“La lotta all’antisemitismo è una battaglia troppo seria per essere trasformata in uno strumento di polarizzazione ed essere usato come clava politica, ed equiparare antisemitismo e antisionismo è un errore storico a cui noi non parteciperemo. Per questo annuncio il voto contrario del mio gruppo del Movimento 5 Stelle“. Così Alessandra Maiorino, M5S, intervenendo nell’Aula del Senato durante le dichiarazioni di voto finale al ddl Antisemitismo.

Giorgis: “Pd si astiene su ddl Antisemitismo, è occasione persa”

Il Pd si asterrà sul voto al ddl Antisemitismo in corso di approvazione al Senato. Lo annuncia il senatore Andrea Giorgis, parlando in Aula al Senato durante le dichiarazioni di voto finale: “Un’astensione che vuole essere un segno di vicinanza e al tempo stesso la promessa che il nostro impegno per contrastare ogni manifestazione di odio e discriminazione nei confronti degli ebrei e di ciascuna minoranza o persona non terminerà con il voto di oggi”. “L’antisemitismo è una piaga terribile che rischia di tornare a dilagare – ha detto Giorgis -. Ma anche questa volta, anche di fronte a un tema così delicato che dovrebbe unire ed essere affrontato senza nessuna cura delle possibili utilità politiche contingenti la maggioranza ha deciso di serrare i ranghi e di procedere, senza ulteriori approfondimenti, su un suo testo. E anche in Aula, quest’oggi, non vi è stata nessuna apertura: neppure di fronte alle proposte che abbiamo avanzato insieme ad altri gruppi, proprio per cercare di arrivare a un voto favorevole. Credo che questo modo di procedere costituisca una sconfitta, per tutti, e comunque un’occasione mancata”.

Ddl Antisemitismo: Gasparri (FI), riformulazione saggia, la condividiamo

Roma, 4 mar. (LaPresse) – “Stiamo facendo una legge contro l’antisemitismo alla luce di tutte le emergenze, gli episodi, i fatti che anche ieri la relazione annuale illustrata alla Sala Zuccari sui fenomeni di antisemitismo ha dimostrato essersi intensificati. Questa legge recepisce una dichiarazione internazionale dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra) e credo che qualcuno abbia fatto una campagna di disinformazione. Io stesso ho ricevuto tonnellate di insulti e minacce, non solo social ma anche con manifestazioni, perché sono stato accusato di voler impedire la critica a Netanyahu e quindi considerato complice genocida come Netanyahu. Nella mia proposta di legge, per cercare una convergenza in Parlamento, avevo inserito dei punti che poi ho ritirato: le sanzioni penali presenti nel mio testo. In commissione e nel dibattito generale ho annunciato che le ritiravo anche perché già esistono, con la legge Mancino e con altre norme del codice penale. Le volevo ribadire e intensificare, ma per cercare una convergenza, non per timori ma per buon senso, è stato fatto anche un appello alla condivisione dalla senatrice Segre, ho espunto alcuni aspetti della mia proposta”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, intervenendo in Aula sul ddl per il contrasto all’antisemitismo.

Scalfarotto (Iv): “No al doppio standard per Israele”

“La principale differenza tra la definizione di antisemitismo dell’Ihra e quella di Gerusalemme riguarda il doppio standard sullo stato di Israele. Cioè è antisemitismo chiedere a Israele cose che non chiederemmo ad altri paesi democratici. Per questo preferisco la definizione dell’Ihra”. Lo dichiara il senatore Ivan Scalfarotto, responsabile esteri di Italia viva, durante il dibattito sugli emendamenti al ddl contro l’antisemitismo.

“Aggiungere, come chiede un emendamento, che ‘si può criticare lo stato di Israele’ significa scrivere su una legge dello stato una cosa che è ovvia. Perché proprio quel paese lì? Perché non la Cina o l’Iran? Perché non la Francia o la Gran Bretagna? Vuoi vedere che Israele è il paese degli ebrei? È una domanda legittima”, conclude.

Ddl Antisemitismo, Avs: “Dichiarazione Ihra sbagliata, meglio carta Gerusalemme”

“Il nostro dissenso sulla legge sull’antisemitismo è esattamente la dichiarazione dell’IHRA. E’ vero che in quella dichiarazione c’è scritto che le critiche a Israele non possono essere considerate antisemite. Ma il problema è che nei paesi in cui è stata adottata, questa dichiarazione è stata esattamente utilizzata per fare il contrario di quello che dice. In base a questa dichiarazione è stata vietata nell’università di Oxford una conferenza alla quale partecipava il regista Ken Loach. Il processo politico che ha subito Jeremy Corbin in Inghilterra è stato fatto esattamente a partire dalla dichiarazione dell’IHRA”. Lo afferma in aula a palazzo Madama il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto.

“Oppure quelli che fanno il boicottaggio, che è una forma di lotta protetta dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il punto è che con la definizione IHRA si fa passare l’idea che il boicottaggio sia antisemita e questo non è accettabile. C’è solo un modo per uscire da questo pantano, sostituire la dichiarazione IHRA con la Carta di Gerusalemme sull’antisemitismo. Carta redatta, da una serie di intellettuali molti dei quali ebrei, successivamente a quella dell’IHRA proprio sulla base delle cose che sono successe in Europa. La carta di Gerusalemme esplicita chiaramente come un conto sia l’antisemitismo e un conto sia la critica politica, anche la più radicale delle critiche politiche, e mira a proteggere gli ebrei dall’odio e dalla discriminazione, garantendo al contempo la libertà di espressione politica riguardo allo Stato di Israele”, conclude De Cristofaro

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