Intervista con Antonio De Matteo: “La curiosità mi porta a sperimentare e a mettermi in gioco per trovare delle risposte”

Aprile 29, 2026 - 10:00
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Intervista con Antonio De Matteo: “La curiosità mi porta a sperimentare e a mettermi in gioco per trovare delle risposte”

“Questo personaggio fin dall’inizio mi ha dato la possibilità di indagare le sue contraddizioni e di portarle in scena ed è l’aspetto che mi interessava maggiormente”. Antonio De Matteo è tornato a vestire i panni di Lino nella sesta stagione di “Mare Fuori”, disponibile su RaiPlay e in onda dal 29 aprile su Rai 2, per la regia di Beniamino Catena e Francesca Amitrano, prodotta da Rai Fiction e Picomedia.

Nelle nuove puntate della serie Lino deve fare i conti con gli errori del passato e la complicità con i milanesi Samuele (Francesco Luciani) e Federico (Francesco Di Tullio), che continuano a tormentarlo fino a spingerlo a prendere le sue responsabilità. L’agente dell’Ipm, però, non è ancora pronto per ripartire e precipita in una crisi difficile da affrontare.   

Attore appassionato e raffinato fotografo, in questa intervista Antonio De Matteo ci ha parlato di “Mare Fuori” ma anche del suo impegno sociale, delle esperienze all’estero e dei prossimi progetti.

credit foto Sabrina Cirillo

Antonio, in “Mare Fuori 6” torna a vestire i panni di Lino, una guardia carceraria che in questa nuova stagione si rende conto degli errori che ha commesso e si prende le sue responsabilità…

“Interpretare Lino è stato un viaggio personale e una bellissima avventura, perché è un essere umano con cui non avevo mai avuto a che fare e che aveva bisogno di essere ascoltato. Fin dall’inizio mi ha dato la possibilità di indagare le sue contraddizioni e di portarle in scena ed è l’aspetto che mi interessava maggiormente. Tra i personaggi interpretati finora è quello che mi ha accompagnato per più tempo. Non condivido ovviamente le sue scelte ma è un amico che ogni anno incontro, con cui parlo, mi confronto e che mi racconta sempre delle cose nuove. Ha un passato che incombe su di lui e del quale non è in grado di liberarsi per un suo limite, ma al contempo ha un grande cuore e questa sua generosità a un certo punto lo porta all’autodistruzione. Lino a volte tenta di salvare la gente, anche quando non ha bisogno di essere salvata”.

Nella sesta stagione della serie Lino racconta sia al Comandante che a Beppe che le azioni sbagliate che ha commesso sono state fatte per amore di Silvia, pertanto emerge il suo senso di colpa, soprattutto dopo la scomparsa di Alina …

“Il senso di colpa non è un’emozione che mi appartiene. Credo sia un retaggio religioso che incide molto sulla vita delle persone e anche un tentativo di ripulirsi la coscienza. Pertanto non ti fa riconoscere come essere vivente, come essere umano contraddittorio. Lino non ha gli strumenti logici per mettere insieme una serie di elementi e quindi riuscire a fare un percorso di cambiamento netto, agisce in quanto un mosso dal senso di colpa, quindi da una questione emotiva. Così facendo combina solo guai. In questi casi nessuno ti può aiutare, se non un percorso con uno psicologo, con uno psicoterapeuta. Lino non ha limiti nel massacrarsi a causa del senso di colpa, quindi si autodistrugge pensando che quella sia l’unica via per migliorarsi e redimersi. E’ molto messianica questa idea e secondo me è anche tossica, perché non c’è una vera elaborazione”.

Antonio De Matteo con Vincenzo Ferrera, Lucrezia Guidone, Carmine Recano e Romano Reggiani in “Mare Fuori 6” – credit foto Sabrina Cirillo

La tematica della seconda chance, della possibilità di redenzione, di poter cambiare la propria vita anche dopo un errore, sia per gli adulti che per i ragazzi, è centrale in Mare Fuori  …

“Mare Fuori ci ricorda che esiste sempre una seconda possibilità per provare a cambiare in meglio la propria vita. Nella realtà gli esseri umani faticano al cambiamento, mentre solitamente nelle serie tv sembra che per i personaggi sia facile redimersi. Lino mi piace proprio perché in qualche modo vive sempre una grande contraddizione e rappresenta l’antitesi di tutto questo. Perciò mi diverto ancora ad interpretarlo”.

