Rigenerazione, Comune individua 30 aree dismesse per nuovi insediamenti. Salis: “Priorità ad attività produttive”

Genova. Un piano strategico per la rigenerazione del tessuto urbano, produttivo e industriale della città, recuperando almeno trenta aree oggi inutilizzate e ancora “occupate” da impianti in disuso o altro. Questo è quanto è stato annunciato questa mattina dalla sindaca Silvia Salis, durante il convegno di Spediporto svoltosi questa mattina.
Si tratta di aree – ad oggi non ancora precisate nel dettaglio – che appartengono a tutto quel retaggio industriale dei decenni passati che si è intrecciato nella crescita urbanistica della Valpolcevera e della Valbisagno ma anche nel ponente della città. “In tante aree ci sono fabbricati che non hanno più senso di esistere e c’è bisogno di investimenti che l’amministrazione pubblica non si può permettere, ma che il privato ha interesse a fare per trovare spazio – ha spiegato Salis – E in questo senso il Comune di Genova vuole dare una mano, fare il suo e fare la sua parte per poter dare risposta a uno dei problemi che c’è in tutti i settori della nostra città, cioè la ricerca degli spazi”.
Il cuore dell’intervento, che sarà messo nero su bianco in una prossima delibera, riguarda l’identificazione di zone che hanno perso la loro funzione originaria e che oggi versano in stato di abbandono o sottoutilizzo. “Abbiamo identificato trenta aree e gli strumenti utilizzati saranno sicuramente quelli della Zona Logistica Semplificata, quindi tutti gli incentivi, le agevolazioni per gli insediamenti nell’area del porto e retroporto, ma anche la Legge Regionale 23 del 2018 – ha spiegato la sindaca – Quindi si parla di rigenerazione urbana, di consumo suolo zero, tutti elementi che sono importanti negli obiettivi che ci dà l’Europa, ma qua sono essenziali perché lo spazio non c’è, quindi lo spazio va trovato”.
Per rendere attrattivi questi siti, il Comune intende mettere in campo strumenti normativi “agili”, capaci di superare le rigidità burocratiche, aprendo anche a soluzione temporanee: “Sono aree nelle quali useremo anche lo strumento di cambiamento di destinazione del PUC temporanea, quindi per agevolare e attirare l’insediamento di chi vuole, come posso dire, riutilizzare l’area, rigenerarla, quindi liberarci di tutti i fabbricati che non servono più, che non sono più utilizzati, che sono obsoleti. Serve avere una flessibilità sul piano urbanistico per aree che per un certo, come posso dire, periodo possono essere destinate a un’attività e poi valutarne quello che è l’impatto – ha spiegato a margine Silvia Salis – Sono spazi di diverso genere, che sono stati selezionati soprattutto anche per il loro posizionamento e per quindi essere appetibili ed essere vicini alle vie di collegamento”
Una via preferenziale sarà garantita ai progetti che possano generare occupazione sul territorio: “In questo credo questi sono gli strumenti che può mettere a disposizione il Comune, quindi strumenti flessibili dedicati agli spazi che possono essere destinati anche allo stoccaggio, ma soprattutto sarebbe bello al trattamento delle materie e comunque a una ricaduta lavorativa sul territorio. C’è bisogno di investimenti che l’amministrazione pubblica non si può permettere, ma che il privato ha interesse a fare per trovare spazio. Noi vogliamo attirare quelle imprese che hanno intenzione di rigenerare gli spazi e renderli produttivi. Sono spazi che sono infrastrutturati perché sono vicino a vie di collegamento, sono stati anche scelti in questo senso per essere più attrattivi. È un buon lavoro che il Comune di Genova può fare per dare un servizio importante non solo al porto, ma a chiunque voglia fare insediamenti nuovi in città”.
In fase di definizione il quadro normativo dell’operazione: “Stiamo finendo il protocollo con Ance, quindi un ottimo rapporto tra pubblico e privato può permettere ad aree che non sono più oggetto di investimento o, appunto, di insediamento umano, una nuova vita e quindi anche nuove opportunità lavorative”. Alla domanda se questi spazi saranno oggetto di procedure pubbliche, la sindaca ha risposto affermativamente, precisando che la delibera imminente chiarirà le modalità di assegnazione: “Sì, ora nella delibera esprimeremo tutti passaggi”.
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