Il reddito delle famiglie cresce più al Sud rispetto al Centro-Nord d’Italia

Mar 20, 2026 - 20:30
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Il reddito delle famiglie cresce più al Sud rispetto al Centro-Nord d’Italia

Bruxelles – Il reddito disponibile delle famiglie cresce di più al Mezzogiorno d’Italia rispetto al resto del Paese: 3,38 per cento contro 2,84 per cento nel 2024 rispetto al 2023. È quanto emerge dall’analisi di UnioncamereCentro Studi Guglielmo Tagliacarne sulle stime 2024 del reddito disponibile delle famiglie consumatrici a valori correnti – misura della capacità di spesa della popolazione residente in Italia. A conferma del migliore andamento del Sud, ben sei province meridionali conquistano le prime dieci posizioni della classifica nazionale guidata da Rimini (+5,78 per cento), Ragusa (+5,55 per cento) e Venezia (+4,95 per cento). Mentre Prato -0,13 per cento, Imperia -0,03 per cento e Ancona +0,36% mostrano più difficoltà. Ma le distanze tra Nord e Sud restano marcate, il reddito pro-capite del Settentrione supera di circa il 50 per cento quello del Meridione. Milano si conferma salda al primo posto con 36.188 euro a testa, seguita da Bolzano (32.680 euro) e Monza e della Brianza (30.182 euro). Sul fronte opposto, Foggia chiude la graduatoria con 14.953 euro preceduta da Agrigento (15.059 euro) e Caserta (15.288 euro).

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici si riferisce alla differenza, nel corso dell’anno di riferimento, tra entrate – come i redditi da lavoro dipendenti, da capitali, prestazioni sociali, reddito proveniente dal possesso di una casa – e uscite – come imposte e contributi sociali, versamenti a istituzioni sociali, rimesse dall’estero, ecc.. – di nuclei familiari che risiedono in un dato territorio. Mentre il reddito disponibile pro-capite di un determinato anno è il rapporto tra il reddito disponibile totale e la media della popolazione dell’anno di riferimento. In questo contesto, “la mappa del reddito disponibile ci fornisce un quadro articolato che da un lato smentisce lo stereotipo di un Sud statico contro un Nord dinamico e dall’altro fa emergere delle geografie inedite”, ha affermato Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne.

 

Gaetano Fausto Esposito – Direttore generale dell’Istituto di ricerca Guglielmo Tagliacarne Camere di Commercio Italiane. Fonte: Imagoeconomica

Tra il 2024 e il 2023 la classifica della crescita del reddito disponibile vede sei province meridionali tra le prime dieci e nove centro settentrionali tra le ultime dieci. Ma al Sud il reddito disponibile pro-capite resta inferiore di 23 punti percentuali rispetto alla media italiana. E, ancora, se la variazione del reddito disponibile risulta al Mezzogiorno superiore a quella del Centro-Nord, il valore della componente retributiva evidenzia un divario di circa venti punti percentuali rispetto al resto del Paese”, ha precisato. Il direttore generale ha sottolineato, inoltre, che “si conferma il primato delle città metropolitane” come “veri hub di potenzialità: con un reddito pro-capite superiore del 14 per cento rispetto alle altre province, anche per effetto delle retribuzioni più alte di quasi un terzo sostenute dalla concentrazione di attività direzionali meglio pagate e dal più elevato costo della vita”. Infine, “nel 2024 sembra cominciato un processo di recupero del reddito disponibile che in tutte le ripartizioni territoriali è risultato superiore all’inflazione”, ha osservato.

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Nord e Sud appaiono comunque sempre lontani per reddito pro-capite: nel 2024, Milano era prima in classifica, superando di 21.235 euro il valore di Foggia, ultima. Bisogna scorrere la classifica fino alla 35esima posizione per trovare la prima provincia del Mezzogiorno – Cagliari con 24.226 euro, peraltro anche unica realtà del Sud nella prima metà della graduatoria – mentre sono ben 18 le realtà meridionali che affollano le ultime 20 posizioni. Infine, il confronto tra il 2023 e il 2024 conferma una sorta dicristallizzazionedelle prime sei posizioni, che sono le stesse anche nel 2021, occupate da Milano, Bolzano, Monza e della Brianza, Bologna, Parma e Genova. Mentre a mostrare maggiore dinamicità sono Rimini, che scala ben otto posizioni, e Prato che ne perde dieci.

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