Inflazione, a febbraio sale all’1,9% nell’Eurozona, trainata da servizi e alimentari

Mar 4, 2026 - 09:30
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Inflazione, a febbraio sale all’1,9% nell’Eurozona, trainata da servizi e alimentari

Bruxelles – Sale l’inflazione: secondo una stima preliminare di Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, per il mese di febbraio 2026 il tasso atteso è dell’1,9 per cento, superiore di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Questo dato inverte la tendenza decrescente che era in atto dallo scorso febbraio. In Italia, il dato atteso è dell’1,6 per cento, pari allo 0,6 per cento in più su gennaio.

Il settore dei servizi e quello dei prodotti alimentari sono quelli che esercitano la maggiore pressione sui prezzi nell’area euro. I primi registreranno il tasso annuo più elevato a febbraio, stimato al 3,4 per cento, in aumento rispetto al 3,2 per cento di gennaio. Il comparto alimentare, dell’alcool e del tabacco presenta un tasso del 2,6 per cento. All’interno di questa categoria, spicca il dato del cibo non lavorato, che raggiunge il 4,6 per cento, registrando un forte incremento rispetto al 4,2 per cento del mese precedente. Aumenti meno significativi si riscontrano per i beni industriali non energetici, che registrano un tasso più contenuto dello 0,7 per cento. Notizie positive per il settore energetico che continua a mostrare una variazione negativa (-3,2 per cento) rispetto a febbraio 2025, il che significa che i prezzi sono inferiori rispetto a un anno fa, sebbene la flessione sia meno marcata rispetto al -4,0 percento di gennaio.

Tra i Paesi dell’area euro (che dal primo gennaio 2026 include anche la Bulgaria), quelli che presentano i tassi di inflazione annua più alti a febbraio 2026 sono la Slovacchia, che registra l’inflazione più elevata con il 4,0 per cento, segue la Croazia con un tasso del 3,9 per cento e l’Estonia e la Lituania con il 3,2 per cento. L’Italia registra un’inflazione stimata all’1,6 per cento, in aumento rispetto all’1,0 per cento di gennaio, ma comunque al di sotto della media dell’area euro (1,9 per cento). Al contrario, il tasso più basso si registra a Cipro (0,9 per cento). È importante notare che questi dati si basano su stime flash e che i dati completi e definitivi per tutti i Paesi dell’Unione Europea saranno pubblicati il 18 marzo 2026.

La Banca Centrale Europea esprime forte preoccupazione per gli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran, che hanno causato un’impennata dei prezzi del petrolio ai massimi da inizio 2025. La presidente Christine Lagarde teme che un nuovo shock energetico possa alimentare l’inflazione e frenare la crescita, rendendo improbabile il taglio dei tassi d’interesse previsto per il 19 marzo. In questo scenario, la politica monetaria resterà probabilmente cauta per non vanificare i progressi raggiunti nella stabilizzazione dei prezzi dopo la crisi energetica precedente.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia