Casal del Marmo, violenze nell’istituto penale per minorenni: per gli agenti che lavorano con minori serve una formazione specifica

Mar 15, 2026 - 06:00
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Casal del Marmo, violenze nell’istituto penale per minorenni: per gli agenti che lavorano con minori serve una formazione specifica

Sono 10 gli agenti della polizia penitenziaria indagati nell’inchiesta della procura di Roma su pestaggi e aggressioni che sarebbero avvenuti nell’istituto per minori-ipm di Casal del Marmo. I fatti risalgono al periodo tra febbraio e novembre dello scorso anno. «Ho depositato un esposto alla Procura di Roma il 3 luglio 2025. Mi erano arrivate delle segnalazioni, poi sono entrata a parlare con i ragazzi e ho raccolto le loro testimonianze», dice Valentina Calderone, garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Capitale. «Dai loro racconti emerge un quadro di violenze sistematiche, reiterate continuate, rivolte quasi esclusivamente ai ragazzini stranieri, quindi alla parte di popolazione più indifesa e più priva di contatti esterni familiari».

«Sono più di due anni che io e il garante regionale Stefano Anastasia cerchiamo di porre l’attenzione sull’ipm di Casal del Marmo. Ogni volta che entravamo, ci rendevamo conto che qualcosa non funzionava, che accadeva qualcosa di molto grave: c’erano difficoltà a fare le attività, nessun ragazzo era in “articolo 21”, dei progetti saltavano, i ragazzi non si vedevano la mattina per andare a scuola», continua Calderone. «C’era un quadro molto complesso e preoccupante. A un certo punto sono iniziate ad arrivare delle notizie di violenze vere e proprie. A quel punto era il caso di un mio intervento: i ragazzi si sono aperti e mi hanno raccontato quello che ho scritto nell’esposto».

La tutela dei ragazzi

«In questi mesi sono andata spesso nell’ipm di Casal del Marmo. Continuo ad avere una grande preoccupazione per questa situazione. Ho chiesto più volte che i ragazzi venissero messi in protezione. Continuo a monitorare una situazione sicuramente delicata», prosegue la garante. «È importante questo incidente probatorio. La prossima settimana i ragazzi verranno ascoltati, è importante che vengano tutelati: per me questa è la prima preoccupazione. Nei mesi scorsi alcune cose sono cambiate, ma non sono ancora soddisfatta. Non sono ancora contenta di come sta andando, secondo me ci sono ancora molti problemi e scarsa capacità di affrontarli».

Sono stati spostati negli ipm molti agenti che erano in servizio negli istituti per adulti, che non fanno nessuna formazione specifica per gli istituti minorili. C’è un grande vuoto delle figure intermedie della polizia penitenziaria, che dovrebbero avere una certa esperienza e preparazione Valentina Calderone, garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma

«Non si è investito negli ultimi anni sulla formazione specifica degli agenti che vanno negli istituti penali minorili, prima era obbligatoria. Sono stati spostati negli ipm molti agenti che erano in servizio negli istituti per adulti, che non fanno nessuna formazione specifica. C’è un grande vuoto delle figure intermedie della polizia penitenziaria, che dovrebbero avere una certa esperienza e preparazione».

L’unico ipm per ragazze e ragazzi

L’Istituto penale per minorenni di Roma Casal del Marmo è l’unico, in Italia, ad ospitare sia ragazzi che ragazze detenute, l’istituto minorile di Pontremoli è solo femminile, per il resto sono solo maschili. «Al momento della visita in totale i presenti erano 57, di cui 51 maschi e 6 femmine. Oltre la metà erano stranieri, la maggior parte minori stranieri non accompagnati. Se oggi i numeri delle presenze sono in linea con la capienza regolamentare, fino a qualche mese fa l’istituto ha dovuto affrontare una significativa situazione di sovraffollamento arrivando a fine 2024 ad ospitare 70 ragazzi/e», si legge nell’VIII rapporto di Antigone sulla giustizia minorile Io non ti credo più, pubblicato a febbraio 2026. «Complessivamente nel 2024 sono stati registrati 188 episodi di autolesionismo e 17 tentati suicidi».

«Al 31 dicembre 2025, i minori e giovani adulti presenti negli ipm italiani erano 572; di questi, 344 erano i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni. I ragazzi e le ragazze di origine straniera erano 242», continua il report di Antigone.

Trasferimento di quattro agenti e direttore facente funzioni

Tra i provvedimenti amministrativi adottati dal ministero della Giustizia, in seguito all’apertura dell’indagine, c’è «il trasferimento di quattro agenti di polizia penitenziaria verso altre sedi operative”» ha detto Antonio Sangermano, capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del ministero, in una nota. Nella quale si legge che «si è provveduto ad assegnare all’istituto un direttore facente funzioni». Il 26 gennaio 2024 è stato nominato direttore dell’ipm Casal del Marmo Giuseppe Chiodo «che negli ultimi mesi si è assentato per motivi personali, ma i fatti risalgono ad un periodo in cui era reggente», spiega Calderone.

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Rap e teatro come strumenti educativi e di reinserimento

L’associazione Crisi come opportunità-Cco  opera nell’ipm di Casal del Marmo dal 2018, «dal 2021 in maniera continuativa, utilizzando rap e teatro come strumenti educativi e di reinserimento, con il progetto “Presidi culturali permanenti”. Da agosto 2025 lavoriamo anche nella sezione femminile, con i laboratori di musica rap», spiega Benedetta Genisio, responsabile Crisi come opportunità. « L’arte è un potente strumento, portarla negli istituti per minori è molto importante».

Tra immondizia e mancanza di personale

«Ci sono stati, un po’ di tempo fa, dei mesi difficili per la scarsità degli agenti di polizia penitenziaria e per mancanza di personale. Questi problemi sono noti, non capitano solo a Casal del Marmo. Ma i tempi a cui risalgono i fatti sono stati proprio tremendi, nell’istituto romano», prosegue Genisio. «C’era l’immondizia che occupava quasi la totale superficie esterna, mancavano anche le sedie per far sedere i ragazzi. Noi stessi, in quel periodo, abbiamo dovuto fare più volte attività non nelle sale preposte alle attività trattamentali, ma dentro le palazzine dove ci sono le celle pur di continuare a fare attività. L’area trattamentale ci chiedeva di poter andare dentro perché non c’era sufficiente polizia penitenziaria, quindi non ci avrebbero mai portato i ragazzi, che rischiavano di essere chiusi per settimane senza fare niente».

Nelle carceri esistono anche degli anticorpi che sono rappresentati dai tanti operatori che ogni giorno, non senza fatica, fanno il loro lavoro nel rispetto dei diritti e delle persone. È importante che gli sguardi indipendenti nelle carceri continuano ad essere resi possibili Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell’Osservatorio minori di Antigone

L’arte: strumento di conoscenza, di trasformazione, di indagine sui sentimenti

«L’arte è uno  strumento di conoscenza, di trasformazione, di indagine sui sentimenti. È questa la potenza del nostro progetto. In quei mesi di disagio estremo c’è stato anche un degenerare assoluto, con i fatti che poi sono emersi», continua Genisio. «La situazione oggi è diversa, ma non ottimale. La settimana scorsa nella sezione femminile è entrata una ragazza di 17 anni con un bambino di sette mesi. Questo non è ancora un indizio che qualcosa non sta funzionando?».

Non mele marce, ma un problema di sistema

«Quello che emergeva da quei racconti», dice, in una nota, Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell’Osservatorio minori di Antigone, riferendosi alle testimonianze dei ragazzi, «è che non si trattava di mele marce, ma di un problema di sistema. Ma ci dice anche che nelle carceri esistono anche degli anticorpi che sono rappresentati dai tanti operatori che ogni giorno, non senza fatica, fanno il loro lavoro nel rispetto dei diritti e delle persone. Da loro e dalla presenza di Antigone nelle carceri, che serve a monitorare ciò che accade e a costruire relazioni di fiducia con tutte le parti, è stato possibile far emergere questo caso. Per questo», conclude Marietti, «è importante che gli sguardi indipendenti nelle carceri continuano ad essere resi possibili».

Foto di Ye Jinghan su Unsplash

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