A Venezia nascono i nuovi cavalieri della birra belga

Aprile 29, 2026 - 10:30
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A Venezia nascono i nuovi cavalieri della birra belga

L’atmosfera è quella delle grandi occasioni: il Canal Grande di Venezia sullo sfondo, l’alta uniforme di un rosso sfavillante, il Gran Maestro con il suo scettro, pergamene e medaglie per i nuovi cavalieri pronti a giurare su sant’Arnoldo e sul re del Belgio. Ma no, non stiamo parlando di una confraternita medievale, stiamo parlando di birra. Birra belga, per l’esattezza. Perché il Cavalierato della Pala dei birrai belgi ha fatto le cose davvero in grande per la nomina di venticinque nuovi cavalieri.

La scelta di accostare Venezia alla birra belga non è casuale, anzi: il legame è un fil rouge chiamato Unesco. Se infatti tutti sanno che Venezia è un patrimonio dell’umanità, non tutti sanno che anche la birra belga dal 2016 è stata inserita nell’elenco dei patrimoni immateriali Unesco. Il riconoscimento celebra la bevanda, ma anche le sue secolari tradizioni produttive che si fondono con il ruolo sociale che questa bevanda rappresenta nel Paese.

Un orgoglio che fermenta ancora di più nelle parole del Gran Maestro della confraternita, Alain de Laet. «Venezia rappresenta cosa può fare l’uomo contro la mediocrità, ed è un sentimento che noi birrai sposiamo pienamente. È difficile pensare a un settore dove la tradizione sia così viva come il nostro e se questo è così è perché noi competiamo sul mercato, ma siamo fratelli nella produzione». Una grande famiglia che si è allargata con le nuove investiture seguendo un rituale cavalleresco, con una piccola grande differenza: al posto della spada c’è una pala, quella che storicamente si usava per fare la birra.

Alain De Laet, foto di Marco Corso

I nuovi cavalieri si uniscono così a una tradizione che ha una missione molto importante: traghettare questa bevanda nel futuro. Lo spiega l’ambasciatore belga in Italia, Andy Detaille. «In un contesto internazionale sempre più complesso e interconnesso, l’Europa dovrebbe riscoprire le proprie radici e impegnarsi a preservare i valori che ne hanno plasmato l’identità, come il rispetto per le tradizioni e per l’artigianato. Valori incarnati perfettamente dalle birre belghe, prodotti che, attraverso la tradizione ma anche grazie a una costante innovazione, rappresentano l’Europa che vogliamo: un’Europa che guarda al futuro senza dimenticare il proprio passato».

Una missione encomiabile, che a Venezia si è vista anche nel concreto di un bicchiere. La cerimonia è infatti stata il momento finale del Belgian Beer Weekend che ha portato qui il meglio della tradizione birraia del Paese con venticinque produttori, dai più celebri come AB InBev ai più piccoli e artigianali, e più di un centinaio di birre da assaggiare. Un evento che per la prima volta in Europa è uscito dai confini di Bruxelles e che ha seguito quel fiume di birra – da un milione di ettolitri l’anno – che dal cuore dell’Europa scende fino in Italia, raccontando storie antichissime in ogni bicchiere.

Foto di Marco Corso

Il caso Stella Artois
La birra Stella Artois rappresenta forse più di ogni altra questa lunghissima storia e tradizione. Le sue radici risalgono fino al 1366, quando viene aperto il birrificio Den Hoorn nel paese di Leuven, tra i più antichi d’Europa. Quattro secoli dopo, nel 1708, nel birrificio entra il mastro birraio Sebastian Artois, che in seguito lo acquista e gli dà il proprio nome. Il marchio come lo conosciamo oggi nasce invece nel 1926, quando una speciale birra natalizia viene donata agli abitanti di Leuven: il nome “Stella”, che richiama la stella di Natale, si unisce così ad Artois.

Nel tempo Stella Artois si è trasformata da birra locale belga a premium lager globale, mantenendo però un forte legame con la propria identità d’origine. Il suo profilo distintivo – caratterizzato da un’amarezza equilibrata, note floreali e fruttate e un’elevata bevibilità – l’ha resa oggi la birra belga più consumata al mondo, forte anche di partnership internazionali di grande visibilità, come quelle con i tornei di Wimbledon, Roland Garros e Nitto ATP Finals. In Italia questa strategia si è concretizzata anche con l’apertura del primo flagship bar Stella Artois a Milano, scelto inoltre come sede della Belgium House durante le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Ma l’Italia è solo uno degli oltre cento Paesi in cui Stella Artois è distribuita da AB InBev, il più grande produttore di birra al mondo, che possiede anche altri grandi rappresentati della birra belga, come Leffe e Hoegaarden.

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Redazione Redazione Eventi e News