25 Aprile, Meloni: “Amore per la libertà unico antidoto ai totalitarismi” – La diretta

Aprile 25, 2026 - 12:00
 0
25 Aprile, Meloni: “Amore per la libertà unico antidoto ai totalitarismi”  – La diretta

All’Altare della Patria si rinnova il rituale della deposizione di una corona di alloro in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione. Insieme al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presenti anche la premier Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Su X, intanto, Matteo Salvini posta il suo messaggio: “Contro ogni dittatura e ogni regime. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite”.

Un’evidente presa di distanza, quella del leader della Lega, da Roberto Vannacci, che nei giorni scorsi aveva affermato che avrebbe festeggiato San Marco e non la Liberazione.

Festa delle Liberazione – La diretta
Inizio diretta: 25/04/26 09:00
Fine diretta: 25/04/26 20:00
Renzi: "Felice di aver festeggiato a Firenze, viva la libertà"
Evento in sostegno del candidato per la lista Azione-Italia Viva alle elezioni regionali del Lazio Luciano Nobili

“Felice di aver partecipato alle cerimonie per la Festa della Liberazione nella mia Firenze. Viva il 25 aprile, viva la memoria, viva la libertà! Viva l’Italia!”. Lo scrive sui social il leader di Iv Matteo Renzi.

Carfagna (Nm): "Festeggiamo l'Italia libera, sia giornata di unità"
Mara Carfagna

“Oggi festeggiamo l’Italia libera e democratica, nata dal sacrificio di quanti, pur nelle diversità, seppero unirsi contro la dittatura nazifascista e nella lotta per restituire al nostro Paese dignità, libertà e diritti. A ottant’anni dalla scrittura della nostra Costituzione, nella quale tutti ci riconosciamo, è giunto il momento di fare del 25 aprile una giornata di condivisione dei valori della democrazia, contro ogni forma di intolleranza, di odio e di barbarie. Chi, al contrario, pensa di utilizzare questa data come un’occasione per riportare divisione, odio e settarismo offende le conquiste della nostra democrazia, che è forte e stabile non soltanto all’interno delle Istituzioni ma anche e soprattutto tra le persone, nella partecipazione popolare. Onoriamo allora la Liberazione nello spirito di chi ha combattuto pensando ad un’Italia unita, libera e democratica e non certo divisa in fazioni, tenendo viva la memoria delle conquiste dei nostri padri, dei nostri nonni, delle nostre madri, delle nostre nonne. Viva la Repubblica e buon 25 aprile a tutti”. Lo scrive su X Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati.

Costa (FI): "Libertà e unità valori da custodire"

“Non c’è valore e diritto più grande della libertà, che appartiene a ogni uomo e a ogni popolo. Il 25 Aprile riafferma questo principio, che è di tutti e che è costato la vita a migliaia di persone: partigiani, cattolici e liberali che, insieme, liberarono l’Italia dall’oppressione nazifascista. Oggi più che mai, di fronte ai conflitti che attraversano il mondo, libertà e unità sono valori da custodire, per lasciare ai nostri figli un mondo libero e in pace”. Così, in una nota, Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia.

Bettini (Pd): "Inquieto per l'assuefazione a tutto ciò che accade"

“Il 25 aprile del 1945 significò la libertà. Una libertà sostanziale e di popolo. Il 25 aprile fu libertà, per cominciare una nuova storia. Fu libertà patriottica, nazionale, democratica. Fu libertà per scrivere cose nuove, inedite sulla lavagna del futuro. Togliatti, rivolgendosi ai giovani di Salò, disse che con loro vi era stato un ‘fraintendimento’. Capite? Un ‘fraintendimento’. Ecco il 25 aprile fino a qualche anno fa: fino alla scomparsa (nella realtà della vita) di tante parole che oggi risultano vuote, prive di riferimento, suoni che rimbalzano in modo casuale. In questo 25 aprile, nel mio 25 aprile, non sono preoccupato di qualche saluto romano che ritorna, delle sceneggiate a Predappio, di poche orride bandiere nere che sventolano ancora. Sono sgradevoli. Ma sono marginali e vogliono confondere e nascondere ciò che davvero ci deve allarmare. Il mio 25 aprile lo vivo inquieto e come inestinguibile appiglio interiore, per resistere a qualcosa di nuovo, di inquietante e ormai diffuso: l’assuefazione alla perdita di ciò che ci ha tenuto in piedi nella ricerca del senso della vita”. Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del PD e direttore di Rinascita, in un editoriale pubblicato in occasione della Festa della Liberazione dalla rivista da lui diretta. “Sono i vuoti che fanno male. Il pulviscolo che ci rende piume al vento. Le parole maledette; vale a dire mal dette, come rivoluzione, riformismo, liberalismo, diritti, forza e denaro che ognuno se le tira come vuole. C’è una assuefazione a tutto, che attraversa ‘dentro’ anche noi democratici. È sdoganata la parola guerra. Se un tempo persino Craxi e Andreotti furono capaci di alzarsi in parlamento e giustificare la lotta armata dei palestinesi, oggi non riusciamo neppure a riconoscere l’esistenza di quel popolo martoriato, massacrato dalla follia nazionalista di Netanyahu. Se un tempo si cercava come obiettivo la pace, il compromesso, l’equilibrio persino del ‘terrore’: oggi i ‘volenterosi europei’ si entusiasmano per la guerra. Se un tempo l’America interveniva nel mondo, anche attraverso la forza, ma capace ancora di esprimere un’egemonia ideale e culturale, oggi quel grande Paese, più fragile di quanto si pensi, disunito, scontento e violento, fa la guerra per ribadire un potere calante, un dominio in declino, una politica di pura forza connessa agli affari”, aggiunge.

