La guerra in Iran, e il rischio di un aumento dell’inflazione

Mar 21, 2026 - 05:30
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La guerra in Iran, e il rischio di un aumento dell’inflazione

Il conflitto in l’Iran ha riacceso l’attenzione sui mercati energetici e sul conseguente aumento dei prezzi di petrolio e gas. Come quattro anni fa, l’Europa rischia di essere travolta da una nuova pressione inflazionistica. Lo dico senza giri di parole: i redditi da lavoro perderanno nuovamente potere di acquisto. Per un Paese come il nostro, dove gli stipendi sono sostanzialmente fermi da trent’anni, è uno scenario da incubo.

Dal punto di vista giuridico, il nostro ordinamento non prevede un meccanismo automatico di adeguamento dei salari all’inflazione. Il sistema della cosiddetta scala mobile, che collegava direttamente le retribuzioni all’andamento dei prezzi, è stato progressivamente superato nel corso degli anni ottanta e novanta. Con il cosiddetto peace dividend che è stato progressivamente cancellato dagli eventi, si impone una riflessione sugli strumenti a disposizione dei lavoratori subordinati.

I contratti collettivi nazionali di lavoro sono chiamati a svolgere un ruolo centrale nell’adeguamento delle retribuzioni dei dipendenti al costo della vita. Le trattative per il rinnovo dei Ccnl ruotano spesso intorno all’indice dei prezzi al consumo per definire aumenti retributivi in grado di compensare, almeno in parte, l’erosione del potere di acquisto. Anche la contrattazione di livello aziendale può contribuire ad adeguare le retribuzioni al contesto produttivo di riferimento.

In presenza di shock economici rilevanti – come quelli derivanti da crisi energetiche o da tensioni internazionali – questo equilibrio può diventare fragile. L’aumento dei costi dell’energia incide infatti non solo sui bilanci delle famiglie, ma anche sui costi di produzione delle imprese, rendendo più complessa la dinamica dei rinnovi contrattuali e della crescita salariale.

Le difficoltà derivanti da questo scenario obbligano le parti sociali a trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza dei lavoratori a ricevere una retribuzione dignitosa nel rispetto dell’articolo 36 della Costituzione e la sostenibilità delle aziende in un contesto pieno di incertezze. La capacità della contrattazione collettiva di governare questi tempi instabili sarà fondamentale per mantenere un bilanciamento tra salari, produttività e competitività delle imprese nei prossimi anni.

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Redazione Redazione Eventi e News