Kelly Osbourne e quel dimagrimento drastico che fa riflettere
Negli ultimi giorni, Kelly Osbourne, 41 anni, è tornata sotto i riflettori: non per il suo stile o un nuovo progetto ma per il suo aspetto fisico durante i Brit Awards 2026. Come lo è stato proprio in questi giorni anche per Demi Moore. Sui social si è scatenata un’accesa polemica sul corpo sempre più magro della cantante e attrice che, insieme alla madre Sharon Osbourne, è salita sul palco per ricordare il padre Ozzy, scomparso a luglio 2025, con un premio alla carriera postumo.
Da un lato ci sono i fan di Kelly Osbourne che, preoccupati per la sua salute fisica e mentale, attribuiscono questo estremo dimagrimento al duro periodo che la stessa starebbe affrontando a seguito della scomparsa del padre. Dall’altro, però, non mancano i body-shamers che la accusano di fare un uso inappropriato di farmaci agonisti dell’ormone GLP-1 tipo Ozempic. Ricordando come già agli inizi degli anni 2000, una forte esposizione mediatica portò la figlia del leggendario frontman dei Black Sabbath ad entrare due volte in rehab per combattere una dipendenza da antidolorifici.
Kelly Osbourne e il dibattito sui farmaci Ozempic-like
Kelly Osbourne, nelle sue storie Instagram, ha voluto ribattere: «Sto attraversando il periodo più difficile della mia vita. Non dovrei nemmeno stare qui a difendermi, ma non ho intenzione di rimanere seduta a farmi disumanizzare in questo modo!».

Foto: Getty Images
Eppure il dibattito prosegue perché, indipendentemente da questo disumano body-shaming, dalla mancanza di empatia di alcuni leoni da tastiera e dal fatto che Kelly Osbourne abbia fatto o meno uso di farmaci Ozempic-like, pare che la magrezza sia tornata di moda insieme al ballerina body (ovvero al corpo magro ma scolpito).
Un fenomeno sociale negli States
Secondo i sociologi, quando fattori esterni come la politica, l’economia e la sicurezza appaiono caotici, il nostro corpo diventa l’unico territorio su cui possiamo avere il controllo assoluto. Così diventano evidenti fenomeni come quello della vigoressia che spinge a sessioni di fitness compulsive o dei farmaci Ozempic-like adottati per il controllo dell’appetito e per la perdita di peso, più che per il trattamento del diabete di tipo 2.
«Va, però, sottolineato che l’uso per scopi dimagranti dei farmaci agonisti del recettore GLP-1 è in voga soprattutto negli Stati Uniti dove esiste ancora un’elevata percentuale di obesi. In Italia il loro successo è più discreto» chiarisce subito Fabio Piccini, medico, psicoterapeuta e psicoanalista.
Farmaci Ozempic-like: cosa sono
Questi farmaci, sviluppati originariamente per il trattamento del diabete di tipo 2 e poi adottati per il controllo dell’appetito e per la perdita di peso, agiscono imitando un ormone intestinale che riduce la fame e rallenta la digestione. Il risultato è una sensazione di sazietà prolungata e un’efficace riduzione dell’assunzione calorica.
Ma nonostante la popolarità mediatica e i benefici comprovati, alcuni studi suggeriscono come il quadro non sia così semplice dal punto di vista psicologico.
Farmaci Ozempic-like: effetti collaterali a livello psicologico

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«Inizialmente i test su questi farmaci dimostrarono una loro lieve azione antidepressiva. Successivamente, però, gli studi osservazionali dei medici che seguivano i pazienti hanno portato alla conclusione opposta. Una ricerca di EudraVigilance conferma che gli eventi psichiatrici avversi rappresentano l’1,2 per cento del totale delle segnalazioni di reazione avverse relative a semaglutide, liraglutide e tirzepatide. Con questi farmaci esiste, dunque, una possibilità di sviluppare depressione, ansia e pensieri suicidari» sottolinea Piccini.
Non serve fare terrorismo psicologico ma è importante capire se questi farmaci siano “compatibili” oppure no con periodi di vita stressanti e disturbi dell’umore. Come spiega Piccini: «Sta al medico che prescrive il farmaco procedere alle opportune verifiche. Oggi tutti i medici di base hanno a disposizione strumenti come il PHQ-9 (Patient Health Questionnaire-9) e il GAD-7 (Generalized Anxiety Disorder-7)». Il primo è un questionario di nove domande per lo screening, la diagnosi e il monitoraggio della depressione. Il secondo, invece, è un questionario di autovalutazione composto da sette domande, ampiamente utilizzato per misurare la gravità dell’ansia.
«Occorre poi che il medico prescrittore faccia anche un minimo di psico-educazione al paziente» aggiunge l’esperto. E ciò è importante affinché chi assume farmaci Ozempic-like possa rendersi conto di eventuali effetti collaterali. «In tal caso la prescrizione del farmaco dovrebbe essere rivalutata dal medico al fine di decidere se sia opportuna la sua prosecuzione» conclude Piccini.
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