Frodi doganali: 3.602 indagini aperte dalla Procura Europea nel 2025, con danni per 67 miliardi di euro
Bruxelles – Alla fine del 2025, le indagini portate avanti dalla Procura Europea (EPPO) – l’organo dell’Unione Europea che dal 2017 si occupa di indagare e perseguire i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE -ammontavano a 3.602, con una crescita del 35 per cento rispetto al 2024. Lo stesso aumento percentuale si registra nel numero di nuove indagini avviate l’anno scorso (2.030 nuovi fascicoli aperti su 6.966 segnalazioni di reato). Sono questi i primi dati che emergono dal report pubblicato oggi (2 marzo) dall’istituzione con sede in Lussemburgo per esaminare i risultati dell’attività giudiziaria nel corso dell’anno appena concluso.
La crescita del numero di presunte frodi è accompagnata da un analogo aumento del potenziale danno per i bilanci dell’UE e dei 27 Stati membri: il rapporto parla di circa 67 miliardi di euro ‘persi’ nel corso del 2025, una cifra sostanzialmente triplicata rispetto ai 24,8 miliardi del 2024. Sebbene le cosiddette “frodi sulla spesa” – relative ad un utilizzo illecito e diverso da quello previsto di fondi, sovvenzioni e aiuti UE – siano quantitativamente più numerose (il 68% delle indagini aperte nel 2025), le stesse sono responsabili ‘soltanto’ del 27 per cento (18,67 miliardi di euro) delle perdite finanziarie complessivamente stimate. Ad avere un impatto assai maggiore sono le frodi doganali, che colpiscono direttamente le fonti di entrata del bilancio UE: l’evasione parziale o totale di IVA e altre forme di dazi sulle importazioni da paesi extra-UE ha portato alla sottrazione di circa 45 miliardi di euro dalle casse pubbliche nel 2025, una cifra che è pari a più di due terzi del danno complessivo stimato. Si tratta, per usare le parole di Laura Kövesi, Procuratrice capo dell’EPPO, di “un’industria criminale ignorata e tollerata per troppo tempo”.
Quello delle frodi doganali è un modello di business che sta cambiando profondamente. Secondo il report della Procura Europea, “le attività di contrabbando più tradizionali – in particolare quelle relative a beni illegali (prodotti contraffatti, droghe, armi) o allo sfruttamento di persone vulnerabili (lavoro nero, traffico di esseri umani, prostituzione) viaggiano sempre più di pari passo, o addirittura stanno venendo progressivamente sostituite da attività criminali legate al commercio di prodotti legali, ma portate avanti con modalità fraudolente che provocano enormi danni ai bilanci dell’UE e degli Stati membri”. In quella che sembra essere la nuova frontiera del contrabbando, gioca un ruolo fondamentale la Cina, uno dei principali fornitori dell’UE di merce a basso costo. Il report descrive vere e proprie “reti criminali cinesi” che permettono di importare da Pechino merci il cui valore dichiarato è falsamente basso al fine di pagare una quota inferiore (o non pagare affatto) di IVA e altre imposte doganali.
Venendo ai numeri relativi all’attività di tribunale dell’EPPO, secondo il report nel 2025 il tasso di condanna è stato pari al 95 per cento, con una crescita dei rinvii a giudizio del 34 per cento rispetto al 2024 (275 rinvii a giudizio totali). I giudici della Procura Europea hanno disposto ordini di congelamento per 1,13 miliardi di euro e il valore effettivo dei beni congelati nel corso dell’anno è ammontato a 288,93 milioni di euro. Di particolare rilevanza è il dato relativo alle ‘fonti’ delle nuove segnalazioni di reato giunte al tribunale di Lussemburgo: se il numero di segnalazioni provenienti da istituzioni, organi o agenzie dell’UE resta basso (143), quello delle denunce per presunti illeciti presentare da privati cittadini (4629) e autorità nazionali (143) è cresciute del 6 per cento rispetto a un anno fa. Secondo l’EPPO, si tratta di un trend che “dimostra come la capacità di individuare le frodi che colpiscono gli interessi finanziari dell’UE stia migliorando e che la consapevolezza pubblica e la fiducia nel lavoro dell’EPPO siano in crescita”.
“Questi risultati”, ha dichiarato Kövesi, “possono rendere orgogliosi i cittadini europei. Abbiamo dimostrato che nell’UE la giustizia serve i cittadini, è concreta e la legge deve essere uguale per tutti”.
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