Fabio Capello: "Sconsigliai Ronaldo al Milan, era un esempio negativo e pensava solo alle donne. Berlusconi? Credevo che fosse un pazzo"
L'ex allenatore di Milan, Juventus e Roma si racconta ad un evento a Ferrara
Fabio Capello, ospite a Ferrara della Festa de Il Corriere della Sera, ha rilasciato alcune dichiarazioni dal palco in merito alla sua grande carriera di allenatore. Alla guida di Milan, Juventus, Roma e due volte Real Madrid ha conquistato 4 Scudetti (oltre ai 2 revocati coi bianconeri per Calciopoli), 3 Supercoppe Italiane, una Champions League, una Supercoppa Europea e 2 campionati spagnoli e oggi è opinionista per La Gazzetta dello Sport e Sky Sport.
IL PENSIERO SU RONALDO
Tra i tanti aneddoti della sua esperienza in panchina, Fabio Capello ha raccontato alcuni episodi piuttosto curiosi: “Quando Ronaldo il Fenomeno è arrivato a Madrid gli ho chiesto: quanti pesavi quando hai vinto il Mondiale? 84 kg. Ora? 94. È un leader negativo. Non si allenava come si doveva e coinvolgeva i compagni. Così con il presidente abbiamo deciso di mandarlo via. Mi chiama Berlusconi: "Com’è Ronaldo?" Presidente, è bravo. Ma non è un buon esempio, sempre in discoteca, è ingrassato. Pensa solo alle donne. Il giorno dopo la Gazzetta: Ronaldo al Milan”.
CASSANO E BERLUSCONI
Sempre dal palco del Teatro Comunale di Ferrara, in occasione della Festa de Il Corriere, Fabio Capello ha poi rivelato altre curiosità di vario genere: “Cassano? Ne ha combinate talmente tante che fatico a ricordarle tutte. Lasciare Madrid per tornare al Milan è stato invece il mio errore più grande”. Infine Capello regala un suo personale ricordo su Silvio Berlusconi, il presidente che prima lo istruì come dirigente nella galassia Fininvest e poi lo inventò allenatore della formazione rossonera: Ricordo di Berlusconi? Eccezionale, le cose che ha fatto sono uniche. La tv hanno provato a farla in tanti, ma nessuno è mai riuscito. Ha iniziato e ha ingaggiato Mike Bongiorno. Al primo incontro con la squadra disse: "Dobbiamo fare la squadra più forte del mondo". Pensavamo fosse un matto… era un sogno e lui quel sogno l’ha realizzato”.
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