Il governatore della California accusa Trump di corruzione e lo cita in giudizio

Mar 22, 2026 - 00:00
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Il governatore della California accusa Trump di corruzione e lo cita in giudizio

«Ecco com’è la corruzione. Donald Trump sta violando le leggi che proteggono gli americani dall’inquinamento climatico, tutto per arricchire le grandi compagnie petrolifere e i suoi ricchi alleati inquinatori. A farne le spese sarebbero i lavoratori, le famiglie e le comunità, costretti a respirare aria inquinata. In questo Paese nessuno è al di sopra della legge. Nemmeno il presidente. Combatteremo questa illegalità in tribunale». A parlare è il governatore della California Gavin Newsom, che senza tanti giri di parole accusa il presidente degli Stati Uniti di un reato ben preciso: corruzione. Insieme al procuratore generale Rob Bonta ha annunciato l’avvio di un’azione legale contro l’abrogazione, da parte dell’amministrazione Trump, della «Endangerment Finding», che di fatto è il testo cardi cardine di tutte le politiche ambientali americane degli ultimi 15 anni.

Con una mossa eclatante, a metà febbraio l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (Environmental protection agency Epa) ha abolito questo provvedimento in vigore dal 2009 che in italiano suona «accertamento di pericolo» e che rappresenta il riconoscimento scientifico secondo cui i gas serra mettono in pericolo la salute e il benessere pubblici, nonché il fondamento giuridico dell’autorità federale di regolamentare le emissioni di gas serra.

Ora il governatore Newsom ha dato il via a un’azione legale sulla base del fatto che il Clean air act è molto chiaro su un punto: l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti ha il dovere di proteggere la salute e il benessere pubblici dagli inquinanti atmosferici, compresi i gas serra e questa è una responsabilità che la Corte Suprema ha confermato nel 2007. Abrogando l’«Endangerment Finding», l’amministrazione Trump non sta esercitando il proprio giudizio scientifico: sta violando la legge.

«Con l’annullamento illegittimo dell’«Endangerment Finding», il presidente Trump e la sua Epa hanno abbandonato la loro missione più importante: proteggere la salute e il benessere del popolo americano», ha affermato il procuratore generale Rob Bonta illustrando insieme al governatore della California l’iniziativa giudiziaria. «La scienza non mente: i cambiamenti climatici e le emissioni di gas serra stanno danneggiando la salute pubblica e causando disastri devastanti e sempre più gravi. Le nostre comunità hanno subito l’impatto di incendi devastanti, hanno visto famiglie fuggire dalle loro case in fiamme, respirando fumi tossici, e abbiamo assistito all’inondazione di intere comunità a causa di gravi alluvioni. Il Presidente non può continuare a nascondere la testa sotto la sabbia: il cambiamento climatico è reale e decenni di dati scientifici consolidati ci avevano avvertito che sarebbe successo». Il procuratore generale ha insistito in particolare su un fatto, e cioè che questa revoca da parte dell’Epa non riguarda la riduzione della burocrazia: «Il presidente sta privilegiando i profitti delle grandi compagnie petrolifere rispetto alla nostra salute e scommette che il popolo americano non se ne accorgerà fino a quando non arriverà il conto, a spese delle nostre comunità».

Di fatto, è la stessa accusa che ha mosso in diversi interventi il premio Nobel per l’economia Paul Krugman, quella cioè che Trump sta approfittando del suo ritorno alla Casa Bianca per fare gli interessi, ricambiati, delle grandi compagnie petrolifere, e in questa strategia rientra anche la decisione di bombardare insieme a Israele, e con il sostegno degli Emirati arabi uniti, l’Iran. E tutto ciò, denunciano i soggetti che ora hanno deciso per l’azione legale, a scapito della salute in primis degli americani.

«L’amministrazione Trump sta venendo meno al proprio dovere di proteggere i cittadini di tutto il Paese in innumerevoli modi, anche attraverso i suoi tentativi illegali di smantellare decenni di politiche basate sulla scienza», ha affermato Yana Garcia, segretaria per la Protezione ambientale. «La verità è che il cambiamento climatico rappresenta una minaccia immediata per la salute umana e per il nostro ambiente, e l’aumento delle temperature mette a rischio il benessere delle famiglie americane, facendo lievitare i costi delle utenze domestiche. La California rimane impegnata nell’azione per il clima e continuerà a lottare perché la nostra gente e il nostro futuro meritano di meglio».

«L’amministrazione Trump, abrogando incautamente l'Endangerment Finding, sta abdicando alla propria responsabilità di proteggere le vite degli americani», ha affermato Lauren Sanchez, presidente del California Air Resources Board. «La California non resterà a guardare mentre il governo federale smantella le protezioni fondamentali per la salute pubblica: noi reagiremo».

Bisognerà vedere come andrà avanti questa azione legale, ma intanto è chiaro che se l’abrogazione dell’«Endangerment Finding» non subirà un dietrofront, comporterà il via libera a una serie di leggi che non terranno più conto della necessità di dover limitare la dispersione nell’atmosfera di emissioni climalteranti. Il che comporterà, denunciano i soggetti che si sono rivolti al giudice, un aumento degli incendi boschivi mortali, dei decessi causati dal caldo estremo e delle inondazioni e siccità provocate dal cambiamento climatico, «il tutto mentre i funzionari politici nominati da Trump, molti dei quali selezionati con cura dall’industria petrolifera e del gas, ignorano le prove scientifiche schiaccianti che da decenni tutelano la salute pubblica».

Il costo della strategia pro-fossili di Trump, denunciano i ricorrenti, sarà misurato in vite umane e devastazione economica. Solo in California, spiegano, gli incendi alimentati dall’aumento delle temperature hanno ucciso centinaia di persone, distrutto intere comunità e decine di migliaia di case, e causato danni per decine di miliardi di dollari. Il caldo estremo è ora l’impatto climatico più letale, responsabile di un numero di decessi annuali superiore a quello causato da incendi boschivi e inondazioni. A livello nazionale, solo nel 2024, gli Stati Uniti hanno registrato 27 disastri meteorologici causati dal clima, ciascuno dei quali ha superato il miliardo di dollari – il numero più alto mai registrato – causando la morte di oltre 560 americani e provocando danni per 183 miliardi di dollari.

Tra l’altro, denunciano il governatore Newsom e gli altri ricorrenti, Trump non può giustificare quanto deciso contro le politiche ambientali con l’obiettivo della crescita. La California ha infatti dimostrato negli anni come la tutela ambientale e l’economia possano andare avanti insieme e dando ottimi risultati. «L’inquinamento qui è in calo e l’economia è in crescita», sottolineano i ricorrenti contro la decisione dell’Epa. Le emissioni di gas serra in California sono diminuite del 21% dal 2000, nonostante il Pil dello Stato sia aumentato dell’81% nello stesso periodo, consentendogli di diventare la quarta economia mondiale. La California continua inoltre a stabilire record nel campo dell’energia pulita. Nel 2023, lo Stato è stato alimentato per due terzi da energia rinnovabile, diventando la più grande economia al mondo a raggiungere questo livello. Quest’anno, inoltre, la California ha funzionato con elettricità pulita al 100% per una parte della giornata quasi ogni giorno. Dall’inizio dell’amministrazione Newsom, lo stoccaggio in batterie è salito a quasi 17.000 megawatt — un aumento di oltre il 2.100% — e oltre 30.000 megawatt di nuove risorse sono stati aggiunti alla rete elettrica. La California dispone ora del 33% della capacità di stoccaggio stimata necessaria entro il 2045 per raggiungere il 100% di elettricità pulita.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia