Fra charity ambassador e manager dei valori, la carica dei bankers del bene

Aprile 18, 2026 - 07:00
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Fra charity ambassador e manager dei valori, la carica dei bankers del bene

Anche la Fondazione Mediolanum ha la sua particolare “Agenda 2030”: dal palco degli studios milanesi di via Mecenate, quelli in cui sono di casa le produzioni televisive più brillanti, è Sara Doris, la presidente, a declinarla a una larga platea di bankers, i consulenti “inventati” dal fondatore Ennio, di associazioni beneficiate e beneficiande, di clienti e di amici: «Ricordo che i numeri dei bambini che aiutiamo sono vite. Vite di bambini e famiglie da aiutare: 500mila bambini». 

Il popolo di Mediolanum

Sipario, (che non c’è ), e tutto finisce come era cominciato: con una standing ovation. Non è un rituale da convention quello dello scorso 23 marzo, anche se i family bankers sono consulenti finanziari con un’inevitabile vocazione commerciale e l’entusiasmo è una moneta che ha corso comune, qui e altrove. No, il popolo Mediolanum si conosce per nome e si vuol bene: un po’ confraternita di college, un po’ associazione di coscritti, un po’ famiglione patriarcale, ma più realisticamente una grande rete forgiata dal carisma, tutto familiare, dei Doris. Non si spiegherebbero altrimenti i risultati fatti registrare, lo scorso anno: 12,1 milioni erogati, (+2,3 sul 2024), con 49.910 persone sostenute (+117 comunità), su 453 progetti finanziati (+71), Spagna e Irlanda incluse.  Un racconto che scrive in grande la “s” di Esg, quella di Social: le tre macrofamiglie progettuali ne registrano 255 progetti nell’assistenza, 96 nella sanità e 81 nella scuola.

Sara Doris, presidente Fondazione Mediolanum e vicepresidente Banca Mediolanum

Sul palco si alternano anche i vertici della banca: c’è il presidente Giovanni Pirovano,  c’è il direttore generale Igor Garzesi e c’è il direttore commerciale Stefano Volpato perché non c’è cesura fra attività industriale bancaria e filantropica: non ci sono gli specialisti del business e quelli del bene. Alcuni, si chiamano Values manager, i 27 family banker che, spiega la presidente Doris, «hanno deciso di essere trait-d’union con i colleghi per essere più efficaci nei territori», vale a dire individuare le buone cause e sottoporle alla valutazione della Fondazione. Altri  si chiamano charity ambassador, 158 bankers «attivati in maniera speciale» a favore delle attività sociali. Sono loro i grandi protagonisti, i trascinatori, ma non è che gli altri, 5mila circa, siano avulsi da questo processo solidale: tutti, a diverso titolo, sono coinvolti, per esempio, nel fare aderire i correntisti alla formula Centesimi che contano, il programma che devolve, a ogni chiusura mensile, i centesimi di euro appunto che il saldo espone.

La sfida dei Centesimi

Racconta il segretario generale di Fondazione, Virginio Stragliotto, che nel 2013 propose questo originale meccanismo di devoluzione alla banca e come, all’inizio, la spesa per realizzare la piattaforma, circa 100mila euro, avesse spaventato tutti: «Troppi costi e incertezza sul ritorno complessivo di donazioni». Era stata proprio Doris a crederci. Sfida vinta: «Nel 2025 battuto ogni record: 1.084.059 euro», dice Stragliotto, col 20% dei conti aderenti alla formula, «ma dobbiamo arrivare al 100%», sottolinea.  Il poco dei Centesimi può contare tanto, come sanno le associazioni beneficiate negli anni: Dynamo Camp, associazione Benedetta d’Intino, Lega del Filo d’oro, a cui si è aggiunta quest’anno la Invinctus Camp di Maruggio (Ta), il cui presidente, Alfredo Longo, racconta sul palco milanese d’essersi ispirato proprio a Dynamo, il gigante della terapia ricreativa. È il primo dei protagonisti del Terzo settore sul palco. Per il Mediolanum Giving Back, il programma con cui l’istituto scegliere di legarsi alle buone cause rinunciando a parte dei propri ricavi, salgono a ritirare il loro assegno simbolico da 50mila euro e la loro salva di applausi convinti, Alberto Sinigallia di Fondazione Progetto Arca, Alberto Rigoldi di Cuamm — Medici per l’Africa, Antonella Madella Noja di Fondazione Tog.

Un family banker come amico

Per il programma Mediolanum con te, le realtà sociali sostenute grazie al “tutorato” dei family bankers, sono state presentate Casa Anna Guglielmi, che ospita le famiglie dei pazienti mielolesi impegnate in lunghi ricoveri riabilitativi all’Istituto Montecatone di Imola (Bo). “Madrina” dell’iniziativa è Selena Lanzoni una banker, da sempre sostenitrice dell’associazione, ma che ne ha visto il valore con una luce diversa, per una di quelle curve tragiche che la vita può prendere: «Ho perso mia figlia 13 anni fa e ho vissuto su di me quello che tanti genitori vivono portando i loro figli lì», dice fianco a fianco di Claudia Gasperini, presidente di Casa Guglielmi.  I bankers, prima che professionisti del wealth management sono spesso amici e amiche, persone che si entusiasmano o soffrono insieme a chi accoglie, cura, supporta.  È così anche per Cometa Asmme, associazione impegnata nella prevenzione delle malattie metaboliche ereditarie, quelle che o si diagnosticano con screening nelle prime 72 ore di vita o la vita  stessa si fa abbastanza in salita. Lo racconta Nico Costantino, che ne è affetto, e che quella battaglia la combatte ogni giorno.  Il loro angelo custode si chiama Chiara Bevilacqua, family banker ovviamente.

C’è poi la grande leva dei prestiti di soccorso: dal 2009, con 10 milioni erogati a tasso simbolico, che hanno tratto dall’inferno dell’indebitamento oltre un migliaio di persone. Il presidente Pirovano, uomo pacato, non esita a dire: «Le abbiamo aiutate a risorgere».

Il presidente di Banca Mediolanum, Giovanni PIrovano durante l’evento

Sara Doris: «Noi e quei 500mila bambini da aiutare»

Guida la Fondazione Mediolanum ed è vicepresidente di Banca Mediolanum, Sara Doris. Il fulcro di tutta l’azione filantropica è lei: sorridente, entusiasta, chiama per nome i collaboratori, bacia e abbraccia ogni banker premiato. Senza affettazione: è un’autentica leader empatica. Le chiediamo di questa sorta di “Agenda 2030”, fatta di risultati di bene da raggiungere e tutta interna a Mediolanum. «Avevamo l’obiettivo, ambizioso, di sostenere 300mila bambini al 2030», ci spiega, «perché se ti dai degli obiettivi è più facile misurare quanto stai facendo e se hai il ritmo giusto. Avendo già raggiunto quota 320mila, adesso rilanciamo. Ci siamo prefissati di arrivare a aiutarne 500mila e chiaramente questo lo si fa un passo alla volta ogni giorno». E sul fattore umano – values manger, charity ambassador – come chiave di un successo filantropico spiega che la banca faceva «attività nel sociale anche prima della nascita della Fondazione, perché la banca veniva sollecitata e davamo le nostre risposte i nostri contributi. In seguito ci siamo organizzati come Fondazione per poter fare le cose ben fatte, organizzate, efficaci, efficienti».

Sara Doris

Così si attivò la catena della solidarietà

Racconta Doris: «I nostri family banker, ma anche i colleghi di sede, spesso ci portavano a conoscenza di realtà locali in cui magari erano loro volontari, oppure  che un loro cliente aveva fondato, quindi ci stimolavano spesso nel dare aiuti e li davamo. La cosa però diventava sempre più grande. Il segretario generale della Fondazione aveva proposto che i family banker proponenti un aiuto dovessero, loro in prima battuta, fare un evento di solidarietà. Così accade: loro raccolgono fondi, noi raddoppiamo, secondo un budget, la loro raccolta. Così solo chi veramente ci crede ed è disposto a spendersi, a metterci del suo, fa l’evento». L’upgrade dell’ultimo periodo ha riguardato la rete di vendita: «Ci siamo resi conto che anche noi avevamo bisogno del sostegno dei family banker per le campagne annuali e allora abbiamo parlato con i regional manager, i 12 capi della rete di vendita, chiedendo di indicarci alcune persone all’interno dei family banker con maggiore sensibilità che potessero essere il nostro contatto, di qui i values manager. Va da sé che, quando si lavora in team, quando ci si impegna in squadra, i risultati arrivano».

Le foto di questo servizio sono delle Media relations di Banca Mediolanum. Nella foto di apertura, la vicepresidente Sara Doris illustra i risultati della fondazione del gruppo da lei presieduta.

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Redazione Redazione Eventi e News