Il kraken è esistito davvero: era un gigantesco polpo del Cretaceo

Aprile 25, 2026 - 01:30
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Il kraken è esistito davvero: era un gigantesco polpo del Cretaceo

Lo studio “Earliest octopuses were giant top predators in Cretaceous oceans”, appena pubblicato su Science da un team internazionale di ricercatori guidato dall'università giapponese di Hokkaido ha identificato resti fossili di enormi polpi con pinne che, per aspetto e dimensioni, riporta al mito del kraken, un gigantesco cefalopode con tentacoli che sarebbe stato in grado di attaccare anche navi e balene.

Quello che hanno scoperto i ricercatori sono infatti più grandi invertebrati documentati finora e che i primi polpi conosciuti erano predatori giganti che cacciavano al vertice della catena alimentare, insieme ai grandi vertebrati marini

All’università di Hokkaido spiegano che «I polpi sono animali dal corpo molle e quindi raramente si fossilizzano bene. Questo rende la ricostruzione della loro storia evolutiva particolarmente difficile rispetto ad animali che lasciano dietro di sé ossa o conchiglie». Per ricostruire la loro storia nascosta, Il nuovo studio ha utilizzato le mascelle fossili dei primi polpi, un organo deputato all'alimentazione con un elevato potenziale di fossilizzazione.

Utilizzando l’ high-resolution grinding tomography e un modello di intelligenza artificiale, i ricercatori hanno scoperto mandibole fossili nascoste all'interno di campioni di roccia risalenti al Cretaceo superiore, un periodo compreso tra 100 e 72 milioni di anni fa e dicono che «Questi fossili, rinvenuti in Giappone e sull'isola di Vancouver, si erano conservati in modo ottimale nei sedimenti del fondale marino, mantenendo sottili segni di usura che rivelano le modalità di alimentazione di questi animali».

I fossili appartenevano ai Cirrati, un gruppo di polpi estinti dotati di pinne e, analizzando le dimensioni, la forma e i segni di usura delle mascelle, il team ha concluso che «Questi animali erano predatori attivi che probabilmente schiacciavano prede dure con morsi potenti».

Uno degli autori dello studio, Yasuhiro Iba del dipartimento scienze della Terra e planetarie dell'università di Hokkaido , evidenzia che «Le nostre scoperte suggeriscono che i primi polpi fossero predatori giganteschi che occupavano il vertice della catena alimentare marina nel Cretaceo. Sulla base di mascelle fossili eccezionalmente ben conservate, dimostriamo che questi animali raggiungevano lunghezze totali fino a quasi 20 metri, superando forse le dimensioni dei grandi rettili marini della stessa epoca. La scoperta più sorprendente è stata forse l'entità dell'usura sulle mandibole. Le mandibole fossili mostravano estese scheggiature, graffi, crepe e lucidature, tutti segni di una forte forza del morso. Negli esemplari ben sviluppati, fino al 10% della punta della mandibola, rispetto alla lunghezza totale, risultava usurata, una percentuale maggiore rispetto a quella osservata nei cefalopodi moderni che si nutrono di prede con guscio duro. Ciò indica interazioni ripetute e vigorose con le loro prede, rivelando una strategia alimentare inaspettatamente aggressiva».

Da questi risultati emerge che questi antichi polpi/kraken fossero cacciatori potenti e attivi che consumavano prede in abbondanza. E’ una scoperta che cambia le convinzioni degli scienziati sulla storia antica dei polpi: «I nuovi fossili estendono la più antica documentazione conosciuta di polpi con pinne di circa 15 milioni di anni e la documentazione più ampia sui polpi di circa 5 milioni di anni, collocandoli addirittura a circa 100 milioni di anni fa».

I ricercatori giapponesi sottolineano che «Un indizio particolarmente interessante è emerso dall'usura irregolare delle mascelle. Nelle due specie esaminate, un lato della parte masticatoria risultava più usurato dell'altro, suggerendo che questi animali potessero preferire un utilizzo più intenso di un lato della mascella. Questo tipo di asimmetria comportamentale, nota come lateralizzazione, è associata negli animali moderni a un'elaborazione neurale avanzata. La ricerca suggerisce che persino questi primi polpi potrebbero aver già mostrato comportamenti complessi legati all'intelligenza».

Per decenni, gli scienziati sono stati convinti che gli antichi ecosistemi marini fossero dominati da predatori vertebrati, mentre si pensava che gli invertebrati occupassero i livelli inferiori della rete alimentare, gli autori del nuovo studio evdenziano che «Le nuove scoperte suggeriscono che i polpi giganti rappresentassero un'eccezione inaspettata: invertebrati che si sono elevati al vertice della rete alimentare marina, entrando in competizione con i grandi vertebrati».

Questa ricerca apre la strada alla ricostruzione di interi ecosistemi antichi con un livello di dettaglio senza precedenti. Combinando l'estrazione digitale di fossili con l'intelligenza artificiale, il team prevede di scoprire molti altri fossili nascosti.

Iba conclude: «Questo studio fornisce la prima prova diretta che gli invertebrati potrebbero evolversi in predatori apicali giganti e intelligenti in ecosistemi dominati dai vertebrati per circa 400 milioni di anni. Le nostre scoperte dimostrano che mascelle potenti e la perdita dello scheletro superficiale, caratteristiche comuni a polpi e vertebrati marini, sono state essenziali per diventare enormi e intelligenti predatori marini».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia