Ripescaggio Italia ai Mondiali, una potenziale rivale non ci spera (quasi) più
Non solo in Asia, in Europa e in Sudamerica stanno cullando il sogno di prendere il posto dell’Iran, che potrebbe non prendere parte ai Mondiali che si giocheranno in Canada, Messico e Stati Uniti. In Africa ci spera la Nigeria, come sottolineato dal sito legit.ng, che però è anche piuttosto realista. “Le Super Eagles, che speravano in un ripescaggio dopo aver perso la finale dei playoff africani contro la RD Congo, vedono ora ridursi ulteriormente le possibilità di partecipare al torneo – vi si legge -. Gli Emirati Arabi Uniti sono in pole position per sostituire l’Iran se la crisi in Medio Oriente dovesse costringerlo a ritirarsi”.
“Nessuna squadra si è ritirata dalla fase finale della Coppa del Mondo dopo il sorteggio dal 1950, il che renderebbe questa una situazione potenzialmente storica” scrive ancora il portale nigeriano. La questione ruota attorno alla posizione irremovibile di Teheran, che non vuole giocare sul suolo statunitense. L’Iran ha avanzato una nuova richiesta alla FIFA, chiedendo rigorose misure di sicurezza negli Stati Uniti per tutelare la propria nazionale e l’intera delegazione durante tutto il soggiorno americano. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Wana, la partecipazione della squadra al torneo dipenderà dalle garanzie che Donald Trump sarà in grado di fornire per i propri atleti, sia all’interno degli stadi che all’esterno. Una decisione che il governo di Teheran dovrà prendere entro i primi di maggio per evitare una multa salatissima dalla FIFA, che aveva già respinto la precedente richiesta iraniana di spostare le partite del girone (programmate a Los Angeles il 15 e il 21 giugno e a Seattle il 26 giugno) in territorio messicano.
A sorpresa, però, è arrivata una dichiarazione distensiva proprio dal commissario tecnico del “Team Melli”, Amir Ghalenoei. “Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo”, ha detto il 63enne ex centrocampista all’agenzia tedesca Dpa. Sulla stessa lunghezza d’onda si è posto il presidente della FIFA Gianni Infantino, che intervenendo al forum Invest organizzato da CNBC ha affermato che l’Iran prenderà parte “sicuramente” alla Coppa del Mondo. “Sono andato a trovarli. Sono anche una squadra piuttosto forte. E vogliono davvero giocare, ed è giusto che giochino. Lo sport dovrebbe restare fuori dalla politica”, ha dichiarato il numero uno della FIFA, aggiungendo che “ci auguriamo che per allora la situazione sia pacifica”.
Sul fronte del possibile ripescaggio, la situazione si fa comunque sempre più articolata. Secondo quanto riportato dal portale francese nicematin, l’ipotesi più accreditata in seno alla FIFA sarebbe quella di un mini-torneo intercontinentale dell’ultimo minuto tra quattro nazionali non qualificate: due europee e due asiatiche. L’Italia, attualmente tredicesima nel ranking FIFA e quindi la squadra con la posizione più alta tra quelle fuori dal Mondiale, sarebbe la prima candidata per la quota UEFA, affiancata dalla Danimarca, ventesima nel ranking. Per la quota AFC, invece, i nomi più accreditati sono quelli degli Emirati Arabi Uniti e dell’Oman. Non tutti concordano però su questo format: il telecronista della Rai Alberto Rimedio ha sottolineato come la prima alternativa all’Iran potrebbe non essere europea, indicando negli Emirati Arabi Uniti, primi degli asiatici non qualificati dopo aver perso lo spareggio con l’Iraq, il candidato più naturale per una sostituzione diretta.
Anche la Bolivia ha comunque fatto sentire la propria voce, con la federazione di La Paz pronta a una contestazione ufficiale in sede FIFA qualora venisse esclusa da un eventuale mini-torneo di ripescaggio.
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