A Livorno rinasce Banco13, contro la cultura dello scarto di cibo e persone
In Italia lo spreco di cibo vale 13,5 miliardi di euro l’anno, pari a oltre 5 tonnellate di beni alimentari ancora ottimi che finiscono nella spazzatura. La buona notizia? Per intervenire contro un problema tanto grande, ognuno di noi – che sprechiamo in media 50 pasti l’anno – può fare la propria parte, e unendo le forze è possibile moltiplicare i guadagni ambientali tanto quanto quelli socioeconomici. A partire dalla riscoperta di un senso di comunità, tanto fragile in tempi di guerra e crisi economica.
È questo lo spirito che anima il rilancio del progetto Banco13, che unisce Aamps – la società interamente pubblica di Retiambiente che ha in carico l’igiene urbana labronica –, Comune di Livorno, Confservizi Cispel Toscana e Consiglio cittadino del cibo nell’ambito del progetto Interreg Co-Effect, che punta a trasformare le eccedenze del Mercato centrale in risorse per la comunità locale.
«Il Banco 13 – spiega il sindaco di Livorno, Luca Salvetti – sarà a disposizione ancora una volta per aiutare i cittadini che hanno bisogno, ma anche per tutte le persone che vogliono recuperare, riutilizzare e valorizzare al massimo i prodotti che verranno collocati in questo banco».
A partire da domani e per tre giorni alla settimana (martedì, giovedì, sabato) tutti i cittadini possono recarsi alla Sala delle gabbrigiane e, alle ore 12.00, ritirare un numero di prenotazione per una cassetta alimentare: frutta, verdura, pane fresco. Tutti prodotti salutari ma anche i più soggetti a sprechi. Nel primo pomeriggio, gli operatori effettuano il giro di raccolta presso gli esercenti del mercato, recuperando le eccedenze invendute ancora perfettamente commestibili. A partire dalle ore 14.00 iniziano le consegne: prodotti freschi e genuini che, invece di essere scartati, raggiungono direttamente le famiglie.
Una parte delle eccedenze raccolte viene inoltre destinata alla ‘Tavola dell’amicizia’ della Comunità di Sant’Egidio, grazie al trasporto con una cargo bike messa a disposizione dalla Velostazione PedaLI della cooperativa Brikke Brakke, che potrebbe fungere da esempio anche per futuribili consegne a domicilio sostenibili da parte di commercianti interessati.
«Banco13 rappresenta un esempio concreto di come la prevenzione dei rifiuti possa nascere dalla collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità – argomenta nel merito l’amministratore unico di Aamps, Aldo Iacomelli, che ha anticipato ieri su queste colonne la natura del progetto – Recuperare il cibo ancora buono significa ridurre lo spreco, abbattere la produzione di rifiuti e generare valore sociale. Con questo progetto, il Mercato centrale diventa ogni giorno un luogo in cui la sostenibilità prende forma attraverso gesti semplici, capaci di produrre un grande impatto ambientale e culturale».
Livorno è la seconda città in Italia (dopo Torino) ad aver inserito il diritto dei cittadini al cibo nello Statuto comunale, e in quest’ottica i promotori del progetto – dalle istituzioni ai commercianti coinvolti – sottolineano che Banco13 punta a coinvolgere tutti e non solo la purtroppo crescente quota di cittadini in impoverimento. L’obiettivo di fondo è quello di alimentare un momento di condivisione, informazione e confronto contro lo spreco alimentare e contro la cultura dello scarto – che riguarda ormai tanto le persone quanto i beni materiali –, per riannodare i fili di una comunità che sappia fare fronte comune contro le difficoltà.
«Banco 13 dimostra che l’economia circolare funziona davvero quando si interviene a monte, prevenendo lo spreco prima ancora che diventi rifiuto – conclude Nicola Perini, presidente di Confservizi Cispel Toscana – Iniziative come questa dimostrano come i servizi pubblici locali possano contribuire non solo a gestire i rifiuti, ma anche a costruire modelli più sostenibili di produzione e consumo, mettendo insieme istituzioni, imprese e comunità. Trasformare le eccedenze alimentari in una risorsa per il territorio significa ridurre l’impatto ambientale e allo stesso tempo rafforzare la solidarietà nelle nostre città».
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