La guerra infuria e nessuno ha capito cosa voglia fare il governo Meloni

Mar 3, 2026 - 12:30
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La guerra infuria e nessuno ha capito cosa voglia fare il governo Meloni

Mentre infuria la guerra con prospettive di durata lunga va in scena una politica italiana da operetta.

Al terzo giorno dall’inizio del conflitto il Parlamento si è riunito – per l’esattezza la commissione esteri di Senato e Camera – ed è stato subito la Ballarò dei vecchi tempi con un ministro degli Esteri infuriato contro Giuseppe Conte infuriato pure lui: e quel «a me non mi chiamano Tony, a lei la chiamavano Giuseppi» gridato da Tajani è stato davvero un momento eduardiano, nel senso di De Filippo, o da bar di Caracas.

L’aria era già pesante. Il capo del M5s aveva messo nel mirino la rocambolesca vicenda del ministro della Difesa Guido Crosetto, ormai ingarbugliatosi nella ricostruzione dei fatti prestando il fianco a richieste di dimissioni che ovviamente, specie in una fase come questa, non hanno futuro. Dopo un’intervista dai toni duri, in Parlamento ieri ha dovuto sibilare un «forse ho sbagliato come ministro e chiedo scusa, perché avevo i miei due figli e volevo stare lì».

Ma intanto mezzo mondo ha saputo di un ministro della Difesa a Dubai non si sa se per ragioni personali o incontri istituzionali o tutt’e due. E la ciliegina, prontamente raccolta da Crozza, è quel biglietto aereo pagato tre volte: il segno che il grillismo ha preso il potere.

Al di là degli aspetti più penosi, la politica italiana sta mostrando la sua sostanziale inconsistenza. La questione, va da sé, riguarda più il governo che l’opposizione, che si limita a dire cose tanto semplici quanto irrealistiche: riprendere la trattativa mentre piovono missili da tutte le parti? Bene l’eliminazione di Khamenei ma poi che dice la sinistra? Purtroppo il quadro sul terreno è rapidamente peggiorato e nessuno sa ragionevolmente prevedere cosa può succedere ora che il conflitto si è allargato coinvolgendo molti Paesi e persino lambendo l’Europa con i droni iraniani a Cipro.

Qual è la posizione italiana? È debole quanto quella delle opposizioni. Solo che la debolezza del governo vale il doppio. Ieri il dem Alessandro Alfieri ha posto il vero tema: quale sarà il ruolo di Sigonella? Crosetto non ha chiarito.

Ma tra pochi giorni la questione sarà quella del coinvolgimento italiano nella guerra. Giorgia Meloni non ha aperto bocca fino a sera quando ha detto due cose non molto significative. La premier forse immagina che questo terremoto internazionale possa contribuire a saldare la maggioranza degli italiani intorno al governo ma non può nemmeno escludere il contrario: un coinvolgimento politico e militare mentre gli americani s’impantanano in un conflitto drammatico. Con conseguenze economiche – lo ha detto chiaramente Crosetto – che per l’Italia sono già pesantissime.

Da tutto questo si comprende il nervosismo esibito dal ministro degli Esteri. E la presidente del Consiglio certo non è esattamente una persona dai nervi d’acciaio. Per lei si avvicinano i giorni più difficili. Quando dall’operetta dovranno passare alla politica. Se ci riescono.

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Redazione Redazione Eventi e News