Negli ultimi tempi ha rivestito spesso ruoli da “cattivo”, penso ad esempio al padre in “L’arte della gioia”, però c’è anche un personaggio positivo che ha interpretato, totalmente diverso, ossia Carmine Scannella in “Piedone – Uno sbirro a Napoli”…

“È stata una benedizione poter interpretare questo personaggio. Carmine è il miglior amico di Vincenzo (Salvatore Esposito), sono cresciuti insieme, ma hanno poi preso strade opposte. E’ una sintesi perfetta di tante persone che ho conosciuto nella vita, grazie alle associazioni con cui ho collaborato, che avevano un passato problematico e che attraverso un percorso sociale hanno iniziato ad aiutare gli altri, diventando un esempio positivo per i giovani del loro quartiere. E’ uno spaccato della realtà molto interessante e vero”.

credit foto Sabrina Cirillo

Lei collabora con varie associazioni, da Oxfam Italia ad Amnesty International, quanto è importante non voltarsi dall’altra parte di fronte a certe tragedie dei nostri tempi, ancora di più se si è un personaggio pubblico?

“Per me è fondamentale. Ovviamente rispetto coloro che decidono di non esporsi, però personalmente penso che chi fa il nostro mestiere debba dar voce a chi non ce l’ha. Una volta riconosciute le fragilità e le difficoltà di certe realtà non si può girare la testa dall’altra parte”.

Lei ha vissuto in Irlanda e in Spagna, quanto queste esperienze sono state utili anche per il suo percorso attoriale?

“Sono state importantissime. Io suggerirei a tutti gli attori, anche ai non attori, di fare delle esperienze all’estero, in quanto ti permettono di vedere il mondo con altri occhi, senza rimanere incastrati negli angoli belli del nostro quotidiano immediato, cogliendo le differenze rispetto al nostro Paese, aprendo la propria mente. E’ una conoscenza diretta, un’immersione non filtrata da un articolo, da un libro, è qualcosa che rimane nella tua vita”.

Un’altra sua grande passione è la fotografia, come si è avvicinato a quest’arte?

“La passione per quest’arte, così come per la recitazione e per la musica, nasce sempre dalla curiosità, dalla voglia di sperimentare, di mettermi in gioco per trovare delle risposte. Mio padre era un fotografo amateur a cui piaceva scattare delle belle foto e mi sono appassionato grazie a lui”.

Nel corso della sua carriera ha lavorato anche dietro le quinte ad Amici come operatore, le chiedo quindi secondo lei quanto oggi i talent possono essere ancora utili per poter lanciare dei talenti, tenendo conto del modo diverso di fruire la musica e delle maggiori possibilità date agli artisti emergenti di potersi far conoscere attraverso i social e le piattaforme? 

“Penso che il talent sia comunque utile perchè qualche talento lo scova. E’ una piattaforma super amplificata per farsi vedere e conoscere, ma ti dà anche l’illusione di poter arrivare immediatamente al successo. Infatti sei sempre sotto i riflettori ma nessuno ti insegna quale sia la strada giusta da seguire per capire se è davvero quello che vuoi fare. Per questo è fondamentale continuare a studiare. Il problema del talent è che appiattisce un po’ la creatività perché tende ad omologare gli artisti e non sempre c’è la capacità di individuarne le unicità, di definire le persone”.

credit foto Sabrina Cirillo

Com’è stato lavorare con Nanni Moretti nel film “Succederà questa notte”?

“All’inizio ero emozionato e un po’ spaventato, poi mi sono sentito a mio agio ed è stato divertente girare questo film. Nanni Moretti è molto preciso, cura ogni dettaglio, e ho visto finalmente quel cinema che si avvicina molto alla mia idea di lavoro. E’ un regista comico ma al contempo austero e mantiene le giuste distanze dalle persone. E’ stato bellissimo lavorare con lui”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnato?

“Attualmente sono a Napoli per girare il film “BUIO, Controluce” di Vito Zagarrio, di cui sono protagonista nei panni di un poliziotto diventato detective, che vive un’avventura più grande di lui, mosso da quello che è convinto essere l’amore della sua vita … ma scopriremo che c’è molto di più. E’ uscita su Netflix la terza stagione de “La legge di Lidia Poet” e poi sarò nel cast di “Mare Fuori 7”, del biopic cinematografico su Gigi D’Alessio “Se canti pure tu” e di “Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883″”.

di Francesca Monti

credit foto Sabrina Cirillo

Si ringrazia Sante Cossentino

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