Aggregati riciclati, alta qualità a prezzi più bassi. Perché allora c’è poco mercato? Lo spiega il presidente Anpar

Mar 3, 2026 - 00:00
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Aggregati riciclati, alta qualità a prezzi più bassi. Perché allora c’è poco mercato? Lo spiega il presidente Anpar

I rifiuti da costruzione e demolizione (codice 17) in Italia nel 2023 sono pari a 82,5 milioni di tonnellate (in aumento, nel 2022 erano 80,1). Ovvero, oltre la metà del totale dei rifiuti speciali prodotti (50,1%). Già oggi oltre l’80% di questi rifiuti viene avviato ad operazioni di recupero: 69,9 milioni di tonnellate, più di una tonnellata ad abitante. Di gran lunga il principale flusso di riciclo nel nostro Paese.

Di solito questa eccellente performance ambientale di settore non viene molto sottolineata e valorizzata nel dibattito pubblico, spesso attento a flussi di riciclo più “suggestivi” (carta, metalli, vetro, legno, organico) o “particolari” (Raee, plastiche, tessili), ma con valori assoluti molto più bassi. Se l’Italia ha uno dei migliori indici di circolarità in Europa lo si deve prevalentemente al settore dei “rifiuti inerti”. Il settore infatti ha ampiamente raggiunto l’obiettivo di riciclo fissato dalla Ue al 2020 nella misura del 70%.

Si tratta di una filiera fatta da centinaia di impianti autorizzati in Italia, e di questi 180 circa associati all’interno di Anpar, che da pochi giorni ha un nuovo presidente, Carlo Colombino, che abbiamo intervistato.

colombino anpar

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