“Se un tempo intervenire sulla Costituzione italiana era cosa riflettuta, aperta alla collaborazione di tutti, nell’interesse nazionale, oggi è diventato un (fallito!) tentativo politico di parte, un colpo di mano, una tigna neo-autoritaria. Se di continuo muoiono i migranti in mare, non c’è motivo umanitario per salvarli, piuttosto un bonus economico per gli avvocati che convincono quelli sbarcati a ritornare indietro. Non c’è più indignazione – aggiunge Bettini – Il nostro 25 aprile è riaprire i rubinetti dell’umano, dell’empatia, della fraternità, della solidarietà, della redistribuzione delle ricchezze, della partecipazione delle persone, dell’uso della tecnica e della scienza per il miglioramento dei popoli e non per il profitto di piccole élite, ricchissime e solitarie. Il mio 25 aprile è diradare quella ‘linea d’ombra’ che ci costringe a combattere su un terreno tremendamente arretrato. La libertà nel secondo Novecento l’abbiamo consumata voracemente, rompendo gli ostacoli che intendevano ingabbiarla. Ma oggi, il mio 25 aprile, concerne una libertà che ci attraversa dentro. La libertà di sottrarsi, appartarsi, reagire alla condanna di essere solo consumatori e non cittadini, dispersi, disorientati e sofferenti. È la libertà dello spirito. La libertà di essere moderni e pragmatici (un altro po’?) e nello stesso tempo coltivare una scissione tra noi e il presente, un appartarsi, uno spazio insindacabile e non disponibile. Lo spazio per salvaguardare non soltanto una continuità democratica che pure va messa a riparo. Non solo quel 25 aprile che ci diede la libertà. Non solo la considerazione serissima degli esiti che possono scaturire da una vittoria dell’odierna destra, che se prevalesse avrebbe anche la possibilità di eleggere un Presidente della Repubblica sradicato dalla storia costituzionale del Paese; ma anche la libertà di non manomettere la continuità biologica della nostra specie, che, sotto la superficie della storia, abbiamo saputo conservare nella vicenda umana. Quella continuità biologica che ha in sé l’apertura all’altro, la necessità della collaborazione, l’amore per il gratuito e il bello, la sorpresa innocente verso la grazia della vita, con il suo mistero, il suo incerto destino, e la sua unicità e autenticità”, conclude.

L'Anpi depone una corona a Porta San Paolo a Roma

Una delegazione dell’Anpi, l’Associazione nazionale dei partigiani, ha deposto una corona di alloro in omaggio ai caduti della Resistenza alla lapide di porta San Paolo a Roma in occasione del 25 Aprile. Dopo un momento di raccoglimento, conclusosi tra gli applausi dei presenti, la delegazione è rientrata all’interno del corteo, che poi ha iniziato la sua marcia in direzione di Parco Schuster.

Tensioni a Roma durante il corteo, usato spray urticante

Momenti di tensione a Porta San Paolo durante la fase di raduno dei partecipanti al corteo per la festa della Liberazione. Un gruppo di attivisti, tra cui il presidente di +Europa Matteo Hallissey, è arrivato in piazza esponendo bandiere dell’Ucraina, ma ha incontrato l’opposizione di esponenti dell’area comunista e dei movimenti dell’estrema sinistra già presenti sul posto. Nel confronto si sono registrati momenti di scontro e, secondo quanto riferito, sarebbe stato utilizzato anche spray urticante.

Lepore: "La giornata più bella del nostro paese"
Bologna - Conferenza Stampa presentazione della Casa dell’ incontro e del dialogo tra religioni e culture

“La grande partecipazione popolare ad iniziative come questa e anche al Referendum sulla Giustizia di un mese fa ci ha ricordato, che il popolo italiano è più unito che mai quando si tratta di difendere la Costituzione e questo ci rende ancora una volta un paese, più democratico, più unito e capace di includere idee differenti. E’ infatti la Partecipazione a questi momenti il nostro collante, diciamolo chiaro a chi tentenna sui finanziamenti ai progetti della memoria per le scuole o a chi chiede di dimenticare o archiviare l’antifascismo. Il 25 aprile è la giornata più bella del nostro Paese e della nostra storia, per tutti noi è una bella giornata di Festa avvolta nella bandiera tricolore, piena di musica, di impegno e riflessione, ma non possiamo iniziare senza ricordare che in questo momento nel mondo perdurano circa 100 conflitti armati, che nel 2025 hanno prodotto 100 milioni di sfollati e un numero imprecisato di morti, per un 90% civili”. Così il sindaco di Bologna Matteo Lepore intervenendo alle celebrazioni dell’81° anniversario della Liberazione in piazza Nettuno. “Nel mondo è di nuovo in atto una strategia di distruzione e tentativo di cancellazione di interi popoli da parte di alcune élite politiche, militari e finanziarie. Regimi nazionalisti, religiosi o con smanie imperiali”.

 

Mattarella arrivato a San Severino per celebrare la Liberazione

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a San Severino Marche (Macerata) per partecipare alla cerimonia in occasione dell’81° anniversario della Liberazione. Il Capo dello Stato, accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, è stato accolto dagli applausi dei presenti; poi ha deposto una corona d’alloro in memoria dei caduti. Alle finestre delle case sventolano le bandiere tricolori e sono diversi i cartelli “Benvenuto presidente”.

