Visite fiscali, aumentano i controlli: tutte le regole per il 2026

Mar 3, 2026 - 21:30
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Visite fiscali, aumentano i controlli: tutte le regole per il 2026

lentepubblica.it

Aumentano i certificati di malattia, e di consuegenza l’INPS rafforza la vigilanza contro l’assenteismo: nel 2026 l’attività di controllo tramite visite fiscali sulle assenze per malattia sarà ancora più incisiva.


L’INPS ha deciso di potenziare la vigilanza, mantenendo invariati gli obblighi per i lavoratori ma incrementando l’attenzione sulle verifiche domiciliari. La scelta arriva dopo un 2025 caratterizzato da numeri in crescita sia per quanto riguarda i certificati medici sia per le visite fiscali effettuate.

Nel secondo semestre del 2025 sono stati trasmessi oltre 14 milioni di certificati di malattia, con un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che fotografa un aumento contenuto ma significativo, soprattutto considerando che quasi l’80% delle attestazioni ha riguardato dipendenti del settore privato.

Parallelamente, sono cresciuti anche i controlli: nello stesso arco temporale sono state disposte circa 399 mila visite mediche di verifica, segnando un +3,7% su base annua. Un segnale chiaro della volontà dell’Istituto di rafforzare gli strumenti di contrasto agli abusi.

Andamento altalenante tra terzo e quarto trimestre

L’analisi trimestrale mostra un andamento meno lineare. Tra luglio e settembre 2025 si è registrata una flessione dei certificati pari al 6,3% rispetto al 2024: si è passati da 6 milioni a 5,6 milioni di attestazioni. Il calo è stato più marcato nelle regioni del Centro Italia e tra le lavoratrici, mentre ha inciso in misura minore sui giovani under 30.

La tendenza si è però invertita nell’ultimo trimestre dell’anno. Tra ottobre e dicembre i certificati hanno raggiunto quota 8,8 milioni, con un balzo del 9,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’aumento ha interessato in modo particolare i lavoratori più giovani, con un incremento superiore al 14%, mentre si è rivelato più contenuto al Centro e tra le donne.

Anche il numero complessivo delle giornate di malattia ha seguito un andamento simile. Nel terzo trimestre si è osservata una diminuzione sia nel comparto privato (22,9 milioni di giornate, -5%) sia nel pubblico (5 milioni, -6,9%). Nel quarto trimestre, invece, i giorni di assenza sono tornati a crescere: 28,7 milioni nel privato (+5,6%) e 8,4 milioni nel pubblico (+4,1%).

Più visite fiscali: differenze tra pubblico e privato

Sul fronte ispettivo, l’INPS ha intensificato i controlli soprattutto nel periodo estivo. Nel terzo trimestre 2025 sono state effettuate circa 199 mila visite fiscali, con un aumento del 5,8% rispetto all’anno precedente. L’incremento ha riguardato entrambi i settori, ma con un’incidenza leggermente superiore tra i lavoratori privati.

Nel quarto trimestre, invece, il ritmo di crescita si è attenuato: le verifiche sono state circa 200 mila, pari a un +1,6% su base annua. In questo caso, la dinamica è stata differente tra i due comparti: le visite nel settore privato hanno subito una riduzione, mentre quelle rivolte ai dipendenti pubblici sono cresciute in modo significativo, con un aumento superiore al 10%.

Il rapporto tra certificati e controlli evidenzia una disparità strutturale. Tra luglio e settembre 2025 sono state effettuate in media 36 visite ogni mille certificati. Tuttavia, nel pubblico il dato ha superato le 60 verifiche ogni mille attestazioni, più del doppio rispetto al privato, dove il rapporto si è fermato a 30 su mille.

Nel quarto trimestre la frequenza dei controlli si è ridotta complessivamente a 23 ogni mille certificati. Anche in questo caso resta evidente il divario: 16 verifiche ogni mille nel settore privato contro 44 ogni mille nel pubblico.

Visite fiscali 2026: cosa resta e cosa cambia

Nel 2026 l’impianto normativo delle visite fiscali non subisce rivoluzioni, ma si inserisce in un contesto di controlli più strutturati e sistematici. L’INPS conferma infatti l’assetto attuale, mantenendo invariati sia gli orari di reperibilità sia le modalità operative attraverso cui vengono disposte le verifiche mediche domiciliari.

