Lavoratori autonomi sempre più tartassati, salta la soglia minima nella PA

Aprile 28, 2026 - 13:00
 0
Lavoratori autonomi sempre più tartassati, salta la soglia minima nella PA

lentepubblica.it

Tra poco più di un mese, dal prossimo 15 giugno, il controllo preventivo su eventuali pendenze del creditore diventerà un automatismo obbligatorio per ogni singolo mandato di pagamento effettuato dalla Pubblica Amministrazione.


Fino a oggi, infatti, la Pubblica Amministrazione attivava le verifiche fiscali solo per pagamenti superiori a cinquemila euro, lasciando invece più libere le piccole transazioni e le soglie minori. Dal prossimo 15 giugno, tutto cambia per migliaia di lavoratori autonomi e liberi professionisti, incassare una fattura dalla Pubblica Amministrazione diventerà sempre più difficile.

La parcella cannibalizzata

Se il professionista emetterà una fattura verso una Pubblica Amministrazione infatti, la parcella verrà esaminata direttamente dall’Agenzia della Riscossione senza più possibilità di sconti né tanto meno di franchigia, come invece fino ad oggi. Se dovesse risultare a carico del professionista anche una sola cartella esattoriale notificata ma non pagata, lo PA bloccherà il pagamento in automatica e non verserà un solo euro nelle tasche del professionista finché questo non avrà estinto il debito esistente.

Questa data di fatto segna da una parte la definitiva delle franchigie e dall’altra l’inizio, o meglio il compimento, dell’avvio di un’era di controllo totale che non lascia vie di fuga. Da questa data in poi varrà il principio che il debito verso il Fisco ha ormai la precedenza assoluta sul diritto al compenso del lavoratore.

Il comma 725 della 199/2025

Il cambiamento del quale trattiamo, deriva dalla recente introduzione della norma al comma 725 legge 199/2025. Questa nuova normativa estende le maglie dei controlli fiscali preventivi come stabilito dall’art. 48-bis dpr 602/1973 a qualsiasi importo.

Questo significa che anche una fattura di poche centinaia di euro sarà soggetta a verifica immediata. Questa non sarà inoltre una possibilità né una facoltà, quanto piuttosto un obbligo. Se un tecnico presenterà una parcella minima ad una pubblica amministrazione, l’ufficio amministrativo dovrà obbligatoriamente interrogare i database dell’agente della riscossione per accertare la presenza di morosità pregresse.

A questa novità non si può scampare, infatti non sono previste eccezioni né esclusioni, nemmeno per chi lavora con il patrocinio a spese dello Stato, una categoria che spesso attende anni per la liquidazione e che ora vedrà i propri compensi decurtati alla fonte in caso di inadempienze fiscali anche minime.

Il prelievo forzoso diventa lecito

Per scendere ancora più ne dettaglio, il meccanismo rintraccia ogni cartella di pagamento già notificata. Non vi sarà alcuna differenza rispetto alla natura del debito, che si tratti di una imposta sull’iva, oppure di una vecchia tassa automobilistica. La nuova legge apre la strada ad un prelievo immediato e senza preavviso cha mette direttamente le ‘amni in tasca’ al debitore e al lavoratore.

Oltre ad azzerare la soglia minima, dunque, la nuova disciplina cambia radicalmente i tempi e le modalità della riscossione. Se in precedenza, a seguito di controlli e con parcelle superiori ai 5mila euro era prevista una sospensione del pagamento per sessanta giorni.

Il cambio di procedura

Con il nuovo cambio di passo procedurale evidenziato dal ministero della Giustizia, questo intervallo di garanzia viene cancellato per i professionisti. Si azzera l’intervallo di tempo che consentiva al creditore di agire attraverso la procedura di pignoramento. Il nuovo modo di agire normato presenta un sistema di scomputo immediato. Nel caso in cui l’ente pubblico dovesse rilevare un debito pregresso a carico del professionista, sarà obbligato dalla legge a dirottare la somma direttamente nelle casse dell’agente della Riscossione.

Il professionista in questo caso riceverà solamente la quota residua, qualora il valore della parcella dovesse andare a superare l’ammontare del debito accertato. Una esecuzione forzata in piena regola che sovrasta tutte le normali tutele del debitore, rendendo l’incasso del compenso una sorta di prelievo fiscale mascherato.

Dubbi sulla liceità

A meno di cambiamenti e ripensamenti dell’ultima ora, questo automatismo si andrà ad applicare a tutti i pagamenti effettuati dopo la scadenza di giugno, anche se riferiti a prestazioni svolte molto tempo prima o a fatture emesse in passato. C’è da chiedersi se questo meccanismo sia lecito e se non porti a danni seri al tessuto imprenditoriale, ma anche a livello sociale del nostro Paese.

È chiaro che le tasse vadano saldate e che ci sia necessità di un recupero evasione, ma cosa succederà se quel prelievo forzato dovesse compromettere ad esempio, la possibilità di un professionista di pagare un mutuo ipotecaria, col conseguente rischio di perdere l’immobile di residenza magari, oppure ancora se dovesse rendere impossibile pagare una retta scolastica di un minore, o prendersi cura di un familiare disabile?

Una discriminazione che colpisce solo i lavoratori autonomi

C’è da aggiungere come il quadro normativo che delineato da questa, ma anche altre, nuove normative, stiano creando una profonda disparità tra le diverse categorie di lavoratori. Mentre per i professionisti il controllo è totale e parte da zero euro, per le altre figure il sistema mantiene garanzie e soglie di tolleranza molto diverse. Questa frammentazione normativa espone il credito delle libere professioni a un regime di severità estrema rispetto ad altri attori economici.

Da più parti, esperti e consulenti, testate tecniche e di settore hanno fatto notare come lo Stato stia agendo in maniera davvero non equa su altre tipologie di debito:

  • i lavoratori dipendenti mantengono una soglia di verifica fissata a 2.500 euro per stipendi e indennità;
  • le imprese che forniscono beni e servizi continuano a beneficiare del limite dei 5.000 euro;
  • il debito a ruolo per i dipendenti deve superare i 5.000 euro per diventare rilevante ai fini del blocco.

La morosità cancella il diritto al compenso

I professionisti divengono, con questa ultima modifica al codice, l’unica categoria per la quale la morosità fiscale cancella immediatamente il diritto a percepire il compenso spettante, senza alcuna franchigia di protezione. Una palese differenza di trattamento che da più parti è stata letta come una volontà precisa di colpire il reddito autonomo, per sua natura privo di tutele sindacali e di portavoce di categoria troppo influenti.

Un ambito che già vede annullate tante tutele del lavoratore ‘medio’ non potendo di fatto vantare alcuna tutela in caso di malattia, ad esempio, se non la propria assenza e di conseguenza il mancato guadagno. La tutela del credito d’impresa appare ancora solida grazie alle soglie minime, mentre il lavoro intellettuale viene equiparato a una riserva da cui attingere senza riserve per sanare le pendenze con l’erario.

Uffici pubblici paralizzati dal controllo di ogni centesimo

Un alto problema non di poco conto potrebbe far sperare in un ritardo nell’apllicazione della norma, o in qualche rivisitazione. L’impatto che questa manovra possa rappresentare per l’organizzazione interna delle pubbliche amministrazioni. Una vera e propria scure sugli uffici finanziari e contabili che dovranno gestire un carico di lavoro imponente e procedere a verificare la regolarità fiscale di ogni singolo pagamento.

Anche rimborsi spese o piccole consulenze, prevedranno l’apertura di una procedura di controllo formale che allungherà e complicherà inevitabilmente i tempi burocratici della liquidazione. Addio dunque ai pagamenti massivi o semplificati sotto soglia. Gli uffici sono chiamati a diventare l’ultimo anello della catena di riscossione, assumendosi la responsabilità di dirottare i flussi finanziari verso l’agente della Riscossione.

Questo meccanismo di controllo preventivo obbligatorio trasforma i contabili pubblici in ausiliari dell’esattore, con il rischio di paralizzare le attività ordinarie. La mancanza di eccezioni per valore rende la procedura rigida e farraginosa, nonchè di dubbio ritorno.

The post Lavoratori autonomi sempre più tartassati, salta la soglia minima nella PA appeared first on lentepubblica.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News