È scontro UE-Ungheria su allargamento. Il Parlamento: “Avanti con l’Ucraina”. Il ‘no’ di Budapest
Bruxelles – Avanti con l’allargamento, ogni volta che si può, più che si può. Il Parlamento europeo rilegge il momento storico, ed esorta a incorporare nell’Unione Europea quei Paesi al centro dei nuovi interessi geopolitici. L’Aula riunita a Strasburgo approva con 385 voti a favore, 147 contrari e 98 astensioni, la risoluzione in cui si sottolinea che il costo di un mancato allargamento sarebbe superiore a quello dell’ingresso di nuovi paesi nell’UE, con il rischio di creare “zone grigie geopolitiche vulnerabili” a influenze straniere ostili.
Il testo approvato ha natura non legislativa, e non può dunque influenzare né vincolare in alcun modo. Serve però per mandare un messaggio politico e strategico, chiaro, nel senso di un’Europa ancora più allargata innanzitutto a prova di Russia. A proposito di Russia, i deputati chiedono “la rapida apertura dei gruppi di capitoli di negoziato con Ucraina e Moldova” e “l’abolizione dell’unanimità” nelle fasi intermedie del processo di allargamento, in merito all’apertura e alla chiusura di singoli capitoli negoziali.
BREAKING: Hungary’s National Assembly has adopted a resolution rejecting Ukraine’s EU membership, further war financing, and efforts to turn the European Union into a military alliance. The measure passed with 142 votes in favor, 28 against, and 4 abstentions.
️ The… pic.twitter.com/b3yyR2h7XQ
— Zoltan Kovacs (@zoltanspox) March 10, 2026
Richieste che giungono nel giorno in cui l’Ungheria di Viktor Orban torna a chiudere le porte in faccia a Kiev e ai sogni di integrazione europea dell’Ucraina. L’Assemblea Nazionale ungherese, il Parlamento monocamerale del Paese, ha adottato una risoluzione che respinge l’adesione dell’Ucraina all’UE, “l’ulteriore finanziamento della guerra e i tentativi di trasformare l’Unione Europea in un’alleanza militare”, annuncia il portavoce di governo, Zoltan Kovacs. Una proposta sostenuta a larga maggioranza (142 voti favorevoli, 28 contrari e 4 astensioni), riproponendo scontro e divisioni tutti interni all’UE sul file ucraino.
Non solo. Con l’Ungheria proiettata alle elezioni e il rischio di uscita di scena di uno dei leader europei più longevi dell’UE per lasso temporale ininterrotto al comando di un governo, “se necessario la Slovacchia è pronta a prendere il testimone dall’Ungheria” in caso di sconfitta elettorale di Orban, ha fatto sapere il primo ministro slovacco, Robert Fico. Ecco come l’est Europa, spalleggiandosi, fagocita l’UE e tutte le sue ambizioni, inclusa quella di un’Ucraina sotto la bandiera a dodici stelle.
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