Come funziona il controllo

La visita fiscale è uno strumento di accertamento previsto dalla legge per verificare che l’assenza dal lavoro per motivi di salute sia reale, documentata e coerente con la diagnosi indicata nel certificato. Una volta che il medico curante trasmette telematicamente il certificato all’Istituto, il lavoratore entra nel sistema di monitoraggio.

Da quel momento, l’INPS può disporre in qualsiasi giorno – compresi sabato, domenica e festivi – l’invio di un medico fiscale presso l’indirizzo indicato nel certificato stesso. È fondamentale che il domicilio comunicato sia corretto e aggiornato: eventuali errori o imprecisioni possono infatti generare contestazioni.

Il medico incaricato non effettua una nuova diagnosi completa, ma verifica la compatibilità tra la patologia dichiarata e lo stato di salute riscontrato al momento del controllo. Può inoltre valutare la prognosi, confermandola o proponendone una modifica, ad esempio riducendo i giorni di malattia se ritiene che le condizioni del lavoratore consentano un rientro anticipato.

Le fasce orarie: nessuna novità ma massima attenzione

Restano in vigore le medesime finestre di reperibilità, valide in modo uniforme per settore pubblico e privato. Il lavoratore deve trovarsi presso il domicilio indicato nelle fasce comprese tra le 10:00 e le 12:00 e tra le 17:00 e le 19:00.

Non esistono differenze legate al tipo di contratto o alla qualifica professionale: l’obbligo riguarda tutti i dipendenti, senza distinzione. L’estensione anche alle giornate festive e domenicali rende il sistema particolarmente rigoroso, poiché la verifica può avvenire in qualunque giorno coperto dal certificato.

Al di fuori di queste fasce, il lavoratore può allontanarsi, ma deve comunque rispettare le prescrizioni mediche e mantenere un comportamento coerente con lo stato di malattia dichiarato. Attività incompatibili con la patologia – qualora accertate – potrebbero dare luogo a ulteriori contestazioni disciplinari.

Quando l’assenza è giustificata

Non tutte le assenze durante la fascia di reperibilità comportano automaticamente una sanzione. La normativa prevede alcune cause di giustificazione, come ad esempio visite mediche urgenti, esami diagnostici indifferibili o situazioni di forza maggiore.

In questi casi, però, l’onere della prova ricade sul lavoratore, che deve fornire documentazione adeguata in tempi rapidi. La mancata presentazione di giustificazioni valide può tradursi in conseguenze economiche significative.

Le sanzioni previste

Le penalizzazioni sono progressive e possono incidere direttamente sull’indennità di malattia. In caso di prima assenza ingiustificata alla visita fiscale, è prevista la perdita dell’indennità per un determinato periodo. Se il comportamento si ripete, la decurtazione può estendersi fino alla sospensione totale del trattamento economico per l’intera durata della malattia certificata.

Oltre agli effetti sull’indennità, nei casi più gravi possono essere attivati procedimenti disciplinari da parte del datore di lavoro, soprattutto qualora emergano comportamenti incompatibili con lo stato dichiarato.

Un sistema di controllo sempre più mirato

L’incremento delle verifiche non va letto esclusivamente come una risposta punitiva. L’obiettivo dichiarato è garantire equità e correttezza, contrastando comportamenti scorretti senza penalizzare chi si assenta per reali motivi di salute.

L’analisi dei dati suggerisce che l’Istituto stia adottando una strategia più selettiva, calibrando le ispezioni in base ai trend registrati nei diversi comparti e alle variazioni territoriali e anagrafiche. L’attenzione particolare riservata al pubblico impiego, dove il rapporto tra certificati e controlli risulta stabilmente più elevato, indica la volontà di mantenere alta la soglia di vigilanza in quei settori considerati più esposti a potenziali irregolarità.

Impatto su lavoratori e amministrazioni

Per i dipendenti non cambiano le regole operative, ma aumenta la probabilità di ricevere una visita di controllo, soprattutto in determinati periodi dell’anno. Questo implica una maggiore attenzione al rispetto delle fasce orarie e alla correttezza delle informazioni fornite nel certificato medico.

Per le amministrazioni e le aziende private, il rafforzamento delle verifiche rappresenta uno strumento di tutela contro fenomeni di assenteismo ingiustificato, che possono incidere sull’organizzazione del lavoro e sulla produttività.

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