Rinnovo Contratto Enti Locali 2022-2024: chi guadagna di più e chi di meno?
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Scopriamo nello specifico chi guadagna di più adesso e chi meno, dopo l’intesa definitiva sul Rinnovo del Contratto degli Enti Locali 2022-2024 e la sua entrata in vigore a pieno regime.
Con l’entrata in vigore del nuovo impianto, si apre una fase concreta di adeguamento degli stipendi, particolarmente rilevante in un contesto segnato dall’aumento del costo della vita.
Qui l’approfondimento con tutte le novità generali introdotte.
Aumenti in busta paga: come cambiano gli stipendi
Il nodo centrale del rinnovo riguarda l’aggiornamento delle retribuzioni tabellari. Il contratto introduce incrementi distribuiti su più anni, con un sistema che tiene conto anche delle somme già anticipate attraverso disposizioni precedenti.
Per il 2022 e il 2023, infatti, gli aumenti si concretizzano principalmente attraverso il riconoscimento dell’indennità prevista dalla normativa vigente (art. 47-bis del d.lgs. 165/2001), erogata per tredici mensilità. Si tratta, di fatto, di un anticipo sugli incrementi successivi.
La vera svolta arriva però dal 1° gennaio 2024, quando entrano in vigore i nuovi valori stipendiali definitivi. Questi importi inglobano automaticamente le anticipazioni precedenti, rendendo più lineare la struttura della busta paga e superando il sistema degli acconti.
Le differenze tra le categorie: chi guadagna di più e chi di meno
Entrando nel dettaglio, gli aumenti variano in base all’area professionale di appartenenza. Le cifre, calcolate su base mensile lorda e per tredici mensilità, delineano una chiara gerarchia retributiva.
I maggiori beneficiari risultano i dipendenti dell’area Funzionari ed Elevata Qualificazione, che registrano un incremento complessivo di circa 158 euro mensili. Questa cifra include anche una quota dell’indennità di comparto che viene stabilmente incorporata nello stipendio.
Seguono gli Istruttori, con un aumento medio di circa 145 euro al mese, mentre gli Operatori Esperti si attestano su un incremento di poco superiore ai 129 euro. Chiude la graduatoria l’area degli Operatori, con un aumento di circa 122 euro mensili.
Il quadro che emerge è coerente con la struttura organizzativa degli enti locali: le posizioni con maggiore responsabilità e competenze tecniche risultano anche quelle più valorizzate sotto il profilo economico.
Retribuzioni annue aggiornate: il nuovo quadro
Oltre agli incrementi mensili, il contratto ridefinisce anche i valori annui degli stipendi tabellari. Le nuove soglie, alle quali si aggiunge la tredicesima mensilità, mostrano una progressione coerente tra le diverse aree.
L’area dei Funzionari raggiunge una retribuzione annua che supera i 25mila euro lordi, considerando anche il conglobamento di una parte dell’indennità di comparto. Gli Istruttori si collocano poco sopra i 23mila euro, mentre gli Operatori Esperti si attestano intorno ai 20.500 euro.
Per gli Operatori, infine, il valore supera di poco i 19.700 euro annui, confermando il posizionamento più basso nella scala retributiva del comparto.
Indennità di comparto: cosa cambia davvero
Un altro elemento rilevante del rinnovo riguarda la revisione dell’indennità di comparto, una componente storica della retribuzione nel pubblico impiego locale.
Il nuovo contratto interviene riorganizzando questa voce e distinguendo tra la quota finanziata direttamente dal bilancio dell’ente e quella a carico del fondo. Una parte dell’indennità viene inoltre assorbita nello stipendio tabellare, diventando strutturale.
Per la categoria dei Funzionari, ad esempio, il valore mensile passa da 51,90 euro a 36,33 euro dopo aver trasferito una parte dell’importo allo stipendio tabellare. Analoghi adeguamenti si registrano nelle altre aree.
Questo meccanismo produce un duplice effetto: da un lato semplifica la composizione della retribuzione, dall’altro modifica il valore residuo dell’indennità stessa. Per esempio, nel caso dei Funzionari, l’importo mensile si riduce rispetto al passato proprio perché una parte è stata trasferita nello stipendio fisso.
Le tabelle retributive
Qui di seguito tutte le tabelle al completo (clicca sulle immagini per ingrandire).
Scenari futuri: alcune anticipazioni sugli aumenti del Rinnovo del Contratto per il triennio 2025-2027
Infine ricordiamo che ha già preso il via la trattativa per il rinnovo del Contratto dei Dipendenti Statali relativo al triennio 2025-2027.
Come sempre ovviamente, si lavora per prima al comparto delle Funzioni centrali, il quale rappresenta tradizionalmente il primo banco di prova dei rinnovi contrattuali del settore pubblico, questo significa che le soluzioni che emergono da questo tavolo tendono spesso a orientare anche le trattative successive negli altri comparti della PA.
Tra i temi centrali del negoziato c’è naturalmente l’adeguamento degli stipendi. Le risorse disponibili consentirebbero una revisione degli importi tabellari con aumenti progressivi a seconda del livello professionale.
Secondo le tabelle contenute nella bozza di contratto, gli incrementi a regime – previsti dal 1° gennaio 2027 – sarebbero così distribuiti:
- 119,60 euro lordi mensili per il personale inquadrato nel profilo degli operatori;
- 125,90 euro lordi al mese per gli assistenti;
- 152,90 euro mensili per i funzionari;
- fino a 208,80 euro lordi mensili per le elevate professionalità.
Si fa presente che queste cifre, allo stato attuale, riguardano il comparto di dipendenti del comparto Funzioni Centrali, che riunisce i lavoratori e le lavoratrici degli organi dello Stato e dei Ministeri, delle Agenzie che svolgono attività e funzioni tecnico-operative, degli Enti Pubblici non Economici e delle casse privatizzate.
Approvato comunque già l’atto di indirizzo per il nuovo CCNL
Quindi per avere cifre più specifiche per gli enti locali relative al triennio 2025-2027 bisognerà ancora attendere. La buona notizia, tuttavia, è che risulta già approvato in via definitiva l’atto di indirizzo l’atto di indirizzo che il Comitato di settore del Comparto Funzioni Locali rivolge all’Aran, atto indispensabile per dare il concreto avvio al processo di sottoscrizione del rinnovo per il triennio 2025-2027, atteso per la prossima estate. Le parti potranno così iniziare a incontrarsi per definire i contenuti dell’accordo.
Si fa presente, per concludere, che gli enti locali dovranno finanziare il rinnovo reperendo dai propri bilanci 329,60 milioni di euro per il 2025, 659,20 milioni di euro per il 2026 e a regime dal 2027 988,81 milioni di euro.
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