Smog e eccesso di calore tra le cause dell’aumento delle malattie orali

Mar 21, 2026 - 04:00
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Smog e eccesso di calore tra le cause dell’aumento delle malattie orali

Oggi si celebra la Giornata Mondiale della salute orale, per questa occasione la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), ha organizzato un convegno a Rimini per il 24esimo Congresso Nazionale. Da studi effettuati è emerso un considerevole aumento a livello globale di parodontiti gravi, infatti si è passati da 559 milioni di casi riscontrati negli anni Novanta, alla cifra più che drammatica di 1,1 miliardi di oggi. Gli esperti inoltre hanno considerato un ulteriore aumento che porta la già considerevole cifra a 1,5 miliardi entro il 2040, cioè poco più che domani.

Per il Presidente della SIdp, Leonardo Trombelli, “Serve un modello di cura più semplice basato su terapie meno invasive, con riduzione del 60% del tempo operatorio e di 4 volte del consumo di biomateriali, a parità di efficacia clinica”.

I numeri sopra citati sono emersi dal Rapporto del Global Burden of Disease che ha analizzato i dati dal 1990 in 204 Paesi. In soli 30 anni, la cifra è più che raddoppiata, considerando la popolazione mondiale, la Parodontite ha colpito circa il 14%. Restando in Europa, risulta la Germania la nazione più colpita con un aumento del 24%, contro l’11% della Francia, l’8,5 della Gran Bretagna, il 4% della Spagna e purtroppo con un 15,7% dell’Italia. Un boom di parodontiti nella Penisola, le persone affette da parodontite sono passate dagli oltre 6milioni degli anni ’90 agli attuali 9milioni. Dati allarmanti, fanno sapere gli esperti, che vanno a gravare sulla salute pubblica. Questo problema sanitario – ha riferito il presidente Trombelli, che è professore ordinario di Parodontologia all’Università di Ferrara – è stato riconosciuto anche recentemente dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la quale ha inserito in un documento sulle malattie non trasmissibili per la prima volta la salute orale tra le priorità globali per la salute generale.

Tenendo presente l’invecchiamento della popolazione, gli esperti SIdP, si legge nella nota stampa, propongono un modello clinico più essenziale all’insegna del “fare di più con meno”, che privilegia cure meno invasive, possibilmente con un ridotto impatto sull’ambiente.  “Quando l’intervento è necessario, si preservano i tessuti e si riduce al minimo il trauma chirurgico, mantenendo il più possibile l’anatomia naturale.  L’uso di tecniche microchirurgiche e di maggiore precisione consente una manipolazione più delicata dei tessuti, con effetti positivi sulla guarigione. Questo approccio comporta interventi più brevi, un recupero più rapido, meno dolore e una minore infiammazione post-operatoria.  Ne consegue una migliore aderenza del paziente alle cure e una maggiore sostenibilità economica, sottolinea il presidente Trombelli. Nella terapia non chirurgica parodontale l’uso di tecniche di strumentazione a ridotta invasività eseguite in un’unica seduta, dimostra efficacia simile, con riduzione del 60% del tempo alla poltrona per il paziente. Anche le tecniche di aumento di osso nel seno mascellare con un approccio minimamente invasivo, determinano una riduzione di circa il 50% della dose di anestetico e del tempo operatorio e una riduzione di 4 volte del consumo di biomateriali a parità di efficacia clinica”.

LO SMOG ED ECCESSO DI CALORE MINACCIANO ANCHE LA SALUTE ORALE

Secondo gli esperti, lo smog e l’eccesso di calore sono tra le cause che minacciano anche la salute orale, innalzano del 9% il rischio di parodontite. Nel contesto attuale della medicina e dell’odontoiatria – come riportato dalla nota stampa – il paradigma emergente è rappresentato dall’integrazione tra salute individuale, sostenibilità delle cure e tutela dell’ambiente secondo il modello One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute umana ed ecosistemi e impone una valutazione degli interventi sanitari anche in termini di impatto ambientale e sociale. In questa prospettiva, il principio “Less is More – Meno è Meglio ” si traduce anche nella ricerca di strategie terapeutiche capaci di ridurre il carico biologico delle cure, perché anche l’ambiente può essere una minaccia per la salute orale, come dimostrano evidenze scientifiche recenti, sebbene il suo impatto complessivo rimanga ancora solo parzialmente esplorato.

Sottolinea il Presidente Trombelli che “due analisi della letteratura pubblicate sul Journal of Clinical Periodontology e sul British Dental Journal hanno recentemente evidenziato come inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici siano associati ad aumento dell’incidenza delle malattie paradontali, con un incremento del rischio fino al 9% per ogni aumento annuo di 10 μg/m³ di PM2.5. In particolare, lo studio sul Journal of Clinical Periodontology, condotto in Cina su oltre 13.000 soggetti ha mostrato che l’esposizione cronica al particolato fine è associata a un aumento significativo della parodontite, verosimilmente attraverso meccanismi di stress ossidativo, danno al DNA delle cellule epiteliali orali e amplificazione della risposta infiammatoria sistemica e locale.”  Il particolato atmosferico è formato da una miscela complessa di particelle solide e liquide di natura organica o inorganica, sospese nell’aria e aventi dimensioni da pochi nanometri fino ad oltre la decina di micrometri (fra 10-3 e 102 micron).

Concludendo riferisce il presidente Trombelli “Queste evidenze preliminari sembrerebbero suggerire che inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici possano aumentare la suscettibilità individuale alla parodontite, rendendo il cavo orale più vulnerabile ai batteri. In questa cornice, il congresso “Less is More” si configura come un momento di sintesi culturale e scientifica, volto a integrare riduzione dell’invasività terapeutica, contenimento dell’invalidità e, non ultimo,  sensibilità ambientale, riconoscendo che la salute orale è parte integrante della salute globale del pianeta e delle popolazioni.”

(Fonte Ufficio Stampa SIdP)

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