Meloni: "Amore per la libertà unico antidoto ai totalitarismi"

“Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del dell’81° anniversario della Liberazione

Meloni richiama le parole di Mattarella: "Sia momento di coesione nazionale"

“Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del dell’81° anniversario della Liberazione.

Meloni: "Celebriamo valori della Carta dopo la sconfitta dell'oppressione fascista"

“Oggi l’Italia celebra l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia. Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione del dell’81° anniversario della Liberazione.

Locatelli: "Libertà e dignità valori essenziali per una società inclusiva"

“Oggi, 25 aprile, riflettiamo ancora di più sul senso della libertà di un popolo e della sua storia. Oggi in un mondo sempre più complesso e travolto da conflitti, ingiustizie e incertezze pensiamo a quanto vale la vita di ogni Persona. La dignità, la vita indipendente, l’autonomia, il diritto di tutti alla piena cittadinanza, sono elementi essenziali per una vita libera per tutti, senza lasciare indietro nessuno”. Così Alessandra Locatelli, ministro per le disabilità su X.

Landini: "Democrazia la difendi praticandola"

“La democrazia la difendi praticandola e siccome nel mondo e anche da noi è in atto un tentativo di rovesciare la democrazia e cancellare la Costituzione credo che mai come oggi sia importante difendere la Costituzione. La democrazia esiste perché è stato sconfitto il nazismo e il fascismo, se siamo qui è perché c’è la democrazia”. Così il segretario Cgil Maurizio Landini parlando a margine della manifestazione di Roma

Marco Meloni (Pd): "Liberazione è di tutti, ricordare per onorare la Repubblica"

“Una staffetta che pedala nella nebbia con un messaggio cucito nell’orlo della gonna. Un operaio che incrocia le braccia davanti alla catena di montaggio. Una suora che apre la canonica a chi è braccato. Un professore universitario che scrive a sua moglie e a sua figlia: ‘il mondo migliorerà, siatene certe, e se per questo è stata necessaria la mia vita, sarete benedette’. Il 25 aprile del 1945 fu il culmine della Resistenza, fu la Liberazione dalle atrocità della dittatura fascista e dalla barbarie dell’occupazione nazista: uomini e donne, cittadini e cittadine, fecero una scelta coraggiosa. Avevano deciso – molti di loro in giovinezza – che valeva la pena rischiare tutto, anche la vita, perché noi potessimo non rischiare niente. Da quel giorno, fu libertà e democrazia. Nacque la Costituzione, democratica e antifascista, che scolpisce parole e valori su cui, ancora oggi, poggia la nostra Repubblica, che tutela la libertà e i diritti di tutte e tutti. Anche di chi – anche oggi, ancora oggi, oltre 80 anni dopo – quella scelta coraggiosa ha deciso di non riconoscerla per non meglio precisate ragioni di bassa propaganda politica, assimilandola alla viltà di chi combatteva accanto ai nazisti a Salò”. Così sui social il senatore Pd, Marco Meloni, che ha partecipato alle manifestazioni per la Festa della Liberazione a Quartu Sant’Elena, con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, per la posa di una corona d’alloro. “La Festa della Liberazione appartiene a tutte e a tutti e ci chiede di custodire ciò che ci è stato consegnato. Di ricordare e raccontare, pronunciando le parole per le quali molte italiane e molti italiani, come quella staffetta, quell’operaio, quella suora e quel professore, oltre 80 anni fa, hanno pagato un caro prezzo, in molti casi la loro stessa vita: libertà, democrazia, dignità, pace”, ha aggiunto

Polizia ricorda Medaglia d'oro al merito civile

Nella giornata dedicata alla liberazione dell’Italia, la Polizia di Stato ricorda la Medaglia d’oro al merito civile, concessa lo scorso anno in occasione del suo 173° anniversario, dal Presidente della Repubblica alla Bandiera della Polizia con la seguente motivazione: “All’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, in un momento tra i più difficili della storia d’Italia, gli appartenenti alla Pubblica Sicurezza con diversi gradi, ruoli e responsabilità, divisi nelle azioni, ma uniti negli ideali di libertà e di giustizia, operarono nei reparti e negli uffici di Polizia, opponendosi al regime di occupazione ed alla legislazione razziale. Le non comuni virtù di coraggio e abnegazione, anche sino all’estremo sacrificio, determinarono 164 caduti, a testimonianza del loro valoroso contributo alla Guerra di Liberazione, consegnandolo così alla memoria eterna della Patria”.

Battistoni (FI): "Significato storico va onorato tutti i giorni"

“Il 25 aprile porta con sè due significati fondamentali: la libertà conquistata, la costruzione della democrazia dopo l’incubo nazifascista. È una ricorrenza che ci richiama, oggi più che mai, al valore concreto e non scontato della libertà, soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, anche alle porte dell’Europa. Rendiamo omaggio a tutte le donne e gli uomini che, provenendo da storie e culture diverse, seppero unirsi per restituire al nostro Paese dignità e futuro. Il loro sacrificio ci affida una responsabilità precisa: custodire ogni giorno la democrazia e renderla ancora più forte con il rispetto nelle differenze, il dialogo e il senso delle istituzioni”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia e segretario di Presidenza della Camera Francesco Battistoni.

Schlein: "Non solo memoria, dobbiamo far vivere la Costituzione"

Il 25 aprile “non è soltanto un momento in cui commemorare le stragi nazifasciste e commemorare chi ha fatto la Resistenza per consentirci di vivere in libertà e democrazia ma è anche un momento in cui chiederci cosa possiamo fare noi per essere all’altezza di questo ricordo e di questa memoria che va tramandata e preservata, deve passare dalle scuole, dalla cultura”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti a Sant’Anna di Stazzema, sulle Apuane, dove partecipa alle celebrazioni per la festa della Liberazione. “Il frutto del 25 aprile è la nostra Costituzione antifascista, questo lo ha ricordato anche il presidente Mattarella, e allora dobbiamo fare vivere quella Costituzione, ancora oggi, anche nelle parti in cui non è ancora attuata, in cui ancora alcuni cittadine e cittadini la sentono distante perché sentono che il diritto alla salute non è garantito, che il diritto al lavoro e a una retribuzione equa e dignitosa non è garantito – ha aggiunto – Questo è il lavoro che dobbiamo fare per essere all’altezza di quella memoria. Assicurare che i diritti sanciti dalla nostra meravigliosa Costituzione, nata dalla Resistenza, arrivino a tutti, perché il 25 aprile è la festa fondativa della Repubblica ed è di tutti gli italiani”. “Per me è una grande emozione e un grande onore essere qui, ringrazio il sindaco di Sant’Anna di Stazzema per l’invito a commemorare l’eccidio brutale compiuto qui da nazisti e da fascisti ai danni della popolazione civile inerme – ha ricordato la leader dem – 560 persone sono state uccise con una premeditazione brutale e nel modo più efferato, tra questi 130 bambini, abbiamo incontrato anche dei superstiti”.

Bergamini (FI): "Fondamento della nostra vita democratica"

“Il 25 aprile è una data che appartiene a tutti gli italiani e rappresenta il fondamento della nostra vita democratica. È il simbolo di un popolo che seppe restituirsi un domani dopo la tragedia del nazifascismo. È il simbolo del sacrificio di tante donne e tanti uomini per riannodare il filo della libertà. È il simbolo di quei ragazzi delle truppe alleate partiti da lontano, per dare all’Italia un futuro. Molti di loro persero la vita per farlo. Per tutto questo la Liberazione costituisce un monito potente, valido per tutti e che tutti hanno il diritto di fare proprio. Lo ricordò Silvio Berlusconi a Onna nel 2009. Lo ricordiamo noi oggi”. Lo ha detto Deborah Bergamini, vice segretario di Forza Italia, alla celebrazione del 25 aprile a Lucca.

Rocca: "Memoria condivisa e impegno a riaffermare valori comuni"

“Celebriamo l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione dal nazifascismo che segnò l’avvio del cammino che portò alla nascita della Repubblica e della Costituzione, fondamento della nostra democrazia”. Così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. “Il 25 aprile è una ricorrenza che, oggi più che mai, non può essere terreno di divisione, ma deve elevarsi a momento di memoria condivisa perché espressione di valori che sono patrimonio comune e che guidano ancora oggi la nostra convivenza civile. In un tempo attraversato da nuovi conflitti, richiama l’impegno a riaffermare con forza quegli ideali perché continuino a vivere nelle giovani generazioni”, conclude Rocca.

A Roma la nuova opera di Laika, "Senza memoria non c'è futuro"

In occasione della Festa della Liberazione dal nazifascismo, la street artist Laika firma una nuova opera apparsa nella notte tra il 24 e il 25 aprile nel quartiere della Garbatella, a Roma, luogo simbolo della Resistenza capitolina. Il lavoro, realizzato in collaborazione con i collettivi Join the Resistance e Artivismo, si intitola “Senza memoria non c’è futuro” e ritrae un nonno partigiano che regala un fiore rosso alla sua nipotina. Il poster è accompagnato da un estratto di Oltre il Ponte, brano scritto da Italo Calvino nel 1959: “E vorrei che quei nostri pensieri, quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri, o ragazza color dell’aurora”. L’artista ha dichiarato: “Quel fiore è un passaggio di testimone. I nostri nonni hanno combattuto, e spesso sacrificato la propria vita, per la libertà e per la democrazia. Le loro storie e i loro gesti sono la memoria storica su cui si fonda la nostra Italia antifascista. Oggi è il giorno per ricordarli, ringraziarli, custodire le loro testimonianze e per continuare a lottare con sempre maggiore determinazione, a difesa della nostra libertà e di quella delle generazioni future”. L’artista ha sottolineato come il Governo Meloni abbia abituato i cittadini a numerosi tentativi di normalizzazione del fascismo, anche attraverso una retorica di pacificazione che non reggerebbe al confronto con la storia. Ha citato come ultimo esempio le dichiarazioni del Presidente del Senato Ignazio La Russa, che aveva tentato di equiparare i fascisti della Repubblica di Salò ai partigiani. Di fronte a simili tentativi di riscrivere la storia, Laika ha ribadito come sia fondamentale “conservare e soprattutto diffondere la memoria storica del Paese, affidando alle generazioni future il compito di apprenderla e, a loro volta, preservarla e diffonderla, affinché certe atrocità non abbiano mai più a ripetersi. Viva l’Italia antifascista”.

