Jorge Lorenzo sconfessa la Ducati: “Marc Marquez non sta bene”
Marc Marquez ha concluso il Gran Premio di Spagna con 0 punti nel paniere, dopo essersi ritirato nel corso del secondo giro della gara di Jerez. Un weekend amaro in patria per il campione del mondo, che pure si era aggiudicato la Sprint Race del sabato, ma a lasciare qualche dubbio sono le sue condizioni fisiche e atletiche dopo l’infortunio alla spalla della scorsa stagione. Aspetto che ha voluto evidenziare l’ex collega e rivale Jorge Lorenzo, che di fatto ha sconfessato la versione ufficiale della Ducati sulla vicenda.
“Ufficialmente Gigi Dall’Igna ha detto che Marquez si sarebbe presentato a Jerez al 100% delle sue condizioni. E Marc stesso, un pilota che di solito non va a caccia di scuse, ha chiesto che non si parlasse del suo braccio – ha osservato Lorenzo intervenendo in diretta sui canali spagnoli di ‘DAZN’ -. Però dall’esterno i suoi gesti dicono il contrario. Già sulla griglia di Austin si è toccato spesso la spalla, mentre a Jerez abbiamo visto un’immagine particolare in occasione del suo incidente alla Nieto-Peluqui. Sulla moto ha fatto un movimento strano con la spalla in aria, e questo ci fa capire che non sta ancora bene al 100%”.
Lorenzo, peraltro, ha espresso grossi dubbi sul ritorno a grandi livelli del suo antico rivale. “Non so dire come si evolverà l’infortunio alla spalla di Marquez. Bisognerà vedere se riuscirà a recuperare completamente, perché potrebbe anche non tornare ad essere mai più la spalla che aveva prima della sua caduta in Indonesia”, è l’anatema del maiorchino ex Yamaha, Ducati e Honda.
Non è la prima volta che Lorenzo suona il campanello d’allarme sulle condizioni del connazionale. Già a marzo, dopo il Gran Premio della Thailandia, il cinque volte campione del mondo aveva espresso preoccupazioni simili ai microfoni di ‘Marca.com’, individuando nella spalla destra il problema centrale: “Si vede che nelle curve a sinistra è limitato. Questo potrebbe accorciargli la carriera”. Una lettura che, alla luce di quanto accaduto a Jerez, appare oggi più che mai profetica.
Del resto, anche dall’interno del paddock arrivano segnali che confermano la difficoltà del momento. Davide Brivio, navigato manager ora in forza al team Trackhouse, aveva già anticipato la situazione nei giorni precedenti al Gran Premio spagnolo: “Sembrerebbe che Marc non sia al 100% della forma, quindi sta guidando in una condizione che non è la sua e deve sopperire alle mancanze fisiche”. Una diagnosi impietosa che trova ulteriore conferma nelle parole dello stesso Marquez dopo la caduta di Jerez: “In questo weekend valevo la quarta-quinta posizione. Ho fatto la pole e ho vinto la Sprint, ma in entrambi i casi in circostanze molto particolari. Dobbiamo crescere poco a poco come pacchetto moto-pilota”.
La caduta di Jerez aggrava ulteriormente una situazione di classifica già complicata per il campione del mondo. Marquez si trova ora a -44 punti da Marco Bezzecchi, leader del mondiale con l’Aprilia, e il distacco rischia di diventare difficilmente colmabile se i problemi fisici dovessero persistere. A rendere ancora più amara la domenica andalusa per il team Ducati Lenovo è il contesto generale: quello di Jerez rappresenta la nona gara consecutiva senza podi per la squadra ufficiale, il digiuno peggiore da oltre dodici anni. Anche il compagno di box Pecco Bagnaia, ritirato al 14° giro per un problema tecnico all’anteriore, ha contribuito alla disfatta di una squadra che non sale sul podio dal Gran Premio del Giappone del 2025, giornata che aveva coinciso proprio con la conquista del titolo mondiale da parte di Marquez.
A trarre vantaggio dalla crisi della Ducati ufficiale è soprattutto l’Aprilia, che a Jerez ha piazzato quattro moto nelle prime sei posizioni. Non a caso, il CEO della casa di Noale Massimo Rivola ha commentato senza troppi giri di parole: “Stiamo anche beneficiando del fatto che Marc Marquez è chiaramente non a posto. Noi abbiamo lavorato alla grande nel corso dell’inverno, e Marco Bezzecchi ha il vantaggio di partire più avanti in griglia rispetto ad altri”. Parole che fotografano con lucidità un ribaltamento di gerarchie che fino a pochi mesi fa sembrava difficilmente immaginabile, e che rischiano di pesare sempre di più sulle ambizioni iridate di Marquez qualora la spalla non dovesse tornare a garantirgli quella fluidità di guida che lo ha reso per anni il pilota più dominante della storia recente della MotoGP.
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