Pace e bellezza hanno lasciato il segno a Fa’ la cosa giusta!
Con 65mila visitatori in tre giorni (segnano una crescita di oltre il 20% rispetto al 2025) si è chiusa domenica sera la 22esima edizione di Fa’ la cosa giusta! la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si è tenuta a Fiera Milano Rho dal 13 al 15 marzo.
Molti di questi visitatori sono stati tra i frequentatori dello stand di VITA. Anche quest’anno, infatti, VITA ha partecipato insieme a 500 realtà espositive, dalle cooperative sociali, ai produttori bio, dalle associazioni di volontariato a quelle di categoria, a tre giorni dedicati alla scoperta e all’illustrazione delle buone pratiche.

Accanto agli stand anche 350 incontri culturali e due aree speciali: la Fiera dei Grandi Cammini e Sfide-La scuola di tutti. Ideata e organizzata da Terre di mezzo Editore, con il supporto di 170 volontari di tutte le età e tantissime partnership, Fa’ la cosa giusta! si riconferma l’evento che ogni anno permette di scoprire le buone pratiche di consumo e produzione e che mette in rete tante persone attente all’ambiente e ai territori, all’abitare sostenibile, al turismo responsabile, alla moda etica, al cibo di qualità e rispettoso dei diritti e dell’ambiente alla pace.
Testimoni dal Libano
«Abbiamo ascoltato il grido di pace di tanti Paesi, a cominciare dagli studenti e dalle studentesse collegate in video dal Libano del Sud e dal vescovo di Beirut Mons. Cesar Essayan, presente in fiera per raccontare dal vivo come si resiste sotto i bombardamenti. Abbiamo dato il via alla fiera con la domanda “Di quante persone abbiamo bisogno per cambiare il mondo, per fare la differenza, per non sentirsi soli, per costruire la pace?”. In questi giorni, in ogni modo, abbiamo intrecciato la risposta: per costruire la pace è necessario incontrare, ascoltare, mettersi in contatto. Per costruire la pace c’è bisogno di ognuno di noi” commenta Miriam Giovanzana, direttrice editoriale di Fa’ la cosa giusta!.
Giovanzana chiude con un messaggio dedicato ai giovani: «Quest’anno abbiamo accolto in fiera oltre 6mila studenti e studentesse, una grande gioia perché crediamo che sia vitale rendere protagoniste le nuove generazioni e soprattutto far toccare loro con mano che esiste una speranza e la possibilità di un mondo migliore per tutti».

Nella giornata di chiusura, inoltre il direttore e la caporedattrice di VITA, Stefano Arduini e Sara De Carli hanno presentato VITA di marzo nel corso dell’incontro “La bellezza come cantiere sociale” cui hanno partecipato: Enzo Grossi, medico, già docente in diverse università e socio fondatore di Ccw – Cultural Welfare Center; Chiara Bersani, performer e autrice, impegnata nel teatro e nella danza; Aldo Bottoli, color e perception designer, già docente al Politecnico e Rosanna Giordanelli, responsabile dei servizi socio-educativi della Fondazione Asilo Mariuccia. Tutti protagonisti degli articoli sul magazine (qui) intervistati da Nicla Panciera, Daria Capitani e Antonietta Nembri.

Verrà un giorno in cui il medico ci prescriverà una visita al museo, un corso di pittura, una serata a teatro. È uno degli strumenti del welfare culturale che poggia su solide basi scientifiche.
LA BELLEZZA È UN DIRITTO. PRENDIAMOCELA.
La redattrice di VITA Anna Spena ha infine moderato l’incontro conclusivo del percorso promosso da Fa’ la cosa giusta! “Ascoltare il dolore degli altri” dal titolo: “L’esperienza di dialogo e convivenza di Neve Shalom Wahat al-Salam”. A cui hanno partecipato: Nava Sonnenschein, Reem Al-Hajajreh, Giulia Ceccutti, coordinatrice dell’Associazione Italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam, Bianca Senatore, giornalista e staff redazione Fondazione Gariwo.

Nell’immagine in apertura una panoramica di uno dei padiglioni, foto di Claudia Mazza da ufficio stampa, le altre immagini archivio VITA
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