Casini: "Lotte di Liberazione e Resistenza sono elementi costituenti Repubblica"
Rai, trasmissione Porta a Porta condotta da Bruno Vespa

Celebrando il 25 aprile nel comune di Modigliana (Forlì-Cesena) l’ex Presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha ricordato le lotte di Liberazione e la Resistenza come elementi costituenti della Repubblica italiana. “Questa giornata – ha detto – non appartiene a una parte politica ma a tutti gli italiani perché, superate le contrapposizioni ideologiche del Novecento, tutti noi ci riconosciamo nella Costituzione e nella lotta antifascista. Nostalgie e malintesi su questo punto non sono possibili: d’altronde la destra italiana, dalla svolta di Fiuggi in poi, ha superato gli equivoci del passato riconoscendo che, nella storia, tutti meritano rispetto ma non tutti hanno le stesse ragioni”.

Lupi (Nm): "Non separare la Liberazione dalla pace"

“Il 25 Aprile è una data importante per tutti gli italiani, e deve quindi essere la festa di tutti gli italiani. La memoria del giorno della Liberazione deve essere l’affermazione della libertà per tutti. Per questo è festa nazionale. Perché unisce, perché non esclude. Perché così la pensò Alcide De Gasperi quando la istituì ottant’anni fa. Nel contesto internazionale di oggi il 25 Aprile si arricchisce di un significato particolare, perché il 25 Aprile è una pagina della storia d’Italia che si intreccia con quella dell’Europa, devastata dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Vorrei oggi allora ricordare le parole di Papa Giovanni XXIII, drammaticamente attuali: ‘Non si deve permettere che la sciagura di una guerra mondiale con le sue rovine economiche e sociali e le sue aberrazioni e perturbamenti morali si rovesci per la terza volta sull’umanità’. La memoria della Liberazione serva ad aumentare questa consapevolezza che ci viene autorevolmente richiamata anche dall’attuale Pontefice: ‘La pace si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica’”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.

Calenda: "Libertà non si conserva stando fermi, si difende"

“Buon 25 aprile. Nella speranza che questa ricorrenza restituisca a tutti noi il vero senso la parola ‘resistenza’. Che non è uno slogan da esibire una volta l’anno. È una lezione precisa: la libertà non si conserva stando fermi, non si ottiene chiedendo gentilmente pietà a chi vuole toglierla. Si difende. Con coraggio, con scelte difficili, spesso a un costo altissimo. I partigiani lo sapevano come lo sanno gli Ucraini”. Lo scrive sui social il leader di Azione Carlo Calenda.

Ruotolo (Pd): "Messaggio della Resistenza è più che mai attuale"

“Sono passati 81 anni da quando l’Italia si è liberata dal nazifascismo, ma quel messaggio resta vivo. Ci parla oggi, qui, adesso. Le parole del Presidente Sergio Mattarella ci ricordano che libertà e pace non sono conquiste definitive: possono arretrare, possono essere messe in discussione, possono essere travolte dalla ‘legge del più forte’, cioè dalla barbarie. Oggi, mentre nel mondo tornano guerre, nazionalismi e violazioni del diritto internazionale, il messaggio della Resistenza è più che mai attuale. Difendere la democrazia significa contrastare ogni deriva autoritaria, ogni tentazione di riscrivere la storia, ogni indebolimento dei diritti. Il 25 aprile è questo: è la scelta, ogni giorno, tra la forza del diritto e il diritto della forza. Perché la libertà non è mai garantita per sempre. Va difesa. Ogni giorno”. Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare.

De Poli (Udc): "Dedichiamo festa della Liberazione al popolo ucraino"

“Il 25 aprile è una ricorrenza che appartiene all’Italia e agli italiani, a coloro che si riconoscono nella nostra Costituzione antifascista. I valori che ispirano la nostra convivenza civile fanno parte del nostro Dna culturale: oggi abbiamo il dovere di trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni affinché, in un momento in cui il modello del più forte appare sempre più attraente, prevalga la cultura della democrazia e della libertà contro la deriva della prevaricazione. In questa giornata il mio pensiero affettuoso va al popolo ucraino che, da oltre 4 anni, è protagonista di un’eroica resistenza”. Lo afferma il senatore e segretario nazionale Udc Antonio De Poli in occasione della Festa della Liberazione.

In Germania il St. Pauli celebra la Festa della Liberazione

La squadra del St. Pauli, storico club di Amburgo, celebre per la sua identità progressista, antifascista e antirazzista, celebra il 25 aprile. Al Clubheim del Millerntor Stadion andrà infatti in scena la Festa della Liberazione, appuntamento dedicato al 25 aprile italiano e alla liberazione dal nazifascismo, si legge in una nota del sito dedicato al club, tuttostpauli.com. “L’iniziativa, – si legge – sostenuta da realtà antifasciste e associative italiane e tedesche, rappresenta un momento importante anche per chi vive ogni giorno lo spirito del Fc St. Pauli: memoria storica, solidarietà internazionale, rifiuto di ogni forma di odio e discriminazione”. Il programma inizierà alle 19:10 con i saluti istituzionali e gli interventi di rappresentanti della Vvn (l’organizzazione tedesca formata da perseguitati e resistenti al nazismo), dell’Anpi Europa e di altre organizzazioni impegnate nella difesa della memoria resistenziale. Alle 19:30 spazio a un racconto storico particolarmente significativo: la vicenda di due soldati tedeschi che durante l’occupazione nazista decisero di passare dalla parte della Resistenza, scegliendo il coraggio invece dell’obbedienza. Alle 20:30 la serata proseguirà con musica dal vivo grazie a Mari & the Looper, per chiudere l’evento in un clima di partecipazione popolare e condivisione. “Per il mondo St. Pauli, – conclude la nota – da sempre vicino ai valori dell’antifascismo militante e della giustizia sociale, sarà un appuntamento da vivere e sostenere. Perché il 25 aprile non è solo memoria del passato, ma impegno presente”. 

Centinaio: "Liberazione grazie a chi superò le divisioni"

“Uomini e donne. Civili e militari. Liberali, azionisti, repubblicani, socialisti e comunisti. Cattolici ed ebrei. Italiani, inglesi e americani. Grazie a tutti loro, è stato possibile liberare l’Italia da fascismo e nazismo. Chi oggi vorrebbe il 25 aprile come la festa di una sola parte, dovrebbe ricordare il loro esempio, il loro coraggio di mettere da parte le divisioni per un obiettivo comune. La pace, la libertà. Chiunque creda in questi valori, oggi ha il diritto di festeggiare. Buon 25 aprile!”. Lo scrive in una nota il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio.

Fratoianni (Avs): "In partenza per Milano, grande corteo di popolo"

“E oggi, come ogni anno, in partenza per #Milano: fra poche ore un grande corteo di popolo per il #25Aprile!”. Lo scrive su X Nicola Fratoianni di Avs postando le foto della partenza in treno e il manifesto di Avs per la Festa della Liberazione ‘… una mattina mi son svegliata’.

Consegnata corona d'allora all'ambasciata cubana a Roma

In occasione del 25 aprile un corteo di alcune centinaia di persone è partito dalla sede romana della FAO e si è diretto sotto l’ambasciata cubana in segno di supporto contro il blocco statunitense imposto all’isola: “Resistere all’imperialismo, opporsi al riarmo, dalla parte dei popoli che resistono”. I manifestanti, aderenti, tra gli altri, alle sigle di Potere al Popolo, OSA e Cambiare Rotta, USB, Movimento per il diritto all’abitare e rappresentanti di alcuni movimenti palestinesi in Italia, hanno sfilato su viale Aventino intonando cori antifascisti. Ad accoglierli l’ambasciatore cubano in Italia Jorge Luis Cepero Aguilar, che ha tenuto un breve discorso, al termine del quale i manifestanti hanno consegnato una corona d’alloro in ricordo dei 32 cubani rimasti uccisi durante la cattura del presidente venezuelano Maduro, posizionandola sotto un busto di Josè Marti all’interno del cortile dell’ambasciata. Dopo l’omaggio all’ambasciata cubana, il corteo si è diretto verso porta San Paolo, dove ha deposto un’altra corona sotto la lapide dedicata ai caduti della Resistenza, per poi sciogliersi.

La Russa: "Ad Altare della Patria per celebrare doverosamente la Liberazione"
Ignazio La Russa (Foto Claudio Furlan/LaPresse)

“Oggi all’Altare della Patria con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le Alte Cariche dello Stato per celebrare doverosamente la ricorrenza del 25 aprile”. Lo scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Fumarola (Cisl): "Non c’è democrazia solida senza lavoro dignitoso"

“Ci sono parole che attraversano il tempo senza perdere significato. Libertà, dignità, democrazia. Il 25 aprile le restituisce alla loro verità più profonda. Non come memoria distante, ma come responsabilità viva”. Così in un intervento sul quotidiano cattolico ‘Avvenire’, la leader della Cisl , Daniela Fumarola sull’ottantunesimo anniversario della Liberazione. “La storia della Liberazione è fatta di scelte. Donne e uomini, spesso giovanissimi, decisero di non voltarsi dall’altra parte. Di opporsi alla violenza, di difendere la dignità della persona, di rischiare tutto per un’idea di Paese libero. In quelle scelte c’è il fondamento della nostra Repubblica- aggiunge Fumarola- Eppure, ciò che rende davvero grande quella stagione non è solo il coraggio individuale. È la capacità collettiva di costruire unità. Donne e uomini diversi per cultura, fede, orientamento politico seppero riconoscere ciò che contava di più. Seppero scegliere insieme. È questa la lezione più attuale della Resistenza: non l’assenza di differenze, ma la forza della coesione”, annota la Segretaria Generale della Cisl che oggi parlerà a nome dei tre sindacati confederali nella manifestazione dell’Anpi prevista nel primo pomeriggio a Milano. “Le trasformazioni economiche e tecnologiche, le tensioni internazionali, le disuguaglianze che crescono mettono alla prova la tenuta della democrazia. Non basta ricordare. Serve ritrovare lo stesso spirito costruttivo, la capacità di convergere su obiettivi condivisi. Abbiamo bisogno di una nuova stagione di responsabilità comune. Non per replicare il passato, ma per rilanciare un progetto capace di tenere insieme crescita e giustizia. Perché anche oggi esistono priorità che devono venire prima delle convenienze di parte: la qualità del lavoro, la coesione sociale, uno sviluppo inclusivo e socialmente sostenibile», sottolinea ancora Fumarola.«Non c’è democrazia solida senza lavoro dignitoso, senza giuste retribuzioni, senza sicurezza e prospettive. Ma non basta. Serve anche più partecipazione. Come ci ricorda l’esperienza del movimento sindacale, la partecipazione non è solo un diritto: è uno strumento che rafforza la qualità stessa della libertà”, aggiunge la numero uno Cisl.

Lorenzin (Pd): "Ricordiamo chi pagò prezzi altissimi per la nostra libertà"

“L’antifascismo non fu soltanto una reazione ai crimini del regime di Benito Mussolini. Fu una scelta coraggiosa, rischiosa, necessaria. Fu il seme da cui nacque uno dei frutti più importanti della nostra storia repubblicana: la Costituzione italiana. Donne e uomini, spesso giovanissimi, lottarono per immaginare un Paese diverso: più giusto, più libero, più democratico. Lo fecero pagando prezzi altissimi, perché la libertà che oggi viviamo non era scontata. Andava conquistata. Il 25 aprile ricordiamo quella scelta. E ricordarla significa anche rinnovarla. Buona Liberazione. Viva la Resistenza antifascista”. Lo scrive sui suoi social Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd.

Ascani: "È storia del riscatto morale dell'Italia"

“La Resistenza è anzitutto la storia del riscatto morale dell’Italia, della dignità riconquistata con la lotta al nazifascismo. Fare memoria è una responsabilità, significa difendere la verità, rifiutare ogni ambiguità, custodire ciò che con sangue e sofferenza è stato conquistato. Ancora oggi da quell’eccezionale deposito di valori umani e civili attingiamo ispirazione e forza per chiedere democrazia, libertà e pace per tutti i popoli. Viva il 25 aprile. Viva la Repubblica. Viva la pace”. Così su X Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera.

Brunetta: "Divisi perdiamo tutti"
Renato Brunetta - ministro per la Pubblica Amministrazione

“Se oggi respiriamo aria di libertà, non dobbiamo pensare che sia una cosa scontata. Lo confermano la crisi geopolitica e i venti di guerra che soffiano alle porte dell’Europa. La data del 25 aprile, mai come quest’anno, tra bombe che cadono e crisi energetica, diventa per tutti gli italiani un forte invito all’unità. Divisi perdiamo tutti. Per le polemiche politiche ci sarà tempo; oggi è il momento più giusto per mostrare tutta la nostra sincera gratitudine a chi, nel 1945, donò la propria vita per liberare l’Italia dalla dittatura e la immaginò come patria dei diritti. Il 25 aprile 2026 celebri la rinnovata libertà e l’ansia di pace, e sia un’occasione da non perdere per esaltare il principio fondamentale della tolleranza”. Lo ha dichiarato il presidente del Cnel, Renato Brunetta, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.

Croce Rossa: "Oggi l'umanità non si arrende e lotta per difendere la dignità"

“La giornata odierna ci ricorda l’impegno di quanti sacrificarono la propria vita per riconquistare la libertà e la pace, e per gettare le basi di un domani possibile, fatto di Umanità e rispetto reciproco. Questo anniversario arriva in un momento davvero difficile. Quella libertà e quella pace, tanto difficilmente conquistate dagli italiani, sono infatti messe in dubbio in aree del mondo molto vicine ai nostri occhi e ai nostri cuori. In Medio Oriente, in Sudan e in molte altre terre, la violenza sta mettendo a dura prova ogni regola, comprese quelle del Diritto Internazionale Umanitario, ma soprattutto sembra voler mettere in discussione il valore della vita e, con esso, il diritto stesso alla vita. Laddove intere popolazioni soffrono gli strazi e le conseguenze dei conflitti, il Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa c’è, a ribadire l’importanza di rispettare la Dignità umana, a contrapporre l’Umanità alla logica della violenza sregolata, a promuovere il dialogo; a ricordare al mondo che, laddove esistono guerre, c’è sofferenza e che l’unica scelta giusta da fare non è schierarsi, ma dare aiuto incondizionato a chi si trova in difficoltà. Sono trascorsi 81 anni dal 25 aprile 1945 e, anche in virtù di chi nella storia ha lottato per proteggere valori tanto importanti, rinnoviamo il nostro impegno a non voltarci dall’altra parte davanti alla sofferenza”. Così Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, oggi 25 aprile, in occasione dell’anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

L'assessore di Roma, Battaglia: "Senza 25 Aprile, l'Italia non sarebbe una democrazia"

“Il 25 aprile è una data fondativa della nostra storia repubblicana: il giorno in cui il popolo italiano, attraverso la Resistenza, ha posto fine al nazifascismo. Un esito per nulla scontato, frutto di una scelta politica e popolare, costruita nel protagonismo di tutte le forze antifasciste. Da questa storia sono nati i valori su cui si basa la nostra Costituzione: lavoro, libertà, giustizia e pace”. Così, in una nota, l’assessore alle Periferie del comune di Roma Pino Battaglia. “Il lavoro come fondamento della Repubblica espresso nell’articolo 1. La libertà, nei diritti fondamentali riconosciuti dall’articolo 2. La giustizia, nell’uguaglianza affermata dall’articolo 3. E la pace, con il ripudio della guerra sancito dall’articolo 11. Principi che impegnano la vita democratica. Oggi siamo chiamati ad una responsabilità civile decisiva: difendere la verità dei fatti, contrastare l’indifferenza, non lasciare che la storia venga piegata o dimenticata, continuando a custodire e rafforzare i valori della pace e della democrazia”, conclude Battaglia.

