AccelerateEu, un impegno storico per la geotermia: per la Commissione Ue è una risposta strategica alla dipendenza fossile

Aprile 25, 2026 - 01:30
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AccelerateEu, un impegno storico per la geotermia: per la Commissione Ue è una risposta strategica alla dipendenza fossile

Il 22 aprile 2026, la Commissione Europea ha pubblicato la Comunicazione AccelerateEU, intitolata "Energy Union: Affordable and Secure Energy through Accelerated Action" (Unione dell'Energia: energia accessibile e sicura attraverso un'azione accelerata). Per chi, come noi, ha dedicato anni alla promozione della geotermia in Europa, questo rappresenta l'impegno più forte ed esplicito che l'UE abbia mai assunto nei confronti del settore.

La Commissione parla chiaro: interverrà su elettrificazione, riscaldamento e raffrescamento, ed energia geotermica. In termini pratici, ciò si traduce in due passaggi fondamentali: sostenere la raccolta di dati sul sottosuolo dettagliati attraverso un database a livello UE ed esplorare schemi di partecipazione al rischio minerario con le istituzioni finanziarie pubbliche per mobilitare capitali privati. Nell'ambito dell'iniziativa Global Gateway, si impegna inoltre a rafforzare la cooperazione internazionale nei progetti geotermici.

Dopo decenni di lavoro coordinato da parte dei molteplici attori della comunità geotermica europea, inclusa ETIP-Geothermal,  la geotermia non è più considerata una tecnologia di nicchia, ed è pronta ad uscire dalla casella “Altri” delle statistiche sulle fonti energetiche. La Commissione la riconosce infatti come una risposta strategica alla dipendenza dell'Europa dai combustibili fossili importati, oggi causa di volatilità dei costi energetici e di rischi geopolitici. Ma il solo riconoscimento istituzionale non basta a realizzare i progetti.

Ciò che la politica fa, tuttavia, è abilitare una soluzione già ben nota. Come scrive la Commissione, la geotermia può sostituire il gas naturale nelle reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento, fornire calore per i processi industriali, sostenere le applicazioni agricole e fornire elettricità flessibile alla rete. È una fonte energetica domestica, programmabile, disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con un consumo di suolo minimo ed emissioni quasi nulle. Inoltre, la geotermia può contribuire all’elettrificazione fornendo litio ed altri minerali strategici per le tecnologie avanzate, come le batterie.

AccelerateEU riconosce anche il ruolo crescente delle tecnologie di nuova generazione, come i sistemi geotermici migliorati (EGS), che stanno già attirando investimenti significativi a livello globale. In accordo con il report Ember citato nella comunicazione, infatti, queste tecnologie espandono la portata geografica della geotermia e potrebbero fornire fino a 301 TWh annui nell'UE, ovvero circa il 40% dell'attuale generazione da carbone e gas. Il percorso non è più teorico: la questione è quanto velocemente potrà essere realizzato.

Dal punto di vista di ETIP-Geothermal, il valore di AccelerateEU risiede nel suo focus sull'esecuzione. Un database geotermico condiviso riduce l'incertezza nelle fasi iniziali e supporta un processo decisionale più rapido e informato. Meccanismi strutturati di riduzione del rischio migliorano l'accesso al capitale e rafforzano la bancabilità dei progetti. La cooperazione internazionale rinforza le catene di approvvigionamento, dove le aziende italiane ed europee possono fornire soluzioni complete e competitive, e accelera l'apprendimento tra i mercati. Questi sono gli strumenti giusti, ma quanto saremo efficaci nel tradurli  in progetti concreti sul territorio?

È qui che entra in gioco la realtà operativa. La geotermia soffre la stasi di progetti che non trovano risorse per passare dalle primissime fasi esplorative alla cantierizzazione, a causa dell’incertezza sulla disponibilità della fonte nel sottosuolo. Questo rischio minerario non può essere lasciato interamente alle imprese private se si vuole accelerare lo sviluppo. Dal punto di vista di Steam S.r.l., che opera lungo l'intero ciclo di vita della geotermia, queste misure sono necessarie e benvenute, ma resta indispensabile un comprovato know-how nella realizzazione dei progetti. Sebbene i dati regionali migliorino l'identificazione e l'inquadramento dei potenziali interventi, i progetti sono in ultima analisi definiti dal comportamento del serbatoio specifico del sito, dai risultati della perforazione e dall'integrazione tra sottosuolo e impianti di superficie. Gli schemi di de-risking possono sostenere le decisioni di investimento, ma la bancabilità si costruisce su valutazioni credibili delle risorse, strategie di perforazione solide ed esecuzione disciplinata. Colmare questo divario tra supporto politico e capacità di esecuzione determinerà il ritmo della diffusione, ed è una sfida che siamo pronti ad affrontare e vincere.

È inoltre importante notare che AccelerateEU non è un'iniziativa isolata. Arriva poco prima del prossimo Electrification Action Plan dell'UE, del Geothermal Action Plan e del Clean Energy Investment Summit, tutti previsti per quest'anno. EGEC ed ETIP-Geothermal stanno inoltre lavorando a stretto contatto con i membri del Parlamento Europeo per l'istituzione di una Geothermal Industrial Alliance, volta a sostenere le tabelle di marcia nazionali, semplificare i permessi e fornire finanziamenti e assicurazioni per la mitigazione del rischio.

Con questi elementi in movimento, la sfida ora è l'esecuzione: tradurre l'ambizione a livello UE in azioni nazionali, e le azioni nazionali in progetti bancabili e operativi. Questa sfida è particolarmente visibile in Italia. Il Paese possiede competenze geotermiche di livello mondiale e risorse abbondanti, eppure non inauguriamo una nuova centrale da oltreun decennio.

AccelerateEU, insieme ai segnali positivi sull'approccio del governo ai progetti di geotermia a bassa entalpia, ci dà la speranza che la stagnazione dell'Italia stia per finire. Una maggiore trasparenza dei dati può favorire un processo decisionale più coerente tra le autorità; un de-risking strutturato può ridurre il rischio percepito dagli investitori; e procedure autorizzative chiare possono favorire investimenti precoci.

In conclusione, gli anni di sensibilizzazione hanno prodotto un segnale politico chiaro. Ciò che segue è un'azione coordinata — tra istituzioni, Stati membri, industria e finanza — per trasformare quel segnale in progetti reali.

L'Europa — e l'Italia — hanno le risorse e le competenze, e gli strumenti per svilupparle stanno finalmente emergendo. Abbiamo ottime ragioni per credere che questo sia davvero il punto di svolta e che la geotermia prenderà finalmente il posto che le spetta come pietra angolare della politica energetica europea e italiana.

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