Via alla maratona oratoria per il Sì: “Contrastare la campagna di mistificazione sulla riforma”
Al via ieri mattina la maratona oratoria organizzata dal comitato ‘Cittadini per il sì’, ‘Camere penali per il sì, ‘Sì Separa’ della Fondazione Einaudi. Dal podio allestito a piazza Cavour a Roma, dinanzi alla Cassazione, si sono alternati e si alterneranno tutti i giorni fino all’8 marzo, dalle 10 alle 18, oltre 350 cittadini, avvocati, esponenti politici, magistrati a sostegno delle ragioni del sì al referendum sulla separazione delle carriere.
Ad aprire ieri la non-stop i presidenti dei comitati: Francesca Scopelliti, Francesco Petrelli, Gian Domenico Caiazza. La prima, indossando una maglietta con la foto del suo compagno e la scritta ‘Io sono Enzo Tortora’ si è rivolta al Procuratore capo di Napoli “sovrano del Comitato del no”. “Molti anni fa il mio nome fu trascinato nel fango” e la separazione delle carriere è necessaria “non per rancore ma per amore della verità” e costituisce “un atto di rispetto verso i magistrati e i cittadini”, e “non è una sfida ai magistrati”. Inoltre, “chiedo solo che nessun altro deve provare l’umiliazione di sentirsi condannato, prima ancora di essere ascoltato”. Nella lettera immaginaria di Tortora ha aggiunto che “il crimine giudiziario che ho subito è la prova che la connivenza tra magistrati richiedenti e giudicanti sia alla base dell’errore giudiziario”. Petrelli ha aggiunto che il referendum è “un’occasione irripetibile per avere una giustizia migliore, una giustizia giusta”, che sia “liberata dalla politica”.
Per Caiazza l’obiettivo della maratona è quello di “contrastare l’incredibile campagna di mistificazione sul contenuto della riforma Nordio messa in atto dal fronte del No, che non immaginavamo potesse arrivare a questo livello. C’è chi sostiene che il Pm sarà sottoposto al governo, cosa non scritta da nessuna parte, che questo non sarà più obbligato a investigare anche a favore dell’indagato e anzi che, se vince il Sì, si potrà difendere solo i ricchi: qualcosa di prossimo al delirio”. Tra i parlamentari presenti all’avvio della maratona, Enrico Costa, Paolo Barelli, Pierantonio Zanettin, Maurizio Gasparri (in collegamento telefonico) di Forza Italia e anche il vice presidente della Camera Giorgio Mulè che ha dichiarato: “Da oggi in poi invitiamo gli italiani a esprimersi con un voto di libertà contro i soprusi di chi è nemico del giusto processo, contro le bugie di un fronte che sta insieme solo per conservare l’orrenda situazione attuale, contro le intimidazioni trasversali nei confronti dei cittadini. Un voto libero e consapevole per affermare la garanzia di un giudice terzo e imparziale, di una giustizia vera tra chi accusa e chi difende, di una magistratura autonoma e indipendente anche e soprattutto da chi vuol tenerla prigioniera delle correnti”.
Assenti, per adesso, seppur invitati i rappresentati di Fratelli d’Italia e Lega. Mercoledì è previsto l’intervento di Carlo Calenda (Azione) e nei prossimi giorni quelli di Roberto Giachetti (Iv) e di Francesca Pascale. Si è registrata poi una polemica con Magistratura Democratica che ha postato una foto della piazza vuota prima dell’inizio della maratona scrivendo su Facebook: “Una seconda Woodstock la maratona oratoria per il Sì al referendum a piazza Cavour (Roma). Gli organizzatori stimano circa 500mila persone, la questura 290mila. Mai vista una piazza così piena”. Caiazza ha replicato: “Non sanno cosa sia, o fanno finta di non sapere, cosa sia una maratona oratoria. La quale, per sua stessa logica, non può avere pubblico. Noi tuttavia lo abbiamo, perché siamo in diretta su ben tre canali you tube”, tra cui quello delle Camere Penali e della Fondazione Einaudi.
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