Crosetto: "Libertà va difesa ogni giorno"

“Nel tempo che ci è dato vivere, difendere la libertà, la Repubblica, la Democrazia, scaturite e originate proprio dalla lotta di Liberazione al nazi-fascismo, significa difendere il nostro modo di vivere, i diritti delle persone, la dignità del lavoro e, soprattutto, il futuro delle nuove generazioni. Significa proteggere il territorio e i suoi cittadini, la solidità delle istituzioni democratiche e delle infrastrutture critiche, la sicurezza energetica, la componente tecnologica e la sfera cognitiva”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione. “È protezione della coesione sociale, della memoria, del patrimonio storico e culturale. Perché è anche nella continuità tra passato e futuro che si misura la forza di una Nazione, la sua volontà e la capacità di restare fedele ai propri valori”, ha aggiunto Crosetto sottolineando come “le donne e gli uomini della Difesa” sono “strumento concreto di sicurezza, di stabilità e di pace” e come “in un mondo che è cambiato e che continua a mutare rapidamente, portano avanti un impegno che richiede sempre maggior responsabilità, credibilità, capacità di dialogare e di operare, a livello nazionale e con i nostri Alleati, nell’ambito dell’Alleanza Atlantica e dell’Unione Europea. Desidero rivolgere, in modo particolare, un deferente pensiero ai nostri Caduti e ai nostri feriti in servizio. A loro dobbiamo gratitudine e rispetto. Perché in un mondo sempre più complesso, difendere i valori e le istituzioni, proteggere i cittadini significa spesso esporsi in prima persona, assumendosi responsabilità e rischi che possono portare a sacrificare la propria vita. In occasione dell’Anniversario della Liberazione, desidero quindi rivolgere a ciascuno di voi un sincero ringraziamento per la professionalità e la dedizione con cui servite quotidianamente il Paese. Con il vostro impegno rendete vivo, ogni giorno, il significato più autentico di questa ricorrenza: custodire e rinnovare la libertà, la Democrazia, la Repubblica. Perché ‘La libertà va difesa ogni giorno. Buona Festa della Liberazione a tutti”, si legge nel messaggio.

Crosetto: "Grati a generazione che ci ha restituito la libertà"

“Il 25 aprile ricordiamo con profonda gratitudine quella generazione di italiani, civili e militari, che ci ha restituito la libertà con grande valore e sacrificio, e che ci ricorda ciò che siamo oggi come Nazione e come comunità”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo messaggio in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione. “Quello che rende straordinaria la Festa della Liberazione è proprio questo: il fatto che sia nata da scelte difficili, pericolose, compiute in contesti diversi ma unite da uno stesso senso di responsabilità. Fu un impegno diffuso e silenzioso, fatto di volti, storie, gesti concreti; un percorso corale di lotta al nazi-fascismo che allora opprimeva la nostra Patria e molte Patrie dell’Europa, che ha reso possibile la rinascita dell’Italia come Paese libero e democratico, da cui è poi scaturita la Costituzione repubblicana. Un Paese, il nostro, che oggi è parte fondante dell’Unione Europea e attore di primo piano nella scena internazionale”, ha aggiunto Crosetto sottolineando come “ricordare tutto questo significa anche comprendere che la libertà non è mai un bene acquisito una volta per tutte. Vale lo stesso per la pace, che non nasce dal suo semplice desiderio né può essere considerata definitiva. La pace si costruisce ogni giorno, con responsabilità, equilibrio, forza e determinazione. È una verità che oggi avvertiamo con ancora maggiore chiarezza e convinzione. Le trasformazioni del contesto globale ci ricordano che libertà e sicurezza sono inscindibili. Le minacce assumono forme nuove, si sommano a quelle tradizionali, e si estendono a più dimensioni: militare, economica, tecnologica, energetica, informativa, cibernetica, spaziale e cognitiva. In gioco ci sono pertanto anche risorse, catene produttive, conoscenza, fiducia che tiene insieme le comunità”.

Fontana: "Libertà bene da custodire ogni giorno"

“Nel giorno dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo, rendiamo omaggio a donne e uomini che, spesso a costo della vita, hanno contribuito a restituire all’Italia la libertà. Da culture differenti, hanno saputo unirsi per il bene comune. Le loro storie ci richiamano oggi alla responsabilità di difendere e custodire ogni giorno la democrazia, nel rifiuto di ogni forma di totalitarismo e nella promozione della diplomazia e della pace”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

Richetti: "Custodire sempre il valore della libertà"

“Se oggi viviamo in uno Stato democratico lo dobbiamo al sacrificio di coloro che hanno combattuto per liberare l’Italia dal nazifascismo e hanno creduto nei valori che poi sono confluiti nella Costituzione. Donne e uomini, tantissimi giovani di diverse idee politiche che non si sono mai arresi e hanno lottato per gli ideali di libertà e pace in cui credevano. Nel giorno della festa della Liberazione dobbiamo affermare la necessità di difendere quei principi che garantiscono il nostro vivere civile perché democrazia, pace e libertà non sono scontate”. Lo dichiara il capogruppo di Azione alla Camera Matteo Richetti, in occasione della festa della Liberazione.

Mattarella e Meloni all'Altare della Patria per la deposizione della corona d'alloro

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato all’Altare della Patria per la deposizione di una corona di alloro in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione. Presenti anche la premier Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore Luciano Portolano, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Dopo l’esecuzione degli onori e dell’inno nazionale e la deposizione della corona ci sarà il sorvolo delle Frecce Tricolori.

Salvini: "Contro ogni dittatura nazifascista, comunista o islamista"

“Contro ogni dittatura e ogni regime, nazifascista, comunista o islamista, ora e sempre. Per la libertà, ora e sempre. Grazie a chi ha donato la vita per salvare altre vite”. Lo scrive sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.

Questo articolo 25 Aprile, Meloni: “Amore per la libertà unico antidoto ai totalitarismi” – La diretta proviene da LaPresse

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News